Domenica 7 giugno 2026
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Svizzera. Il Procuratore del Canton Ticino sulla lotta al narcotraffico

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Antonio Perugini, procuratore pubblico del Canton Ticino, in un'intervista rilasciata al quotidiano "La Stampa" esprime le sue preoccupazioni e le sue "frustrazioni" nella sua quotidiana lotta al narcotraffico. Secondo Perugini "la Svizzera rifornisce mezza Europa: i francesi vanno a Ginevra, gli austriaci nelle "canaperie" del San Gallo, i tedeschi a Basilea". Gli italiani, di conseguenza, spesso vanno a fare provviste alle frontiere, che non riescono a contenere e a sequestrare tutta la merce in circolazione. "Noi magistrati", afferma "dobbiamo provare che chi acquista un sacchetto 'profuma armadio' prima o poi se lo fumera'". Ma il problema sembra essere di dimensioni notevolmente maggiori: il procuratore parla di "Tir carichi d'erba" che potrebbero provenire o che gia' provengono dalle coltivazioni di Berna e dintorni. Questo sembra che accada perche' l'attenzione politica e' essenzialmente rivolta al traffico di eroina e cocaina, il che rende i controlli e le operazioni anti-droga spesso inutili e insoddisfacenti. La "roba" cosi' passa tranquillamente dalla Svizzera all'Italia attraverso il bosco che evita le dogane, ossia il cosiddetto "sentiero di Ho Chi Min". Coltivazioni che un tempo appartenevano a contadini che producevano i poco redditizi pomodori e insalata, adesso sono diventate il "supermercato" della canapa europea. "Qui i terreni sono passati da 5-10 franchi al metro quadro a 90-100. Tu affitti ad un produttore di canapa, incassi un sacco di soldi e non chini mai la schiena." Ma il procuratore frustrato sembra temere piu' di ogni altra cosa il tranello, o come lo definisce lui, il "cavallo di Troia" della coltivazione ad uso terapeutico, e, intimorito per il futuro dell'Italia, lancia il suo appello, che piu' che altro sembra un anatema: "Provate ad immaginare la vostra pianura Padana, tutta coltivata a canapa.State freschi!"
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