Svizzera. Per una politica che superi il classico fossato
A ben guardare, e' solo in Parlamento che resiste il Roestigraben (fossato tra romandi e germanofoni) in materia di politiche sulle droghe. Lo sostengono gli esperti di tossicodipendenze. Il 3 marzo, in una conferenza stampa tenuta a Berna, i rappresentanti di GREAT (Groupement Romand d'Etudes sur l'Alcoolisme et les Toxicomanies) hanno sollecitato i deputati a salvare i punti incontestati della revisione della legge sugli stupefacenti. Tanto piu' che una sottocommissione della Commissione Sanita' del Consiglio Nazionale sta gia' lavorando in quella direzione. Ma la richiesta pressante e' un'altra. Che i politici si liberino dai paraocchi, e invece di procedere contro le sostanze, operino affinche' la legge contrasti la dipendenza. Non sono le sostanze in se' a provocare il vizio -spiegano-, ma il modo con cui ci si rapporta con loro. Lo dimostra il fatto che anche un consumo eccessivo di Internet o di televisione puo' trasformarsi in dipendenza. Percio' il legislatore non dovrebbe avere nel mirino le droghe, ma una politica che guarda ai comportamenti. Oltre tutto, il confine tra droghe legali e illegali e' sempre piu' sfumato, e il consumo sempre piu' trasversale.Il modello svizzero dei "quattro pilastri" ha dato buona prova di se', al punto da fare scuola anche all'estero. Ora si tratta di ancorare quel modello alla normativa. Peccato che il Consiglio Nazionale l'abbia ostacolato in sede di revisione della legge, quando ha respinto il progetto di liberalizzazione della cannabis. L'intervento di GREAT vuole essere uno stimolo a fare un passo avanti.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti