Lunedì 8 giugno 2026
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Studio: africani e rom i più discriminati in Europa

U.E.
Notizia ·
 Un'indagine fra i 27 stati Ue sulla discriminazione razziale, mostra una persistenza del fenomeno in Europa e individua nei rom e negli africani i gruppi etnici piu' colpiti. Lo studio, presentato alla stampa oggi a Stoccolma, e commissionato dall'Agenzia dell'Ue per i diritti fondamentali (Fra) con sede a Vienna, e' il piu' significativo pubblicato finora dall'istituzione europea. Si tratta della prima indagine a livello europeo (condotta da Gallup) su un campione di oltre 23.000 persone di minoranze etniche o gruppi di immigrati nei paesi Ue. Le persone vengono intervistate sulle loro esperienze di discriminazione in vari settori della vita quotidiana(lavoro, casa, scuola, sanita', ecc.) e su episodi criminalizzazione (furti, aggressioni, molestie, ecc.). Emerge che il settore dove la discriminazione e' maggiore e' quello dell'occupazione (meno invece in quello abitativo), e che i danni peggiori per le vittime risultano nell'istruzione e occupazione.
Prendendo in considerazione durante 12 mesi i dieci gruppi oggetto di maggiore discriminazione, risulta che al primo posto ci sono i rom nella Repubblica ceca (64%),seguiti dagli africani a Malta (63%), i rom in Ungheria (62%), i rom in Polonia (59%), i rom in Grecia (55%), gli africani sub-sahariani in Irlanda (54%), i nordafricani in Italia (52%), i somali in Finlandia (47%) e Danimarca (46%) e i brasiliani in Portogallo (44%).
Una persona su quattro e' stata vittima di atti criminosi almeno una volta in 12 mesi, i gruppi piu' colpiti sono gli africani sub-sahariani (33%) seguiti dai rom (32%). Nell'insieme quasi una persona su cinque appartenente a gruppi rom o africani sub-sahariani e' stata vittima di molestie gravi almeno una volta: il tasso di incidenza maggiore di molestie gravi e' stato rilevato fra i rom in Grecia(174 episodi ogni 100 intervistati).
L'indagine mostra anche che un'ampia maggioranza delle vittime di discriminazione non denuncia gli episodi e che i gruppi vulnerabili non conoscono le misure legislative anti- discriminazione e hanno scarsa fiducia nelle forze dell'ordine.
Il suggerimento alla politica per contrastare il fenomeno, e' attuare la direttiva sulla parita' razionale, investire in risorse di informazione rivolte ai soggetti a rischio e alle organizzazioni di assistenza, incoraggiare le vittime a denunciare gli episodi alle autorita' garantendo la certezza che le denunce saranno prese in seria considerazione.
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