Giovedì 11 giugno 2026
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Svizzera. Verso la legalizzazione dell'assenzio

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Uccise decine di persone ma ispiro' il talento di Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, Toulouse-Lautrec, Van Gogh, Wilde, Picasso, Poe. L'assenzio, l'elisir dei poeti maledetti, la 'fata verde' dei pittori dal delirio folgorante e dalla creativita' allucinata, sara' probabilmente legalizzato in Svizzera, dove e' vietato dal 1908.
Il consiglio degli stati una delle due camere del parlamento elvetico esamina infatti questa settimana un'iniziativa per rendere legale la bevanda di origine vegetale dal nome evocativo e dagli effetti potenzialmente devastanti. Proibito in Europa e negli Stati Uniti all'inizio del secolo scorso, di nuovo ammessa o comunque in circolazione negli ultimi anni -in versioni meno pesanti che in passato- in Gran Bretagna, Francia, Italia, Usa, il letterario assenzio e' comunque ormai accessibile a tutti poiche' in vendita tramite internet.
E d'altra parte in tutti questi decenni alcuni Paesi, come la Spagna o la repubblica Ceca hanno continuato a produrla, e anche oggi i distillatori clandestini prosperano, ad esempio in Svizzera, come ha sottolineato oggi la tv elvetica.
La versione legalizzata in Europa e in via di legalizzazione in Svizzera e' piu' leggera di quella che affascino' e distrusse artisti e gente comune: 80 gradi quella di un tempo, 50-55 quella di oggi, una gradazione non diversa dalle tante grappe bevute nel mondo. Con un'eccezione: l'assenzio prodotto da una biologa francese, Marie-Claude Delahaye. Creatrice di un museo sull'elisir maledetto ad Auvers-sur-Oise, il villaggio in cui sono sepolti Van Gogh e suo fratello Theo (sembra che il grande pittore si taglio' l'orecchio proprio sotto l'effetto dell'assenzio), la studiosa ha riprodotto su ricetta originale una bevanda di assenzio a 68 gradi, che vende su internet. E' meno pericoloso, sostiene, di tante droghe oggi diffusissime.
La sostanza che rende l'assenzio allucinogeno, scoperta da studiosi americani, si chiama thujone: agisce sul sistema nervoso fino a indurre reazioni simili all'epilessia; da' euforia ma anche apparente lucidita' e la sensazione di controllare la situazione, anche oltre i 70 gradi. E' quindi molto pericoloso. Ma, se ai tempi di Toulouse-Lautrec ne erano presenti 260 parti per milione, nelle bevande attuali e' molto piu' diluito e ce ne sono dieci parti per milione. Ed e' per questo che forse proprio solo nell'Ottocento Edgar Degas pote' dipingere il suo magistrale ritratto della 'Bevitrice d'assenzio', la giovane donna seduta nel bistro', lo sguardo vuoto sotto il cappellino, la magica bevanda verde sul marmo rettangolare del piccolo tavolo.
Oggi il nuovo superalcolico e' fabbricato con ingredienti parzialmente differenti che gli danno un gusto diverso dall'antico sapore di anice. Ma i fondamenti ci sono tutti: l'assenzio 'moderno' - chiamato 'absente', 'absinte' in francese- contiene sempre distillati di Artemisia Absinthum e Artemisia pontica, ossia le due specie di assenzio esistenti. Anche il rituale per servirlo e' quello di sempre: dopo aver versato nel bicchiere una dose di liquore e ghiaccio, si mette una zolletta di zucchero su un cucchiaino d'argento traforato e vi si versa sopra lentamente acqua fresca. Il contenuto del bicchiere si tinge di verde smeraldo, e l'atmosfera 'maudit' e' garantita. Ci sono diverse varianti, ad esempio con lo zucchero di canna o il lime. Una di esse, che ha avuto molto successo l'anno scorso a Genova, in una serata in onore della 'fata verde', si chiama 'absinthine', una sorta di liquore aromatico che si puo' bere 'liscio', senza ghiaccio e acqua.
L'epoca d'oro dell'assenzio fu la Belle Epoque della Parigi a cavallo del secolo, quando scorreva a fiumi nei bistro' e nei cafe' chantant. Oggi di nuovo in Francia ma anche in Inghilterra, Italia, Stati Uniti, il richiamo di quello che fu l'elisir degli artisti e' fortissimo. E fra poco tocchera' alla Svizzera.
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