Venerdì 5 giugno 2026
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Svizzera. Casa di riposo per immigrati italiani

EUROPA - SVIZZERA
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"Il parlare italiano e' l'elemento principale. Poi' c'e' la cultura dello stare tutti insieme, estranea agli svizzeri, e tante altre piccole cose che aiutano i nostri ospiti". Caterina Scuderi e' responsabile del reparto 'Mediterraneo' della casa di cura di Erlenhof, a Zurigo. I 'suoi' ospiti sono soprattutto italiani, emigrati in Svizzera negli anni '40 e '50 e mai tornati in patria.
Adesso hanno piu' di 70 anni ed anche se hanno trascorso interi decenni in Svizzera non tutti hanno imparato il tedesco o lo 'schwitzerduetsch', il dialetto parlato nelle regioni germanofone della Confederazione, ne' si sono veramente integrati. Quando sono giunti a Zurigo infatti non si parlava ancora di integrazione. Erano giovani e hanno lavorato duro. Il reparto 'Mediterraneo' li accoglie dal maggio 2003. Non e' una piccola Italia, ma uno spazio (salone, mensa e stanze) per vivere le ultime pagine della vita insieme, senza sentirsi troppo spaesati."Quello che ci distingue dalle altre case di cura e' soprattutto il fatto che parliamo italiano", insiste Scuderi in un colloquio con l'ANSA.
"All'inizio, dopo l'ammissione nel reparto abbiamo osservato un miglioramento della salute dei pazienti ed una riduzione dell'uso di psicofarmaci. Ma nuove valutazioni non sono state fatte", spiega la direttrice della casa di cura Brigitte Buechel. "Applichiamo la 'terapia del contesto', un metodo che rispetta e tiene conto delle abitudini alimentari e culturali degli ospiti. In tutto abbiamo 20 ospiti in questo reparto, quasi tutti italiani". E tutti gli impiegati - aggiunge - "parlano la lingua madre degli ospiti, che oltre ad italiani possono essere spagnoli o portoghesi".
La lingua e' infatti un elemento determinante per il benessere degli ospiti: "con l'eta', la perdita di memoria e a volte la malattia e' spesso difficile esprimersi in italiano, figuriamoci in tedesco. E' una lingua che hanno appena imparato. Non era necessario. Gli italiani sono arrivati in massa a Zurigo. A volte nella stessa fabbrica erano in dieci. Prima di venire in questo reparto, molti pensionati italiani in casa di cura erano diventati aggressivi e tristi, solo perche' non erano capiti" dal personale svizzero-tedesco" "peraltro bravissimo", afferma Scuderi. "Qui stanno meglio", aggiunge. Esiste quindi una magia delle chiaccherate e del bere un buon espresso? Il reparto Mediterraneo funziona infatti come gli altri reparti della Casa di cura. Ma il modo di stare insieme e' diverso: "lo svizzero si secca se c'e' confusione o musica ed e' preciso. L'italiano non bada se questa e' la sua o la tua sedia. Lo svizzero invece ci tiene terribilmente e si siede sempre allo stesso posto. L'italiano si siede dove ci sono gia' altre persone, cerca compagnia", racconta Scuderi. E poi c'e' il mangiare, "il cafe' complet della sera (un caffe' con latte, pane, burro e marmellata servito a cena) va benissimo per gli svizzeri, ma agli italiani non va giu'".
La casa di Erlenhof, una delle clinique piu' antiche di Zurigo, sorge nel kreis4, quartiere dove si erano stabiliti i primi immigrati italiani giunti in Svizzera. "Adesso il kreis4 e' diventato il quartiere a luci rosse", ma la presenza italiana ha lasciato un'impronta. Erlenhof e' stata la prima casa di cura in Svizzera ad aprire un reparto speciale per gli anziani dei Paesi mediterranei. "Adesso - spiega la direttrice - Zurigo si e' dotata di tre strutture simili a questa. Ed altre, un po' sullo stesso modello, sono state pianificate a Berna e Basilea. Se ne discute anche a San Gallo".
C'e' chi parla di 'isolazionismo', ma l'esperienza di Zurigo e' positiva. "C'e' gente di altre citta' che ci ha contatto per portare i loro parenti anziani che in altri istituti diventavano aggressivi e tristi. Da tre settimane e' cosi' giunta una signora da Berna. Ha sempre il suo Alzheimer - spiega Scuderi - ma e' piu' felice. Anche se confabula, puo' essere seguita". L'immigrazione italiana in Svizzera non e' stata e non e' un fenomeno trascurabile. La prima ondata migratoria risale alla seconda meta' del XIX secolo. Ma soprattutto centinaia di migliaia di italiani sono giunti in Svizzera tra gli anni '50 e '70. Nel 1975 il loro numero supero' il mezzo milione. La maggioranza sono rientrati in Italia. Ma molti sono rimasti.
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