Domenica 7 giugno 2026
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Strasburgo. Niente accordo su direttiva comunitaria sulle espulsioni

U.E.
Notizia ·
Si è concluso con un nulla di fatto, ieri pomeriggio a Strasburgo, il tentativo di trovare un nuovo testo di compromesso sulla proposta di direttiva per il rimpatrio degli immigrati illegali e sulle condizioni per la loro detenzione 'amministrativa' in attesa di identificazione.

Il relatore, il tedesco Manfred Weber (Ppe), e la relatrice ombra dell'Alleanza liberaldemocratica, l'olandese Jeanine Hennis-Plasschaert, non sono riusciti a mettersi d'accordo con la relatrice ombra del Pse, la francese Martine Roure, che chiedeva di emendare in quattro punti la proposta di compromesso con il Consiglio Ue, per renderla più attenta ai diritti personali che devono essere garantiti agli immigrati illegali.  

Il Consiglio Ue, in realtà, ha già non poche riserve sul testo attuale, considerato da diversi paesi non abbastanza rigoroso. Su questa base, hanno osservato praticamente Weber e Hennis-Plasschaert, sarebbe difficile prendere in considerazione gli emendamenti in senso contrario del Pse.

Ma Roure ha insistito sui suoi quattro punti. Innanzitutto, riduzione della scadenza massima per la 'detenzione amministrativa' (che secondo il testo attuale può arrivare fino a 18 mesi) degli immigrati di cui si ignora la vera identità. In secondo luogo, fissazione di un termine preciso entro il quale l'immigrato detenuto deve essere visitato da un giudice (controllo di legalità). Terzo: i minori devono poter essere rinchiusi solo in centri di 'detenzione amministrativa' solo se questi dispongono delle strutture adatte, come le strutture educative. La quarta modifica che chiede il Pse riguarda il rimpatrio dei minori, che deve effettuarsi solo quando è possibile l'identificazione e il ritorno nelle famiglie d'origine, e non genericamente in un istituto d'accoglienza.  

Non avendo Weber e Hennis-Plasschaert accettato nessuna di queste condizioni, si andrà probabilmente allo scontro il Plenaria, presumibilmente a giugno. L'Assemblea voterà sul testo e sugli emendamenti del Pse (appoggiati anche dalla sinistra radicale e presumibilmente dai Verdi e da un parte dei liberaldemocratici). Se questi non passeranno e il testo di compromesso avrà un numero di voti superiore alla maggioranza degli aventi diritto, Weber potrà ripresentarsi al Consiglio Ue dicendo per tentare di avere anche l'accordo dei Ventisette, e adottare la direttiva in prima lettura. Ma non è affatto sicuro che ci riesca, anche se può contare sulle divisioni in campo socialista (britannici, spagnoli e forse anche tedeschi potrebbero approvare il testo anche se non passassero gli emendamenti).     
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