Svizzera. Maggioranza dei cordoni conservati a Lugano vengono dall'Italia
Pubblichiamo il seguente articolo di Anna Campaniello, apparso su Corriere di Como il 25 settembre scorso
Il termometro sul grande contenitore custodito nel laboratorio indica la temperatura interna, meno 197 gradi centigradi. Visto dall'esterno, non sembra altro che un congelatore come tanti altri. Sotto il coperchio si nasconde però quella che potrebbe rivelarsi una speranza di vita per oltre 4mila bambini. Una speranza che si materializza in centinaia di piccole sacche di cellule staminali, ciascuna contrassegnata da un codice a barre che identifica il 'proprietario' di quel prezioso liquido. Il congelatore è il cuore pulsante della Swiss Steam Cells Bank, una vera e propria banca delle cellule staminali, aperta dal 2005 a Lugano, all'interno del Cardiocentro Ticino. In meno di due anni, a questa struttura si sono affidati oltre 4mila genitori, in gran parte italiani. Di questi, un'ottantina sono comaschi. Coppie che hanno scelto di varcare il confine per effettuare una procedura vietata dalla legge italiana, la conservazione del sangue del cordone ombelicale a uso personale. In pratica, si tratta di crioconservare le cellule staminali, raccolte al momento del parto, e di metterle a disposizione del paziente stesso in caso di malattie del sangue, forme tumorali o altre patologie che potrebbero essere curate con successo con l'ausilio di queste preziose particelle. Il materiale organico viene conservato dalla Swiss Steam Cells Bank per almeno vent'anni e il costo dell'operazione è di circa 1.900 euro.
"I nostri utenti sono nella maggior parte dei casi italiani -spiega Luciano Gilardoni, della direzione della banca delle staminali di Lugano- Si rivolgono al nostro centro perché in Italia non è possibile conservare le staminali a uso personale ma solo fare una donazione volontaria in forma anonima. Le richieste ci arrivano da ogni parte della Penisola, ma soprattutto dalla zona di confine e da Milano. A Como l'adesione è ancora abbastanza contenuta".
I genitori che si rivolgono alla banca delle staminali sono soprattutto coppie giovani, con un buon livello di istruzione, a volte con casi di malattie del sangue o altre gravi patologie in famiglia. "Nella maggior parte dei casi si tratta di nuclei assolutamente normali - dice Gilardoni - Naturalmente c'è qualche personaggio famoso che ha scelto di congelare le cellule del figlio, ma perlopiù i nostri clienti sono coppie della classe media, persone che sono convinte di fare un investimento importante per il futuro dei propri figli. Molti fanno un sacrificio per sostenere questa spesa, qualcuno addirittura ci chiede la possibilità di pagare a rate".
Un sacrificio giustificato, almeno secondo il direttore scientifico della banca di Lugano, Gianni Soldati. "Innanzitutto ci sono terapie consolidate effettuate con le cellule staminali per la cura di malattie del sangue, leucemie e linfomi in particolare - dice l'esperto - La scienza però in questo senso è in continua evoluzione. In Germania ad esempio stanno utilizzando queste cellule per la rigenerazione del muscolo cardiaco, mentre in Austria stanno curando con successo il problema dell'incontinenza in età adulta e negli Stati Uniti l'attenzione è concentrata sulle cellule del pancreas che producono insulina. Non illudiamo nessuno e non vogliamo dare false speranze, ma sicuramente è un dato di fatto che si stiano aprendo molte porte in fatto di nuove terapie".
In Italia, la stragrande maggioranza delle cellule staminali contenute nel cordone ombelicale vengono letteralmente buttate via, smaltite come rifiuti speciali dagli ospedali. La donazione volontaria, gratuita e anonima di questo sangue è sempre possibile, ma meno del 10% dei neogenitori compie questo gesto. Al Sant'Anna, lo scorso anno, su circa 1.800 parti le sacche di sangue raccolte e inviate alla banca specializzata di Milano sono state una cinquantina.
"Non entro nel merito della scelta tra donazione volontaria oppure conservazione a uso privato - sottolinea Soldati - Non ho paura a dire però che mi sembra un'assurdità che oltre il 90% di questo patrimonio di cellule staminali vada sprecato, buttato via come un rifiuto quando potrebbe trasformarsi in una speranza di cura, di guarigione, di vita migliore per tanti pazienti. Penso che si faccia davvero troppo poco per sensibilizzare su questo tema e che questa possibilità sia ampiamente sottovalutata".
L'interesse delle coppie italiane verso la conservazione delle cellule staminali però sta aumentando, tanto che la Swiss Steam Cells Bank sta ampliando i propri laboratori e guarda già al futuro.
"Il prossimo passo è lo sviluppo di terapie sull'uomo - conclude Soldati - Abbiamo appena terminato la realizzazione di una 'camera bianca', una sorta di laboratorio di produzione delle cellule staminali, considerate in questo caso come veri e propri farmaci. Entro la fine dell'anno pensiamo di essere in grado di avviare un protocollo specifico riferito alla cura del cuore".
Nel laboratorio accanto, una biologa ha terminato la preparazione dell'ennesima sacca della speranza. Milioni di cellule staminali pronte a essere depositate nel congelatore. Per preservare quel patrimonio, il sangue viene portato gradatamente alla temperatura finale, quei 197 gradi che possono conservare intatte tutte le caratteristiche uniche di quelle 'cellule jolly' potenzialmente in grado di riparare i più svariati tessuti dell'organismo. Un investimento sul futuro, depositato assieme alla speranza di non averne mai bisogno.
