Studio sulle problematiche dei grandi prematuri
A cinque anni, il 40% dei grandi prematuri mostra i postumi della nascita, secondo uno studio francese che appare su The Lancet del 7 marzo. I disturbi di cui soffrono -motori, sensoriali o cognitivi-, sono gravi nel 5% dei casi e moderati nel 9% dei bambini sopravvissuti.
Se il tasso di mortalita' dei bambini nati a meno di 33 settimane di gravidanza e' fortemente diminuito per merito dei progressi della medicina, quasi un terzo necessita, in seguito, di un continuo trattamento medico o paramedico.
Negli ultimi decenni, sono aumentati i bambini sopravvissuti dopo una nascita molto prematura. Nel contempo, "l'accresciuta sopravvivenza ha sollevato quesiti sul tasso delle evoluzioni peggiorative nello sviluppo", scrivono i ricercatori di Inserm e Universita' Parigi-VI. Sono pochi gli studi che hanno valutato la vita dei grandi prematuri fino a cinque anni d'eta' ed Epipage (Etude epidemiologique sur les petits ages gestationnels) colma questa lacuna. Condotta da Inserm insieme a 9 equipe di neonatologia di altrettante citta' francesi, la ricerca ha preso in esame 2.901 bambini nati vivi tra 22 e 32 settimane nel 1997, oltre a un gruppo di 667 bambini delle stesse regioni, nati lo stesso anno al termine della gravidanza. Alla fine, 1.817 grandi prematuri e 664 bambini del gruppo di controllo sono stati sottoposti ad analisi approfondite quando hanno compiuto i cinque anni.
Lo studio, ricco di dati, alimentera' la riflessione sui limiti a partire dai quali i medici varcano la soglia della "ostinazione irragionevole", secondo i termini usati dal Comitato consultivo nazionale d'etica nel 2000, per richiamare la propria ostilita' all'accanimento terapeutico.
Se il tasso di mortalita' dei bambini nati a meno di 33 settimane di gravidanza e' fortemente diminuito per merito dei progressi della medicina, quasi un terzo necessita, in seguito, di un continuo trattamento medico o paramedico.
Negli ultimi decenni, sono aumentati i bambini sopravvissuti dopo una nascita molto prematura. Nel contempo, "l'accresciuta sopravvivenza ha sollevato quesiti sul tasso delle evoluzioni peggiorative nello sviluppo", scrivono i ricercatori di Inserm e Universita' Parigi-VI. Sono pochi gli studi che hanno valutato la vita dei grandi prematuri fino a cinque anni d'eta' ed Epipage (Etude epidemiologique sur les petits ages gestationnels) colma questa lacuna. Condotta da Inserm insieme a 9 equipe di neonatologia di altrettante citta' francesi, la ricerca ha preso in esame 2.901 bambini nati vivi tra 22 e 32 settimane nel 1997, oltre a un gruppo di 667 bambini delle stesse regioni, nati lo stesso anno al termine della gravidanza. Alla fine, 1.817 grandi prematuri e 664 bambini del gruppo di controllo sono stati sottoposti ad analisi approfondite quando hanno compiuto i cinque anni.
Lo studio, ricco di dati, alimentera' la riflessione sui limiti a partire dai quali i medici varcano la soglia della "ostinazione irragionevole", secondo i termini usati dal Comitato consultivo nazionale d'etica nel 2000, per richiamare la propria ostilita' all'accanimento terapeutico.
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