Venerdì 5 giugno 2026
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Stati Uniti sempre piu' messicani

AMERICHE - USA
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La composizione demografica degli Stati Uniti sta cambiando a ritmo sostenuto. Nel corso degli ultimi cinque anni l'immigrazione è salita del 16%, complice la massiccia ondata di messicani che hanno attraversato la frontiera e sono approdati in territorio americano.
Secondo i dati pubblicati dal Census Bureau, gli immigrati costituiscono oggi il 12,4% della popolazione contro l'11,2% rilevato nel 2000. Questo dato, sommato a una previsione di altri 4,9 milioni di immigranti per il solo 2006, porterebbe a un totale di 35,7 milioni di immigrati presenti negli Stati Uniti, numero questo superiore alla popolazione dell'intera California.
"Ci troviamo di fronte a un processo di messicanizzazione dell'immigrazione americana" ha dichiarato al New York Times il direttore della ricerca del Centro per gli Studi sull'Immigrazione di Washington, Steven Camarota. "La maggioranza degli immigrati, legali o non, arrivano dal Messico. Nel solo 2005 si è stimato un afflusso di 11 milioni di messicani, contro gli 1,8 milioni di cinesi e gli 1,4 milioni di indiani".
Di contro, la percentuale di immigrati provenienti dall'Europa ha segnato nell'ultimo quinquennio una brusca caduta (-29,4%) E questo andamento sembrerebbe destinato a continuare progressivamente per i prossimi anni.
La novità di queste ondate è la diversa dislocazione degli stanziamenti che sempre più di frequente riguardano Stati in passato interessati da bassa flussi migratori.
Negli ultimi 5 anni, regioni come l'Upper Midwest, il New England e le Rocky Mountains, hanno visto intensificarsi l'arrivo di comunità straniere. In Indiana l'immigrazione è salita del 34%, nel South Dakota del 44%, il Missouri ha registrato un'impennata del 31%, il Colorado del 28 e il New Hampshire del 26 per cento.
La tendenza attuale è quella di bypassare le porte di accesso tradizionali, come la California o New York City, o di utilizzarle come tappa intermedia per trasferirsi in regioni meno interessate dall'immigrazione per colonizzare le zone periferiche delle città.
"Il fattore più importante che guida l'immigrazione è che le comunità tendono a ricostruirsi anche in un Paese straniero", ha concluso Camarota. "Ogni famiglia tende a trasferirsi in un luogo dove conosce almeno un altro nucleo che vi abita" .
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