Studio sui bambini disabili
Agli handicappati di solito danno piu' fastidio gli sguardi compassionevoli che non le limitazioni causate dal loro male. La gente fatica a capire che chi convive con un "difetto" non lo percepisce come tale se non conosce un altro modo di vivere e ha comunque trovato delle compensazioni. In questo senso vanno letti i risultati di uno studio sulla qualita' della vita percepita dagli alunni spastici. Heather Dickinson dell'Universita' di Newcastle ha diretto un'indagine tra 1.174 ragazzi spastici dagli 8 ai 12 anni in molte parti d'Europa. Due terzi di questi hanno accettato di collaborare. L'indagine si e' svolta tramite visite a casa o questionari, e le risposte date, confrontate con quelle di coetanei sani, hanno mostrato che il tipo e la gravita' della malattia non hanno nessuna influenza sulla percezione del benessere psichico, l'immagine di se', il sentimento d'essere accettati e aiutati dal proprio ambiente, gli interessi scolastici. (Lancet, vol.369)
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