Suicidio assistito. Primo caso in primavera 2008
Un medico tedesco in pensione e' pronto ad assistere un malato in fase terminale che ha deciso di suicidarsi e questa verra', secondo quanto ha reso noto oggi Uwe Christian Arnold, vicepresidente dell'associazione Dignitate, a primavera prossima.
Dignitate, con sede centrale a Hannover, e' una emanazione tedesca della organizzazione svizzera per l'aiuto al suicidio Dignitas, alla quale finora si sono rivolti i tedeschi desiderosi di porre fine alla loro vita. Il caso piu' recente e' avvenuto due settimane fa a Maur, vicino a Zurigo, dove in assenza di un luogo piu' adatto due tedeschi di 65 e 50 anni hanno bevuto la dose mortale di anestetico Pentobarbital sodico, nelle loro automobili in un parcheggio. Questo aveva sollevato notevoli proteste in Germania e altrove.
Dignitas vuole ora operare direttamente in Germania, secondo quanto ha reso noto in Svizzera il suo fondatore Ludwig Minelli.
Arnold non ha detto dove avverra' il primo caso di suicidio assistito in Germania, ma ha reso noto che sara' probabilmente nella primavera 2008, e servira' per stabilire un precedente legale.
La scelta di un medico in pensione per assistere il malato che ha deciso di porre fine alla sua esistenza nasce dal desiderio di non mettere a rischio l'autorizzazione a esercitare la professione medica. In Germania, infatti, la situazione dal punto di vista legale non e' chiara: secondo informazioni fornite dal ministero della Giustizia a Berlino, chi fornisce un medicinale a una persona che si vuole uccidere, rischia conseguenze penali. Viceversa, chi presta assistenza a un suicida, non rischia pene: la difficolta' attuale, alla quale l'associazione Dignitate vuole porre rimedio creando un precedente, e' la mancanza di una chiara definizione della differenza tra l'aiuto attivo o passivo al suicidio. 'Alla fine per Dignitate si tratta solo di un modo per fare soldi' ha detto oggi alla radio dell'Assia il presidente della fondazione tedesca Hospiz, Eugen Brysch. Arnold ha respinto le accuse, negando che Dignitate faccia affari con la morte: 'non guadagneremo niente da questa attivita', cio' e' chiaro' ha detto Arnold, secondo il quale i 5.000 euro che vengono chiesti attualmente a chi desidera morire servono solo per coprire le spese della morte organizzata in Svizzera. Gia' ora la consulenza attraverso collaboratori della filiale tedesca e' gratuita.
Dignitate, con sede centrale a Hannover, e' una emanazione tedesca della organizzazione svizzera per l'aiuto al suicidio Dignitas, alla quale finora si sono rivolti i tedeschi desiderosi di porre fine alla loro vita. Il caso piu' recente e' avvenuto due settimane fa a Maur, vicino a Zurigo, dove in assenza di un luogo piu' adatto due tedeschi di 65 e 50 anni hanno bevuto la dose mortale di anestetico Pentobarbital sodico, nelle loro automobili in un parcheggio. Questo aveva sollevato notevoli proteste in Germania e altrove.
Dignitas vuole ora operare direttamente in Germania, secondo quanto ha reso noto in Svizzera il suo fondatore Ludwig Minelli.
Arnold non ha detto dove avverra' il primo caso di suicidio assistito in Germania, ma ha reso noto che sara' probabilmente nella primavera 2008, e servira' per stabilire un precedente legale.
La scelta di un medico in pensione per assistere il malato che ha deciso di porre fine alla sua esistenza nasce dal desiderio di non mettere a rischio l'autorizzazione a esercitare la professione medica. In Germania, infatti, la situazione dal punto di vista legale non e' chiara: secondo informazioni fornite dal ministero della Giustizia a Berlino, chi fornisce un medicinale a una persona che si vuole uccidere, rischia conseguenze penali. Viceversa, chi presta assistenza a un suicida, non rischia pene: la difficolta' attuale, alla quale l'associazione Dignitate vuole porre rimedio creando un precedente, e' la mancanza di una chiara definizione della differenza tra l'aiuto attivo o passivo al suicidio. 'Alla fine per Dignitate si tratta solo di un modo per fare soldi' ha detto oggi alla radio dell'Assia il presidente della fondazione tedesca Hospiz, Eugen Brysch. Arnold ha respinto le accuse, negando che Dignitate faccia affari con la morte: 'non guadagneremo niente da questa attivita', cio' e' chiaro' ha detto Arnold, secondo il quale i 5.000 euro che vengono chiesti attualmente a chi desidera morire servono solo per coprire le spese della morte organizzata in Svizzera. Gia' ora la consulenza attraverso collaboratori della filiale tedesca e' gratuita.
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