Svizzera. Appello per maggiori controlli su Dignitas
Dopo che alcuni residenti si sono lamentati del transito di corpi esanimi sull'ascensore della palazzina che ospita la Dignitas, alcuni legislatori svizzeri chiedono di incrementare i controlli sulle attivita' della clinica di assistenza al suicidio.
"Il turismo del suicidio sta facendo notizia", ha detto Christian Weber, portavoce del Libero Partito Radicale Democratico, una delle quattro formazioni politiche al governo. "Alcuni dicono che gli stranieri possono venire, altri no. Vogliamo condizioni piu' chiare".
Il suo partito ha intenzione di chiedere al Parlamento una commissione per aumentare il controllo dei gruppi che assistono al suicidio. Martin Schwyn, che siede nel consiglio comunale di Zurigo, ha chiesto al governo cittadino di impedire alla Dignitas di operare nella palazzina da dove sono venute le lamentele.
"Le guide alpine necessitano di licenza e sono controllate attentamente, ma cosi' non e' per il suicidio assistito", ha detto Georg Bosshard, medico e ricercatore presso l'Universita' di Zurigo, oltre che autore dello studio pubblicato su The Lancet nel 2003 secondo cui il numero dei suicidi assistiti nel cantone tedesco della Svizzera e' il piu' alto fra i Paesi che permettono la pratica del suicidio assistito. Lo studio ha mostrato che lo 0,36% delle morti nella Svizzera tedesca e' costituito da suicidi assistiti, paragonato allo 0,21% in Olanda e lo 0,01% in Belgio. Da allora il tasso di mortalita' per suicidio assistito in Svizzera ha raggiunto lo 0,5%.
"E' molto piu' difficile stabilire se un paziente abbia veramente il desiderio di morire e che non sia invece spinto da forze esterne quando il paziente abita lontano, in un sistema legale, culturale e sanitario differente, e quando parla una lingua differente", ha aggiunto Bosshard, che insegna etica medica.
In Germania, dove risiede la maggioranza dei clienti della Dignitas, la legge non permette l'assistenza al suicidio dei malati terminali. E' per questo motivo, spiega la portavoce del Deutsche Gesellschaft fuer Humanes Sterben, Susanne Dehmal, che le associazioni per il diritto alla morte dignitosa in Germania parlano ai propri membri della possibilita' di recarsi in Svizzera: "li rassicuriamo sul fatto che amici e parenti non devono temere azioni legali".
"Il turismo del suicidio sta facendo notizia", ha detto Christian Weber, portavoce del Libero Partito Radicale Democratico, una delle quattro formazioni politiche al governo. "Alcuni dicono che gli stranieri possono venire, altri no. Vogliamo condizioni piu' chiare".
Il suo partito ha intenzione di chiedere al Parlamento una commissione per aumentare il controllo dei gruppi che assistono al suicidio. Martin Schwyn, che siede nel consiglio comunale di Zurigo, ha chiesto al governo cittadino di impedire alla Dignitas di operare nella palazzina da dove sono venute le lamentele.
"Le guide alpine necessitano di licenza e sono controllate attentamente, ma cosi' non e' per il suicidio assistito", ha detto Georg Bosshard, medico e ricercatore presso l'Universita' di Zurigo, oltre che autore dello studio pubblicato su The Lancet nel 2003 secondo cui il numero dei suicidi assistiti nel cantone tedesco della Svizzera e' il piu' alto fra i Paesi che permettono la pratica del suicidio assistito. Lo studio ha mostrato che lo 0,36% delle morti nella Svizzera tedesca e' costituito da suicidi assistiti, paragonato allo 0,21% in Olanda e lo 0,01% in Belgio. Da allora il tasso di mortalita' per suicidio assistito in Svizzera ha raggiunto lo 0,5%.
"E' molto piu' difficile stabilire se un paziente abbia veramente il desiderio di morire e che non sia invece spinto da forze esterne quando il paziente abita lontano, in un sistema legale, culturale e sanitario differente, e quando parla una lingua differente", ha aggiunto Bosshard, che insegna etica medica.
In Germania, dove risiede la maggioranza dei clienti della Dignitas, la legge non permette l'assistenza al suicidio dei malati terminali. E' per questo motivo, spiega la portavoce del Deutsche Gesellschaft fuer Humanes Sterben, Susanne Dehmal, che le associazioni per il diritto alla morte dignitosa in Germania parlano ai propri membri della possibilita' di recarsi in Svizzera: "li rassicuriamo sul fatto che amici e parenti non devono temere azioni legali".
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