Lunedì 8 giugno 2026
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Svizzera. Beike Europe: "Cellule staminali: la ricerca cinese all'avanguardia"

EUROPA - SVIZZERA
Notizia ·
Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato della Beicke Europe .

E' possibile curare malattie neurodegenerative gravi come la Sclerosi Multipla, la Sclerosi Laterale Amiotrofica (più conosciuta come SLA) o l'Atassia di Friedrich, un disturbo associato a problemi di coordinazione nei movimenti?
Non ancora completamente.
Tuttavia grazie alle cellule staminali è senz'altro possibile migliorare la qualità di vita delle persone che ne soffrono, o quantomeno arrestare la progressione della malattia.

E' la notizia diffusa nella conferenza stampa organizzata a Milano da BEIKE EUROPE SA che ha presentato la terapia realizzata in Cina: cellule staminali ottenute da sangue prelevato dal cordone ombelicale vengono iniettate nel midollo spinale di pazienti affetti da malattie neurodegenerative, come appunto la SLA.

Il trattamento non guarisce totalmente, ma può restituire ai pazienti alcuni movimenti quotidiani, come l'afferrare con sicurezza un bicchiere, pettinarsi con un braccio prima quasi immobile, o riuscire ad alzarsi da una sedia senza aiuto.
Non solo: con il passare del tempo i miglioramenti permangono. Il malato resta malato, ma guadagna sostanzialmente nella qualità della vita, come hanno spiegato alcuni pazienti (due italiane e uno svizzero) presenti alla conferenza stampa e che si sono recati in Cina per sottoporsi al trattamento.

Le staminali sono cellule indifferenziate, per così dire "vergini", e aventi quindi la possibilità di trasformarsi  in cellule specializzate: muscolari, ematiche o cerebrali. Agendo come una sorta di sistema di riparazione del corpo, le staminali possono riprodursi senza alcun limite per sostituire altre cellule, e ciò alla sola condizione che la persona ricevente sia in vita.
Per il trattamento Beike usa di norma cellule staminali estratte dal cordone ombelicale.

IL VIAGGIO DELLE CELLULE
Solitamente dopo il parto il cordone ombelicale viene distrutto assieme alla placenta.
Nel nostro caso invece dopo aver ottenuto dalla partoriente il consenso alla donazione del cordone ombelicale, si procede ad un primo esame volto ad accertare che la donatrice sia esente da malattie ereditarie o genetiche. Una volta effettuato questo test, immediatamente dopo la nascita un ago viene inserito nel cordone, e si procede così al prelevamento di un quantitativo di sangue compreso fra 80 e 140 ml, che viene immediatamente racchiuso in un recipiente sterile contenente un fattore anticoagulante.
Il recipiente viene quindi inviato alla Banca del Sangue, dove il contenuto viene sottoposto a un severo esame: si controllano tanto l'eventuale presenza di malattie contagiose (sifilide, epatite, HTLV, HIV, CMV) quanto l'assenza di contaminazioni da microbi di ogni tipo.
Se l'esame risulta negativo e la Banca del Sangue rilascia un attestato di purezza, il sangue passa infine al laboratorio della Beike, situato a Shenzhen. A questo punto, le cellule in esso contenute vengono nuovamente esaminate dal personale di laboratorio: un doppio controllo, quindi, al fine di offrire ai pazienti la massima sicurezza possibile.
Infine, le cellule staminali ottenute dal sangue del cordone ombelicale vengono poste in un terreno di coltura che non contiene né prodotti di origine animale né sottoprodotti di alcun tipo. Ogni uno o due giorni il terreno viene cambiato, e le cellule vengono costantemente monitorate: al minimo segno di anormalità o di contaminazione tutta la coltura viene immediatamente distrutta.  Il ciclo di crescita richiede dai 7 ai 10 giorni. In questo lasso di tempo è normale che alcune cellule più deboli - e quindi inutili - muoiano, lasciando spazio unicamente allo sviluppo di quelle forti e attive.
Terminato il ciclo, si sono ottenute circa dieci milioni di cellule staminali dei tipi CD34 e CD133, che vengono infine prelevate dal terreno di coltura, isolate e trasportate all'ospedale Nan Shan, situato sempre a Shenzhen, a poca distanza dal laboratorio della Beike.
E' pur vero che esiste una complicazione potenzialmente fatale (chiamata "Graft Versus Host Disease" o GVHD) a seguito della quale le cellule del donatore possono attaccare i tessuti del ricevente, ma si è constatato che questa eventualità accade più raramente con staminali provenienti dal sangue del cordone rispetto a quelle prelevate dal midollo spinale.
Si pensa che ciò possa derivare dal fatto che il sangue del cordone possiede un sistema immunitario ancora non allo stato aggressivo e che pertanto le cellule, solitamente attive in una reazione immunitaria, non sono ancora "educate" ad attaccare il ricevente. Più tecnicamente si può  affermare che le cellule staminali provenienti dal sangue del cordone ombelicale presentano il vantaggio di un sistema immunitario ancora di fatto inattivo, unito a quello di un telomero (ovvero della terminazione del cromosoma) ancora relativamente lungo. In altre parole, queste cellule hanno la capacità di trasformarsi nella maggior parte delle cellule di vario tipo presenti nel corpo.

IL PROCESSO DI PRODUZIONE
Comprende un metodo per l'estrazione di cellule staminali di tipo CD34 e CD133 : in conseguenza di ciò l'incontro fra i due tipi di cellule non è più necessario, e il trattamento condotto in questo modo non porta con sè il rischio di effetti collaterali. Le cellule del cordone ombelicale così ottenute possono essere immagazzinate e trapiantate successivamente nell'organismo del donatore stesso, di un membro della famiglia o di un destinatario indipendente.
La tecnica impiegata in Cina dal dottor Sean Hu non è ancora arrivata in Occidente.
Secondo Gianni Demarin - direttore generale della Beike Europe SA, azienda la cui mission consiste appunto nel rendere accessibile il trattamento cinese ai pazienti occidentali - la ragione di tutto ciò  potrebbe essere di natura economica.
"Con il successo del trattamento a base di staminali" -dichiara Demarin- "verrebbe a perdersi il fatturato derivante dalle vendite di interferone, un farmaco impiegato per esempio nel trattamento della Sclerosi Multipla. e diversi miliardi di dollari l'anno.. In ogni caso anche solo questa cifra approssimativa può dare un'idea del motivo per il quale la tecnica non si è ancora diffusa in Occidente,  ma si potrebbero aggiungere anche riserve di ordine religioso e politico".
Uno dei malati presenti alla conferenza stampa ha dichiarato che prima della cura per trattare la sua malattia con l'interferone spendeva circa 1600 euro al mese, mentre dopo il viaggio a Shenzhen non ne fa più alcun uso.
"In Cina già più di un migliaio di pazienti sono stati curati grazie alle staminali, ma le riviste scientifiche internazionali si sono rifiutate di pubblicare articoli su questi casi", conclude Demarin.
Pertanto gli unici dati sono per ora disponibili solo in cinese, anche se nel corso del 2007 è previsto un incontro fra neurologi asiatici e specialisti occidentali, nel corso del quale si cercheranno le vie adatte alla massima diffusione possibile di questa nuova tecnica e all'accessibilità delle pubblicazioni.

Beike Europe SA
dott. Andrea Mazzoleni
Vice-Presidente CDA
Ulteriori informazioni sul sito: www.beike.ch
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