Stupefacenti, verso bocciatura test a consiglieri Emilia Romagna
Pd, Idv e 'grillini' orientati per il 'no', Pdl e Udc per il 'si': va dunque verso la bocciatura in commissione regionale Statuto il progetto di legge di Fabio Filippi (Pdl) che propone un 'Test tossicologico per i consiglieri regionali e i componenti della Giunta della Regione Emilia-Romagna'.
Il voto arrivera' in una successiva seduta, dopo l'illustrazione del testo da parte del relatore Alberto Vecchi (Pdl). Il progetto di legge intende impegnare 'in modo vincolante' consiglieri e assessori a sottoporsi al test tossicologico. Secondo Filippi, per gli amministratori regionali il dovere di operare per il 'bene comune' comprenderebbe 'il contrasto alla diffusione delle droghe'; inoltre, 'chi ricopre cariche pubbliche e fa uso di droghe e' fortemente ricattabile' e dunque metterebbe 'a rischio la stabilita' del sistema'.
Se passasse, il testo prevede che il consigliere o l'assessore che risultasse positivo al test rischi una serie di sanzioni fino alla decadenza dalla carica, alla perdita degli emolumenti e all'impedimento di un'eventuale ricandidatura.
Pur opposti fra proibizionisti e antiproibizionisti, i consiglieri Pd, Idv e 'grillini' hanno comunque espresso forte contrarieta' a questo test, ritenuto anti-costituzionale e fortemente lesivo della privacy, mentre i consiglieri Pdl e Udc ne hanno sostenuto la valenza e l'opportunita'. Filippi ha espresso disponibilita' a correggere il testo, anche rendendo facoltativo il test.
Il voto arrivera' in una successiva seduta, dopo l'illustrazione del testo da parte del relatore Alberto Vecchi (Pdl). Il progetto di legge intende impegnare 'in modo vincolante' consiglieri e assessori a sottoporsi al test tossicologico. Secondo Filippi, per gli amministratori regionali il dovere di operare per il 'bene comune' comprenderebbe 'il contrasto alla diffusione delle droghe'; inoltre, 'chi ricopre cariche pubbliche e fa uso di droghe e' fortemente ricattabile' e dunque metterebbe 'a rischio la stabilita' del sistema'.
Se passasse, il testo prevede che il consigliere o l'assessore che risultasse positivo al test rischi una serie di sanzioni fino alla decadenza dalla carica, alla perdita degli emolumenti e all'impedimento di un'eventuale ricandidatura.
Pur opposti fra proibizionisti e antiproibizionisti, i consiglieri Pd, Idv e 'grillini' hanno comunque espresso forte contrarieta' a questo test, ritenuto anti-costituzionale e fortemente lesivo della privacy, mentre i consiglieri Pdl e Udc ne hanno sostenuto la valenza e l'opportunita'. Filippi ha espresso disponibilita' a correggere il testo, anche rendendo facoltativo il test.
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