Studio: un fallimento la ricerca sugli embrioni 'ibridi'
Dopo le polemiche che ha suscitato il via libera alla ricerca sugli embrioni ibridi, adesso sono gli stessi scienziati che l'hanno sostenuta ad averne decretato il fallimento. Gli scienziati che hanno cercato di trasferire Dna umano in ovuli di coniglio o mucca hanno infatti fallito. Mentre sono sempre piu' convinti che, in linea di principio, la clonazione umana funzioni. Secondo quanto dichiarato da Robert Lanza dell'Advanced Cell Technology del Massachessets, in un articolo pubblicato sulla rivista Cloning and Stem Cells, combinare le cellule umane con quelle animali non aiuta a 'programmare' l'ovulo correttamente. Invece, usando solo le cellule umane e' possibile 'programmare' l'ovulo o l'ovocita ad attivare i geni necessari per dar luogo a un embrione 'valido'. Diversi gruppi di scienziati hanno cercato di rendere gli embrioni 'ibridi', meta' uomo e meta' animali, una buona fonte di cellule staminali embrionalida usare a fini sperimentali e di ricerca. L'idea di usare ovuli animali e' nata dall'esigenza di far fronte alla scarsita' di ovuli umani (perche' procurarseli da una donna richiede una procedura chirurgica delicata). La tecnica della clonazione prevede la sostituzione del nucleo di una cellula uovo di origine animale con il nucleo di un'altra cellula prelevata da un donatore animale o, ed e' questo il caso degli embrioni ibridi, da una persona. In seguito, inizia il processo di crescita dell'ovulo e la sua divisione, proprio come se fosse stata fecondata da uno spermatozoo, anche se l'embrione finale esprime per la maggior parte il Dna del donatore. 'L'idea - ha detto Lanza - era quella di mettere il Dna di un paziente in un ovulo di mucca o di coniglio per riprogrammare il Dna in cellule staminali'. Ma gli scienziati che hanno cercato di raggiungere questo risultato hanno fallito. 'Nell'ultimo decennio abbiamo effettuato letteralmente centinaia di esperimenti cercando di creare cellule staminali usando ovuli animali. Ma non ha funzionato'. Quando infatti i ricercatori hanno utilizzato un nuovo metodo chiamato 'analisi di espressione genica globale', per vedere quali geni si sono attivati o disattivati quando l'ovulo e' cresciuto, hanno capito che i loro sforzi sono stati inutili. 'Prima noi non avevamo gli strumenti per guardare effettivamente all'interno della cellula per vedere cosa succedeva', ha detto Lanza. Ora, sembra che l'uso dell'ovulo di altre specie spenga i geni necessari per creare un embrione 'valido'. Ma, secondo Lanza, un clone umano a tutti gli effetti avrebbe la possibilita' di attivare tutti i geni necessari per diventare un embrione 'valido'.
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