Venerdì 5 giugno 2026
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Svizzera. Processo a psichiatra per omicidio e istigazione al suicidio

EUROPA - SVIZZERA
Notizia ·
Il 25 giugno, presso il tribunale penale di Basilea e' iniziato il processo contro Peter Baumann, psichiatra di 72 anni, accusato d'omicidio premeditato nonche' d'istigazione al suicidio. La sentenza e' attesa per la fine della prossima settimana.
Nell'aprile 2001, il commissariato criminale di Basilea avvio' un primo procedimento penale contro Baumann, che in quella citta' aveva aiutato un uomo di 48 anni a suicidarsi. Secondo l'accusa, l'uomo era psichicamente malato e incapace d'intendere e di volere. In quell'occasione lo psichiatra aveva ripreso con un video la morte dell'uomo informando poi la polizia. Per questo specifico caso l'accusa e' di omicidio premeditato.
Nel novembre 2002, Peter Baumann accompagno' al suicidio una donna di 62 anni. Il fatto venne documentato da un'equipe del programma della televisione svizzera "Rundschau". Nel febbraio 2003, in una camera d'albergo a Lucerna fu trovato morto un uomo di 85 anni; sul sacchetto usato per il suicidio furono rinvenute le impronte digitali di Baumann. Per questi fatti l'accusa e' d'istigazione e concorso al suicidio -nel caso dell'ottacinquenne in quanto autore o eventualmente complice.
L'ufficio del pubblico ministero imputa a Baumann d'aver voluto sperimentare nuove forme di suicidio, per di piu' con l'obiettivo di pubblicizzare se stesso e la sua associazione d'assistenza al suicidio che si chiama Verein Suizidhilfe. Egli intenderebbe porsi come pioniere di una nuova "cultura" dell'"aiuto a morire esteso a tutti", soprattutto per rendere possibile il suicidio anche ai malati psichici.
Peter Baumann ha gestito uno studio di psichiatria e psicoterapia a Zurigo dal 1971 fino a sei anni fa, quando ha presentato richiesta di rinuncia. Nell'interrogatorio, ha spiegato d'essere membro dell'organizzazione d'assistenza al suicidio Exit fin dal 1998, e in seguito anche componente della sua commissione etica. Nel 2002 ha fondato Verein Suizidhilfe che, secondo l'accusa, continua a presiedere.
L'imputato ha respinto la premeditazione. L'accusa di aver indotto persone a morire l'ha definita assurda. Cosi' come ha contestato l'intento di voler farsi pubblicita'. Dal 18 febbraio 2003 al 15 maggio 2003 ha subito un provvedimento di custodia cautelare. Una perizia psichiatrica attestava che in lui esistono delle componenti narcisistiche e autoreferenziali. In tribunale si e' definito un combattente solitario, una persona rispettosa dei divieti quando li ritiene sensati, mentre se un divieto e' irragionevole sonda il terreno per vedere fin dove si puo' arrivare. Per ora non e' stata sporta querela. Le arringhe si svolgeranno la prossima settimana. L'omicidio premeditato comporta fino a vent'anni di reclusione.
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