Staminali. Via libera di giudice Torino a metodo Stamina
Potra' essere curato con il metodo Stamina, ma non nel laboratorio del professor Vannoni bloccato dall'Aifa, Salvatore Bonavita, 39 anni, affetto da sindrome di Niemann-Pick, per cui il padre Luigi si e' rivolto alla magistratura. Il giudice del lavoro Mauro Mollo ha autorizzato le cure compassionevoli, ma in un'altra 'cell-factory'.
Salvatore Bonavita era stato portato dal padre in tribunale con un'ambulanza lo scorso 12 febbraio. Lui e la sorella Erika, per la quale e' in corso ora l'udienza a Torino, sono affetti dalla sindrome di Niemann-Pick, malattia neurodegenerativa che porta a perdere progressivamente l'uso dei muscoli.
Per la donna a gennaio si era gia' espresso il giudice del lavoro di Torino, Patrizia Visaggi, che aveva stabilito che la ragazza poteva essere curata solo in un centro autorizzato e non con il metodo Stamina. Quella in corso al momento e' l'udienza di ricorso contro quella sentenza.
Nel dispositivo, il giudice Mollo ha dato ragione a Luigi Bonavita, che sostiene che le cure con il metodo Stamina sono le uniche efficaci e poco invasive, riconoscendo cosi' l'evidenza dei miglioramenti ottenuti da Salvatore in seguito al primo ciclo. Ora, pero', la famiglia dovra' cercare un altro centro in grado di somministrare la medesima terapia.
Salvatore Bonavita era stato portato dal padre in tribunale con un'ambulanza lo scorso 12 febbraio. Lui e la sorella Erika, per la quale e' in corso ora l'udienza a Torino, sono affetti dalla sindrome di Niemann-Pick, malattia neurodegenerativa che porta a perdere progressivamente l'uso dei muscoli.
Per la donna a gennaio si era gia' espresso il giudice del lavoro di Torino, Patrizia Visaggi, che aveva stabilito che la ragazza poteva essere curata solo in un centro autorizzato e non con il metodo Stamina. Quella in corso al momento e' l'udienza di ricorso contro quella sentenza.
Nel dispositivo, il giudice Mollo ha dato ragione a Luigi Bonavita, che sostiene che le cure con il metodo Stamina sono le uniche efficaci e poco invasive, riconoscendo cosi' l'evidenza dei miglioramenti ottenuti da Salvatore in seguito al primo ciclo. Ora, pero', la famiglia dovra' cercare un altro centro in grado di somministrare la medesima terapia.
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