Staminali. Tribunale autorizza trattamento stamina per malato di SLA
Nella sperimentazione del metodo Stamina non ci possono essere ''dicriminazioni'' fra pazienti. E' quanto ha stabilito la Sezione lavoro del Tribunale di Macerata, accogliendo il ricorso d'urgenza di un uomo di 60 affetto da Sla. Il Tribunale ha ordinato agli Spedali civili di Brescia di procedere alla somministrazione della terapia di infusione di cellule staminali mesenchimali, secondo la metodologia Stamina. L'uomo, assistito dallo studio legale Nascimbeni, si era visto negare la terapia dall'ospedale bresciano dopo il divieto alla somministrazione del metodo Stamina imposto un anno fa dall'Agenzia del farmaco. La legge n. 57 del 23 maggio scorso, approvata per disciplinare la materia, ha previsto l'avvio della sperimentazione del metodo Stamina a partire dal prossimo primo luglio e per la durata di 18 mesi su pochi selezionati pazienti. La norma autorizza la prosecuzione della terapia per i pazienti che l'avessero gia' iniziata. Ma il Tribunale di Macerata ha accolto il ricorso del sessantenne perche' la terapia e' ''una cura compassionevole'', e per scongiurare ingiustificate discriminazioni tra pazienti nella tutela della loro salute''.
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