Domenica 7 giugno 2026
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Stupefacenti, Vasco Rossi al Dipartimento antidroga: legalizzare significa ridurre il danno

U.E. - ITALIA
Notizia ·
"La cosa peggiore di tutte non e' fare "esperienze" con le droghe, pesanti o meno; la cosa peggiore di tutte e' che per provare queste "sensazioni" ci si affida a gente senza scrupoli, che ti si attacca add...osso come una calamita, diventa tuo amico, e conoscendo le tue debolezze ti porta a spendere tutti i tuoi soldi per i "suoi articoli"finche' non sei costretto a spacciare, perche' i soldi che guadagni con la tua giornata lavorativa non ti bastano piu' , nemmeno per comprarti da mangiare, ecc. ecc. ecc". A scriverlo e' Vasco Rossi sulla sua pagina Facebook. Una riflessione a cui hanno seguito ben 590 commenti e 2963 'amici' hanno mostrato segni di approvazione.
"E' difficilissimo evitare questa gente se usi droghe, non puoi farne a meno, sono la tua "salvezza".
Legalizzando le droghe, non si risolve il problema; per esempio se volete sigarette di contrabbando potete trovarne, a meta' prezzo, quanti quintali volete. La soluzione non c'e', lo Stato non vuole che ci sia, per ovvi motivi. Legalizzare la Marjuana potrebbe essere un passo avanti, ma in Italia non succedera' mai, c'e' il Vaticano, che e' peggio dello Stato. E allora?! prisencolinensinainciusol.... oll rait!" Conclude.

La replica del Dpa. 'Egregio signor Rossi ... da medico penso che non si dovrebbe usare nessun tipo di droga ne abusare di alcol, ne' fumare tabacco, e che la legalizzazione sia una sciagura e non una soluzione. La questione vera pero' non e' proibire o legalizzare, la questione e' riuscire a far maturare una consapevolezza nei giovani, anche attraverso le leggi, che l'uso di droghe e l'abuso alcolico sono scelte comportamentali dannose per la salute fisica, psichica, sociale.
Il capo del Dipartimento politiche antidroga di Palazzo Chigi, Giovanni Serpelloni, e' tornato a replicare a Vasco Rossi. 'In quanto alla mia precedente lettera non mi pare proprio di aver alzato i toni, come Lei dice, ne di aver usato sarcasmo. Non e' mia abitudine. Ho solo chiaramente espresso idee molto diverse dalle sue che evidentemente l'hanno infastidita, partendo anche da conoscenze e competenze che Lei oggettivamente non ha... Non pensi di essere esonerato dall'approfondire le conoscenze contando solo sulla sua facile e intelligente ironia e la sua innegabile simpatia. Siamo d'accordo che i giovani non devono essere 'curati' e che bisogna invece 'prendersi cura' di loro, ma qui parliamo di tossicodipendenti, cioe' di persone malate, non di giovani. Sono due cose molto diverse non puo' far confusione.
Nessuno si sognerebbe di curare persone che hanno bisogno di tutt'altro, prima di tutto del buon senso degli adulti di cui anche Lei fa parte'.
'In quanto alle 'liberta' inalienabili' individuali da lei citate, credo proprio che l'uso di sostanze stupefacenti non possa rientrare in queste fattispecie. Saro' piu' chiaro: l'uso di droghe non puo' essere considerato un diritto individuale della persona da assicurare. Riconoscere per legge che la droga fa male alla salute e vietarne l'uso (al pari di tanti altri comportamenti a rischio come per esempio andare in moto senza casco) non e' ridurre le liberta' inviolabili dell'individuo ma tentare di evitare morti inutili e che venga presa la via piu' sbagliata e deleteria per loro, soprattutto dai giovani. In quanto ad auspicare la 'creazione di una cultura della droga', la invito a riflettere fortemente su questa sua affermazione che ancora una volta si presta, soprattutto per i giovanissimi, a tragici malintesi (nel contesto in cui Lei l'ha usata) che potrebbero compromettere la loro vita. Lei ha anche questa responsabilita', lo voglia o no, che le deriva dalla sua grande popolarita' e potere di influenza, ma questo dovrebbe farla riflettere di piu', prima di esternare tutte le sue teorie Rifletta quindi sul potere di influenza che ha sui giovani nell'affermare cose cosi gravi. Lei non accetta lezioni di vita e di morale (e nessuno mi creda gliele vuole dare) ma promulga senza risparmio lezioni, moderni aforismi e teorie sociali ed esistenziali per tutti noi, con un atteggiamento fortemente giudicante e dispregiativo verso chi non la asseconda o la contesta'.

