Stress da vacanze anche per cani e gatti
Un gatto che si dedica piu' del solito alla toletta quotidiana. Un cane poco reattivo, che mostra segni d'istupidimento. Sono solo alcuni dei sintomi della sindrome da rientro negli animali domestici. A soffrirne sono in eguale misura Fido e Fuffy, l'unica differenza, come spesso accade la fa il padrone: "Bisogna distinguere se il proprietario li ha portati con se' o se li ha lasciati nelle pensioni", premette l'etologo Giorgio Celli: "In quest'ultimo caso si possono riscontrare effetti devastanti, specie nei cani".
Il professor Celli, intervistato dall'Agi, spiega infatti che "il proprietario e' il vero capobranco, un idolo vero e proprio per il cane" che, in questo, porta con se' il retaggio della natura selvaggia che lo accomunava al "cugino" lupo.
"Sarebbe meglio", consiglia Celli, "portarli con se'. I disagi del trasporto sono sempre meno dei disagi provocati dall'abbandono temporaneo. Ci sono delle guide turistiche che indicano gli hotel in cui gatti e cani sono bene accetti: organizzando le vacanze con un po' di anticipo si potrebbe trovare la sistemazione migliore anche per loro".
Attenzione poi al trasporto. "Viaggiando cani e gatti sono soggetti a stress vari, paragonabili a quelli dei bambini che soffrono di mal d'auto. Nel caso dei gatti bisogna parlare con loro continuamente e mettere il trasportino in modo che possano guardare al padrone". ma come si manifesta lo stress da rientro negli animali da compagnia: "Inappetenza, soprattutto", risponde Celli. ma ci sono anche dei comportamenti che si potrebbero definire "umani": "Ho portato un gatto e una gattina in montagna, in vacanza con me", racconta l'etologo. "Dapprima si sono mostrati molto diffidenti, poi hanno cominciato ad uscire e in pochi giorni erano completamente a loro agio".
Anche troppo: "Al rientro si sono mostrati subito offesi. Non sono venuti a farsi coccolare per molto tempo e la gattina, in particolare, soffia ancora ai gatti che circolano attorno a casa mia". Contromisure allo stress da rientro, salvo prevenirlo come si e' spiegato, non esistono: "Non bisogna cercare di costringerli ad essere affettuosi. Bisogna aspettare un po' di tempo e nel contempo dedicarsi a loro". Bando ai premi pero'. Come negli umani non bisogna cercare di sopperire ad un disagio psichico, con il cibo. "Si puo' cercare di scegliere scatolette piu' appetitose, ma non aumentare le dosi, ne' pasticciare con alimenti troppo diversi tra loro. Piuttosto essere presenti, stare in casa. magari anticipare il rientro per stare con loro e superare insieme la nostalgia della vacanza".
Il professor Celli, intervistato dall'Agi, spiega infatti che "il proprietario e' il vero capobranco, un idolo vero e proprio per il cane" che, in questo, porta con se' il retaggio della natura selvaggia che lo accomunava al "cugino" lupo.
"Sarebbe meglio", consiglia Celli, "portarli con se'. I disagi del trasporto sono sempre meno dei disagi provocati dall'abbandono temporaneo. Ci sono delle guide turistiche che indicano gli hotel in cui gatti e cani sono bene accetti: organizzando le vacanze con un po' di anticipo si potrebbe trovare la sistemazione migliore anche per loro".
Attenzione poi al trasporto. "Viaggiando cani e gatti sono soggetti a stress vari, paragonabili a quelli dei bambini che soffrono di mal d'auto. Nel caso dei gatti bisogna parlare con loro continuamente e mettere il trasportino in modo che possano guardare al padrone". ma come si manifesta lo stress da rientro negli animali da compagnia: "Inappetenza, soprattutto", risponde Celli. ma ci sono anche dei comportamenti che si potrebbero definire "umani": "Ho portato un gatto e una gattina in montagna, in vacanza con me", racconta l'etologo. "Dapprima si sono mostrati molto diffidenti, poi hanno cominciato ad uscire e in pochi giorni erano completamente a loro agio".
Anche troppo: "Al rientro si sono mostrati subito offesi. Non sono venuti a farsi coccolare per molto tempo e la gattina, in particolare, soffia ancora ai gatti che circolano attorno a casa mia". Contromisure allo stress da rientro, salvo prevenirlo come si e' spiegato, non esistono: "Non bisogna cercare di costringerli ad essere affettuosi. Bisogna aspettare un po' di tempo e nel contempo dedicarsi a loro". Bando ai premi pero'. Come negli umani non bisogna cercare di sopperire ad un disagio psichico, con il cibo. "Si puo' cercare di scegliere scatolette piu' appetitose, ma non aumentare le dosi, ne' pasticciare con alimenti troppo diversi tra loro. Piuttosto essere presenti, stare in casa. magari anticipare il rientro per stare con loro e superare insieme la nostalgia della vacanza".
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