Strategie per aumentare la donazione di organi
Con 13.687 iscritti nelle liste d'attesa per beneficiare di un trapianto e solo 4.620 interventi realizzati nel 2008, la penuria e' evidente in Francia. Senza contare che 232 pazienti sono morti per mancanza di donatori. Una situazione particolarmente tesa per chi avrebbe bisogno di un rene, dove il rapporto e' di tre candidati per ogni rene disponibile. Poiche' questo tema e' stato considerato come la grande causa nazionale 2009, l'Inserm pubblica, su richiesta dell'Agenzia di biomedicina, una perizia collettiva intitolata "Trapianti d'organi, quali vie di ricerca?". Le soluzioni che emergono sono: sensibilizzare le famiglie dei pazienti in stato di morte encefalica nei reparti di rianimazione e di coloro che hanno subito un arresto cardiocircolatorio dopo un intervento rianimatorio fallito; migliorare il numero di donatori viventi (per esempio di un rene tra famigliari); allargare i criteri ai donatori "marginali" -persone anziane o decedute per cause cardiocircolatorie. Questo significa che in caso di morte encefalica vengono accettate persone sempre piu' vecchie e pazienti affetti da malattie virali come l'epatite B o C. "Si tratta di trovare un organo accettabile per un malato a cui si vuole salvare la vita. E' la logica del salvataggio", riassume Bernard Loty, direttore di Agence de la biomedicine, che rileva come l'aver allargato il numero dei donatori "marginali" abbia consentito di raddoppiare i trapianti di polmone.
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