Lunedì 8 giugno 2026
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Svizzera. Ticino: un progetto per vincere le dipendenze nelle scuole

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Cresce tra gli adolescenti il consumo di canapa e alcol (si beve sempre di piu' solo per ubriacarsi), ma anche di tabacco e medicinali. La scuola ticinese vuole cosi' accentuare le iniziative di prevenzione con un documento destinato alle medie, medie superiori e professionali. L'obiettivo e' creare una rete di competenze che permetta ai docenti, coinvolgendo allievi, genitori ed enti diversi, di affrontare i problemi delle dipendenze.
"E' erroneo pensare che la canapa, considerata ormai un genere voluttuario, possa essere consumata senza alcun sentimento di trasgressione", spiega Gabriele Gendotti (direttore del Dipartimento educazione, cultura e sport, DECS) commentando il nuovo studio "Consumo e abuso di sostanze che creano dipendenza. Compiti e responsabilita' della scuola", presentato ieri a Bellinzona. E aggiunge che la canapa "non fa in nessun modo bene alla salute, come non fanno bene il consumo di alcol, tabacco e altre sostanze che creano dipendenza" .
Secondo le cifre relative al 2002, per quanto riguarda la canapa il 49,9% dei ragazzi e il 39,1% delle ragazze hanno fumato uno spinello almeno una volta nella loro vita, ma la stragrande maggioranza dei giovani che non hanno mai fumato o lo hanno fatto esclusivamente una volta arriva all'80%.
Preoccupa comunque il costante aumento e la sempre maggior disinvoltura e precocita' con la quale i ragazzi si avvicinano alle sostanze psicoattive. Questa attitudine li espone a rischi e danni, non solo sul piano della salute, ma anche su quello dell'apprendimento: l'interruzione della scuola o di un tirocinio sono spesso all'origine di ulteriori disagi, di marginalita', e comunque, possono ostacolare la persona nel conseguimento dei propri obiettivi per una vita di benessere. E' anche questa constatazione che ha spinto il DECS e il Dipartimento sanita' e socialita' (DSS), a elaborare lo studio curato da Andrea Gianinazzi (collaboratore dell'Ufficio di promozione e valutazione sanitaria del DSS e delegato cantonale ai problemi delle tossicomanie) e da Stelio Righenzi (direttore del Centro didattico cantonale e membro del Gruppo esperti tossicomanie).
"Non si tratta di una nuova campagna", ha detto Diego Erba (coordinatore del DECS e capo della Divisione scuola) perche' la prevenzione in questo campo e' in atto da tempo, e perche' non si esaurisce nell'arco di pochi mesi. Il documento vuole essere uno strumento utile per permettere a tutti gli operatori scolastici (direzioni, docenti, enti che operano nell'ambito della promozione della salute e prevenzione) di affrontare problemi che nascono dal consumo di sostanze psicoattive. "Ma -ha aggiunto Vincenzo Nembrini, direttore della Divisione della formazione professionale- l'iniziativa vuole toccare anche il settore dell'apprendistato, coinvolgendo i maestri di tirocinio e le aziende", anche con la traduzione e distribuzione di un opuscolo).
Diverse le modalita' di intervento che vengono suggerite alle direzioni delle medie, medie superiori e professionali (suggerimenti, poiche' ogni direzione, sulla base dello studio, e' autonoma nell'elaborare un suo programma). L'approccio prevede anche di avviare una riflessione interna a livello dei docenti per conoscere il fenomeno e discuterne apertamente. Tra le iniziative da intraprendere anche interventi regolari di informazione e prevenzione (con l'avvertenza che non vi rientrano dibattiti su depenalizzazione, liberalizzazione o legalizzazione).
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