Lunedì 8 giugno 2026
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Svizzera. L'approccio pragmatico in tema di droghe

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"Una societa' senza droghe e' irrealista". Lo ha affermato a Dublino il presidente della Confederazione Pascal Couchepin nell'ambito del "Gruppo Pompidou", organo istituito per la cooperazione a livello europeo e destinato a lottare contro l'abuso di stupefacenti e il loro commercio. Dopo aver difeso l'approccio pragmatico al problema, ieri Couchepin ha incontrato anche il vice primo ministro irlandese Mary Harney con la quale ha discusso dell'Unione europea.
Nel corso del suo intervento, Pascal Couchepin ha ribadito che la politica svizzera in materia di droga si basa su soluzioni che tengono conto della realta'. Anche se lo scopo ultimo rimane l'astinenza, la Confederazione cerca di preservare la salute dei drogati e favorirne il reinserimento sociale.
La politica elvetica della droga, ha ricordato il Presidente della Confederazione, si basa su quattro pilastri: prevenzione, terapia, riduzione dei rischi e repressione. Di questa politica fa parte integrante il programma di distribuzione delle siringhe e di eroina inaugurato agli inizi degli anni '90 in numerose città svizzere.
A parere di Couchepin, tali programmi sono nati dalla constatazione che i metodi terapeutici tradizionali erano poco efficaci. Oggigiorno, i nuovi metodi sono diventati un complemento prezioso a quelli in uso da decenni, ha sottolineato il consigliere federale.
Couchepin ha illustrato la posizione svizzera circa la legalizzazione dell'uso di canapa. A suo avviso e' meglio tollerare l'esistenza di un mercato ben delimitato, piuttosto che impedire invano la coltivazione e il commercio di piantine. Per Couchepin, la depenalizzazione del consumo di canapa e marijuana permettera' di riportare in seno alle famiglie la responsabilita' per l'educazione dei giovani ora delegata alla polizia.
La conferenza ministeriale, che si tiene ogni tre anni, promuove la collaborazione in materia di politica della droga a livello europeo.
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