Lunedì 8 giugno 2026
Menu

Storica sentenza della Cassazione: coltivare qualche piantina di marijuana non e' reato

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Non è reato coltivare nel giardino di casa qualche piantina di marijuana perché ciò equivale alla detenzione per uso personale.
E' quanto ha affermato la VI Sezione Penale della Corte di Cassazione che, con la sentenza 17983 del 10 maggio ha annullato la decisione della Corte di Appello di Roma (confermativa di quella del tribunale locale) che aveva condannato un giovane per aver coltivato nel proprio fondo cinque piante di marijuana.
La formula assolutoria usata dai giudici di legittimità è "perché il fatto non sussiste". Queste linea interpretativa era stata inaugurata sempre dalla VI Sezione penale della Suprema Corte nel 1994, quando "si ebbe a distinguere la coltivazione in senso tecnico, un procedimento che presuppone la disponibilità di un terreno e di una serie di attività dei destinatari delle norme sulla coltivazione (preparazione del terreno, semina, governo dello sviluppo delle piante, ubicazione di locali destinati alla custodia del prodotto)", dalla detenzione per uso personale.
Quindi, ha precisato il collegio, tale decisione ebbe il merito "di tracciare un margine ineludibile tra detenzione e coltivazione in senso tecnico, non potendo ricomprendersi in tale ultima nozione, giuridicamente definita, la cosiddetta coltivazione domestica".
Insomma di volta in volta il giudice dovrà valutare se una coltivazione per le sue caratteristiche e per la sua estensione rientra nel concetto di piantagione illecita oppure se non possa definirsi tale.
La Suprema Corte ha annullato la condanna del giovane romano senza rinvio mettendo la parola fine alla vicenda.

La Cassazione annulla la condanna a un uomo che aveva coltivato nel proprio terreno cinque piante di marijuana, dichiarando la irrilevanza penale di quel comportamento, perche' "il fatto non sussiste" e il verde Paolo Cento approva: "Dopo i brutti tempi del proibizionismo, la Cassazione ha scritto una sentenza di civilta'. Solo gran parte della politica e delle istituzioni continua a chiudere gli occhi cavalcando la via repressiva e proibizionista dell'uso delle droghe. Speriamo che ora si possa riaprire anche in Parlamento un dibattito piu' civile e che presto in Consiglio dei ministri approdi un testo di abrogazione della legge Fini-Giovanardi".
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →