Staminali. Svelato il destino di quelle 'bambine'
Nuovi passi avanti nella scoperta delle potenzialita' delle cellule staminali adulte. Ricercatori dell'University of Michigan (Usa) hanno scoperto come prevedere il futuro di queste cellule 'bambine', capaci di trasformarsi nei 'mattoncini' che compongono organi e tessuti. La scoperta, infatti, aiuta a fare previsioni sulla differenziazione di queste cellule e sul tipo di tessuto che andranno a formare. Il tutto tenendo alcune staminali adulte in coltura per 24 ore all'interno di un nuovo tipo di matrice.I risultati, pubblicati su 'Nature Methods' dal team di Jianping Fu, sono cruciali secondo gli autori per lo sviluppo di future terapie basate sulle staminali adulte. "Dimostriamo, per la prima volta, che siamo in grado di predire la differenziazione delle cellule staminali gia' dal giorno uno", ha spiegato Fu.
"Normalmente occorrono settimane o forse di piu' per sapere in che modo si differenzieranno. Il nostro lavoro - aggiunge lo studioso - potrebbe accelerare questo processo e avere importanti applicazioni nello screening di nuove molecole e nella medicina rigenerativa. Il nostro metodo - prosegue - potrebbe fornire indicazioni precoci sul destino delle staminali".
La ricerca ha esaminato le sottili e invisibili forze che queste cellule esercitano sui materiali cui sono attaccate, quando vengono coltivate in laboratorio. Si sospettava, infatti, che queste forze fossero coinvolte nella differenziazione delle staminali. Ebbene, gli studiosi mostrano come proprio la durezza del materiale su cui le staminali vengono coltivate in laboratorio, in sostanza, aiuta a determinare il tipo di cellule in cui queste si trasformeranno. Insomma, questo aspetto influisce sulla differenziazione.
Il team ha costruito un nuovo tipo di matrice, in cui la durezza puo' essere modificata senza alterare la composizione chimica. Il nuovo 'scheletro' ricorda un tappeto ultrasottile di micro-filamenti tipo capelli, realizzati in un polimero elastico. Nel loro esperimento gli ingegneri hanno usato staminali umane mesenchimali, presenti nel midollo osseo e in altri tessuti connettivi. Le cellule si sono differenziate in ossa quando la matrice era piu' dura, e in grasso quando questa era piu' flessibile.
"I nostri studi mostrano dove guardare per avere delle indicazioni precoci sulla differenziazione delle staminali adulte", spiega lo studioso.
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