Sud Corea. Bonino: procedure permesso di soggiorno allontanano investimenti stranieri
"Non si puo' continuare cosi'". Emma Bonino ministro per le Politiche europee e Commercio internazionale, lancia un appello alle forze politiche, Lega in testa, per approvare in tempi rapidi il disegno di legge sulla riforma dei permessi di soggiorno. L'invito a non fare ostruzionismo e a viaggiare spediti verso il varo finale in Parlamento arriva da Seul in una conferenza stampa con Romano Prodi al termine della visita del premier in Corea del Sud. La Bonino chiede di eliminare tutti quei "pesi burocratici che penalizzando molto" i nostri imprenditori interessati a investire nel mercato asiatico. C'e' urgente bisogno, avverte, di "semplificare i permessi di soggiorno". L'attuale legge infatti prevede oltre al visto la richiesta di un permesso di soggiorno per tutti i cittadini extracomunitari che vogliono arrivare in Italia per motivi di affari, lavoro o studio, ma la procedura e' farraginosa e scoraggia soprattutto manager.
Il ministro spiega l'attuale situazione sull'iter parlamentare del provvedimento. "Siamo in dirittura d'arrivo dopo un passaggio piuttosto turbolento al Senato, Palazzo Madama ha dato il suo ok in via legislativa e il testo e' arrivato alla Camera, abbiamo chiuso in commissione referente ma non riusciamo ad avere la legislativa a causa dell'opposizione di alcuni partiti, in particolare la Lega. Voglio precisare, che questo non ha nulla a che con la questione dei 'vu' cumpra'" ne' con il problema di eventuali infiltrazioni terroristiche. "Si tratta di comportarsi come fanno gli altri paesi democratici. Ma il sistema delle imprese fa la sua parte anche il sistema Italia deve fare la sua".
Sulla stessa linea anche Prodi: "Con l'attuale legge capita, per esempio, che tecnici specializzati non possano venire in Italia. Mica possiamo chiudere bottega? Vogliamo solo applicare le leggi esistenti in tutti gli altri paesi", sottolineando che in discussione non c'e' il sistema dei visti ma quello dei permessi di soggiorno.
Il ministro spiega l'attuale situazione sull'iter parlamentare del provvedimento. "Siamo in dirittura d'arrivo dopo un passaggio piuttosto turbolento al Senato, Palazzo Madama ha dato il suo ok in via legislativa e il testo e' arrivato alla Camera, abbiamo chiuso in commissione referente ma non riusciamo ad avere la legislativa a causa dell'opposizione di alcuni partiti, in particolare la Lega. Voglio precisare, che questo non ha nulla a che con la questione dei 'vu' cumpra'" ne' con il problema di eventuali infiltrazioni terroristiche. "Si tratta di comportarsi come fanno gli altri paesi democratici. Ma il sistema delle imprese fa la sua parte anche il sistema Italia deve fare la sua".
Sulla stessa linea anche Prodi: "Con l'attuale legge capita, per esempio, che tecnici specializzati non possano venire in Italia. Mica possiamo chiudere bottega? Vogliamo solo applicare le leggi esistenti in tutti gli altri paesi", sottolineando che in discussione non c'e' il sistema dei visti ma quello dei permessi di soggiorno.
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