Studio Bocconi: 76% clandestini ha una occupazione
Gli immigrati irregolari hanno livelli di istruzione e tassi di occupazione paragonabili a quelli degli italiani, ma vivono in condizioni abitative lontanissime dagli standard nazionali. E' quanto rivela l'analisi del database dei 38 mila clandestini che si sono rivolti al Naga, (associazione volontaria di assistenza socio-sanitaria e per i diritti di stranieri e nomadi) di Milano per ricevere assistenza medica dal 2000 al 2006, condotta da Carlo Devillanova dell'Università Bocconi di Milano insieme a Francesco Fasani e Tommaso Frattini dello University College di Londra. L'indagine rivela che, a tre anni dall'arrivo in Italia, il tasso di occupazione dei clandestini è del 76%, superiore sia a quello della popolazione italiana (58%), sia a quello della popolazione lombarda (67%). Il dato sulla condizione lavorativa è in linea con quello sull'istruzione, che risulta paragonabile, se non migliore, a quello nazionale: il 10% degli irregolari ha un'istruzione universitaria e più del 50% ha frequentato almeno le scuole superiori. La più grande emergenza, mostrano i dati, è quella abitativa: la media di occupanti per stanza abitata da irregolari è di 2,2 persone, contro le 0,7 della città di Milano. "L'analisi dimostra con evidenza -dice Pietro Massarotto, presidente del Naga- come la principale carenza dell'attuale sistema sia costituita da un meccanismo legislativo preconcetto e macchinoso, che impedisce la regolarizzazione dei cittadini immigrati una volta che già si trovino sul territorio italiano. L'approccio restrittivo nega a soggetti di fatto già inseriti di ottenere il permesso di soggiorno, relegandoli nella clandestinità".
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