Venerdì 5 giugno 2026
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Studio Esc: meta' dei pazienti cardiopatici continua a fumare dopo ricovero

U.E.
Notizia ·
Un fumatore su due persevera nel vizio anche dopo essere finito in ospedale per un attacco di cuore. Lo rivela lo studio Euroaspire III, condotto tra il 2006 e il 2007 su 8.945 pazienti 18-80enni con malattia coronarica, dimessi dagli ospedali di 22 regioni europee. La ricerca e' stata presentata al Congresso annuale della Societa' europea di cardiologia (Esc) che si chiude domani a Monaco di Baviera, ed e' stata sostenuta da numerose aziende farmaceutiche attraverso grant educazionali all'Esc. Secondo gli autori, la perseveranza dei tabagisti europei con sofferenza coronarica non e' solo un fatto di incoscienza. Gli esperti ritengono che, sul fronte della disassuefazione dal fumo di sigaretta, si possa e si debba fare molto di piu'. In termini di sostegno psicologico al paziente e di accesso ai medicinali specifici.  Dall'indagine - coordinata da Jan Heidrich, dell'Istituto di epidemiologia e medicina sociale dell'universita' di Munster, in Germania - emerge che quasi un paziente su 5 (17%), pur con ampie differenze tra una regione e l'altra (10-24%), era un fumatore attivo. Gli uomini piu' delle donne (19% contro 11%), ma con un'eccezione definita "allarmante": nella fascia d'eta' under 50, la percentuale di fumatrici saliva al 50%. Heidrich e colleghi hanno calcolato che, dopo la dimissione dall'ospedale, abbandonava il vizio appena un paziente su due (dal 27% al 66% a seconda della regione). E benche' tutti i fumatori ammettessero di essere stati incoraggiati a smettere, solo il 12% aveva ricevuto farmaci sostitutivi della nicotina e solamente il 5% era stato sottoposto a terapia comportamentale ad hoc. Risultato: soltanto la meta' di chi continuava a fumare dichiarava l'intenzione di gettare il pacchetto nel prossimo futuro, e due terzi dicevano di avere tentato di smettere, finendo pero' per ricadere 'nel tunnel'.    


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