Lunedì 8 giugno 2026
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Svizzera. Un passo avanti verso la diagnosi preimpianto

EUROPA - SVIZZERA
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Il portavoce della Commissione scientifica del Consiglio Nazionale, Johannes Randegger, ha spiegato ai colleghi che la diagnosi preimpianto, o PID, permette di analizzare le caratteristiche genetiche di un essere umano su un embrione di 8 0 10 cellule, coltivato in vitro nell'ambito di un progetto di fecondazione medicalmente assistita. Oggi la PID e' vietata oltre che in Svizzera anche in Germania e Italia, mentre e' ammessa in undici Paesi europei, e nel mondo ci sono migliaia di bambini nati sani per suo merito. Una normativa illogica, ha aggiunto Felix Gutzwiller, il deputato liberale che ha presentato l'istanza per rimuovere il divieto: non si comprende perche' si consenta la diagnosi prenatale alla dodicesima settimana di gravidanza e non quella preimpianto sull'embrione.
Il fossato tra favorevoli e contrari e' trasversale ai partiti. I piu' convinti sostenitori si trovano nel partito liberale, insieme alla maggioranza dei socialisti, di una minoranza dei Verdi e dell'altro partito socialista Sp. Dello stesso fronte fa parte l'atteggiamento aperturista del Consiglio Etico Nazionale e il deciso appoggio di un membro del Governo come Pascal Couchepin. I contrari criticano il fatto che, nel 2000, al momento di votare l'attuale legge sulla fecondazione assistita, si fosse usato il divieto per la PID come argomento per scongiurare una legge d'iniziativa popolare piu' restrittiva. All'epoca si disse che impedendo la PID si autorizzava "una fecondazione assistita rispettosa dell'essere umano". E ora, a quattro anni dalla sua entrata in vigore, si vorrebbe rimettere tutto in discussione benche' nulla di nuovo sia intervenuto. A dar maggior peso al No e' stata evocata l'eugenetica. Qualcuno dei conservatori ha parlato di "porta spalancata su qualsiasi tipo d'abuso", altri hanno sostenuto che non esiste il diritto ad avere un figlio sano e tanto meno su misura, altri ancora hanno sostenuto che la PID sarebbe uno schiaffo a tutti i disabili.
Il dibattito si e' concluso con l'approvazione (92 a 63) di una mozione che da' mandato al Governo di predisporre un testo per autorizzare la PID e stabilirne le procedure. La mozione passa al Consiglio degli Stati.
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