Il termometro sul grande contenitore custodito nel laboratorio indica la temperatura interna, meno 197 gradi centigradi. Visto dall'esterno, non sembra altro che un congelatore come tanti altri. Sotto il coperchio si nasconde però quella che potrebbe rivelarsi una speranza di vita per oltre 4mila bambini. Una speranza che si materializza in centinaia di piccole sacche di cellule staminali, ciascuna contrassegnata da un codice a barre che identifica il 'proprietario' di quel prezioso liquido. Il congelatore è il cuore pulsante della Swiss Steam Cells Bank, una vera e propria banca delle cellule staminali, aperta dal 2005 a Lugano, all'interno del Cardiocentro Ticino. In meno di due anni, a questa struttura si sono affidati oltre 4mila genitori, in gran parte italiani. Di questi, un'ottantina sono comaschi. Coppie che hanno scelto di varcare il confine per effettuare una procedura vietata dalla legge italiana, la conservazione del sangue del cordone ombelicale a uso personale. In pratica, si tratta di crioconservare le cellule staminali, raccolte al momento del parto, e di metterle a disposizione del paziente stesso in caso di malattie del sangue, forme tumorali o altre patologie che potrebbero essere curate con successo con l'ausilio di queste preziose particelle. Il materiale organico viene conservato dalla Swiss Steam Cells Bank per almeno vent'anni e il costo dell'operazione è di circa 1.900 euro.
"I nostri utenti sono nella maggior parte dei casi italiani -spiega Luciano Gilardoni, della direzione della banca delle staminali di Lugano- Si rivolgono al nostro centro perché in Italia non è possibile conservare le staminali a uso personale ma solo fare una donazione volontaria in forma anonima. Le richieste ci arrivano da ogni parte della Penisola, ma soprattutto dalla zona di confine e da Milano. A Como l'adesione è ancora abbastanza contenuta".
I genitori che si rivolgono alla banca delle staminali sono soprattutto coppie giovani, con un buon livello di istruzione, a volte con casi di malattie del sangue o altre gravi patologie in famiglia. "Nella maggior parte dei casi si tratta di nuclei assolutamente normali - dice Gilardoni - Naturalmente c'è qualche personaggio famoso che ha scelto di congelare le cellule del figlio, ma perlopiù i nostri clienti sono coppie della classe media, persone che sono convinte di fare un investimento importante per il futuro dei propri figli. Molti fanno un sacrificio per sostenere questa spesa, qualcuno addirittura ci chiede la possibilità di pagare a rate".
Un sacrificio giustificato, almeno secondo il direttore scientifico della banca di Lugano, Gianni Soldati. "Innanzitutto ci sono terapie consolidate effettuate con le cellule staminali per la cura di malattie del sangue, leucemie e linfomi in particolare - dice l'esperto - La scienza però in questo senso è in continua evoluzione. In Germania ad esempio stanno utilizzando queste cellule per la rigenerazione del muscolo cardiaco, mentre in Austria stanno curando con successo il problema dell'incontinenza in età adulta e negli Stati Uniti l'attenzione è concentrata sulle cellule del pancreas che producono insulina. Non illudiamo nessuno e non vogliamo dare false speranze, ma sicuramente è un dato di fatto che si stiano aprendo molte porte in fatto di nuove terapie".
In Italia, la stragrande maggioranza delle cellule staminali contenute nel cordone ombelicale vengono letteralmente buttate via, smaltite come rifiuti speciali dagli ospedali. La donazione volontaria, gratuita e anonima di questo sangue è sempre possibile, ma meno del 10% dei neogenitori compie questo gesto. Al Sant'Anna, lo scorso anno, su circa 1.800 parti le sacche di sangue raccolte e inviate alla banca specializzata di Milano sono state una cinquantina.
"Non entro nel merito della scelta tra donazione volontaria oppure conservazione a uso privato - sottolinea Soldati - Non ho paura a dire però che mi sembra un'assurdità che oltre il 90% di questo patrimonio di cellule staminali vada sprecato, buttato via come un rifiuto quando potrebbe trasformarsi in una speranza di cura, di guarigione, di vita migliore per tanti pazienti. Penso che si faccia davvero troppo poco per sensibilizzare su questo tema e che questa possibilità sia ampiamente sottovalutata".
L'interesse delle coppie italiane verso la conservazione delle cellule staminali però sta aumentando, tanto che la Swiss Steam Cells Bank sta ampliando i propri laboratori e guarda già al futuro.
"Il prossimo passo è lo sviluppo di terapie sull'uomo - conclude Soldati - Abbiamo appena terminato la realizzazione di una 'camera bianca', una sorta di laboratorio di produzione delle cellule staminali, considerate in questo caso come veri e propri farmaci. Entro la fine dell'anno pensiamo di essere in grado di avviare un protocollo specifico riferito alla cura del cuore".
Nel laboratorio accanto, una biologa ha terminato la preparazione dell'ennesima sacca della speranza. Milioni di cellule staminali pronte a essere depositate nel congelatore. Per preservare quel patrimonio, il sangue viene portato gradatamente alla temperatura finale, quei 197 gradi che possono conservare intatte tutte le caratteristiche uniche di quelle 'cellule jolly' potenzialmente in grado di riparare i più svariati tessuti dell'organismo. Un investimento sul futuro, depositato assieme alla speranza di non averne mai bisogno.
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