La controreplica di Vasco Rossi. Esimio Signore, la informo che i suoi colleghi di Governo continuano a sbattere in galera quelli che lei definisce persone malate e bisognose d'aiuto, come fossero dei criminali autentici'. Vasco Rossi, da Facebook, firmandosi Komandante del Dipartimento Antiproibizionista per le Politiche Sociali Antidroga. Presidenza Consiglio dei Soliti, ha replicato a Giovanni Serpelloni.
'Esimio Signore, conosco il lavoro straordinario dei Sert e sono felice che il vostro Dipartimento riconosca i tossicodipendenti prima di tutto come persone e poi anche come malati. Lei, almeno all'inizio, dice delle cose giustissime e sacrosante'. Ma poi aggiunge: 'Lei sembra fare un errore grossolano nell'affrontare il problema della droga, un errore che gli impedira' sempre di risolvere alcun problema: lei sbaglia a identificare il problema! Il problema della droga, infatti, non e' la droga come sostanza ma sono piuttosto i motivi che oggi spingono le persone a farne abuso, a ricorrere alla droga... come fosse una soluzione o una medicina per lenire il dolore di un'esistenza non piu' tollerabile, perche' troppo compromessa dal vuoto culturale, dalla solitudine, dalla noia, dall'angoscia, dalla mancanza di senso, dalla disperazione e soprattutto dal sentimento di EMARGINAZIONE sociale che di solito spinge le persone a questo abuso: proprio quell'emarginazione che le politiche antiproibizioniste e strategie poco sensate, come quelle che lei difende, concorrono colpevolmente ad alimentare'.
'Lei alla fine mi fa cadere le braccia. Perche' finisce col contraddire tutto quello che ha detto prima e denunciando quella sua appartenenza politica al pensiero proibizionista che, come lei sa, non solo fa gli interessi della malavita, ma costringe i 'malati' come li definisce lei, a rubare per comprarsi una dose a prezzi altissimi e a prostituirsi (oltre che a costringere molti lavoratori onesti, che siano politici, attori, calciatori, cantanti o ordinari impiegati, ad un rapporto forzato e continuato con la criminalita' organizzata, rendendoli passibili di ricatto)... Avete decretato l'uso di droghe un reato penale, (riempiendo al 70% le nostre carceri di condannati per reati di droga - dall'uso allo spaccio) stabilendo arbitrariamente (e ignorantemente o stupidamente) dei quantitativi massimi di droga per uso personale che sono ridicoli, impossibili da rispettare, a meno che non si voglia fare la spola tra la casa e la piazza due tre volte al giorno per procurarsi la cosiddetta 'dose minima giornaliera' (oltre la quale il tossicodipendente malato e bisognoso di aiuto viene automaticamente accusato di spaccio e considerato uno spacciatore). Praticamente, allo stato attuale, non c'e' differenza tra averne cinque grammi o cinque chili, grazie all'acutissima legge Giovanardi/Fini: sono sempre dai sei ai vent'anni'.
'Quando fa un intervento su questa pagina abbassi i toni e eviti, la prego, di rendersi ridicolo sfoggiando quella forma ironico/sarcastica con la quale vorrebbe alludere ad una superiorita' che lei si sogna soltanto, e che comunque io non le riconosco. Non accetto certo lezioni di vita o di morale da lei, ne' da nessun altro dei suoi compari.... Buona Vita, signor GIOVANNI Serpelloni'.

"Giovanni Serpelloni, capo del dipartimento delle politiche antidroga della Presidenza del Consiglio, non canta ma sulla droga scrive cose sagge e pienamente condivisibili. Vasco Rossi canta benissimo, ma sulla droga, anche se ricco e famoso, straparla senza nessuna cognizione di causa, permettendosi anche di offendere chi dedica la sua vita a combattere gli effetti devastanti delle droghe sull'organismo. Voglio esprimere la mia solidarieta' non soltanto a Giovanni Serpelloni ma anche a tutti gli operatori ed educatori che quotidianamente sono in prima linea per recuperare i tossicodipendenti troppe volte vittime inconsapevoli delle trappole mediatiche diffuse da "cattivi maestri". Lo dice Carlo Giovanardi, Responsabile politiche antidroga del Pdl.
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