Lunedì 8 giugno 2026
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Svizzera. Zurigo ci ripensa: niente telecamere contro traffico droga

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Fino a nuovo avviso la polizia zurighese non installera' telecamere di sorveglianza nei punti nevralgici della Langstrasse per lottare contro il traffico di stupefacenti. E cio', nonostante la decisione del parlamento cittadino che due settimane aveva approvato due postulati dell'UDC e del PLR che chiedevano proprio tale misura.
Confermando una notizia del quotidiano "Tages Anzeiger" di oggi, il portavoce del dicastero cittadino di polizia Reto Casanova ha citato tre motivi all'origine della rinuncia: l'assenza di basi legali per l'impiego delle telecamere di sorveglianza (una legge cantonale in materia e' attesa al piu' presto per l'anno prossimo), la non disponibilita' delle infrastrutture tecniche necessarie e l'esistenza di "strumenti piu' efficaci nella lotta alla droga". Per non intralciare il lavoro della polizia, il portavoce non ha voluto precisare quali siano gli strumenti alternativi.
Alla fine di gennaio la responsabile del dicastero di polizia Esther Maurer (PS) -attualmente in vacanza- aveva appoggiato la decisione parlamentare di installare telecamere mobili e per periodi limitati in alcuni punti nevralgici del quartiere caldo di Zurigo: il loro impiego poteva rappresentare un complemento alle ronde di polizia e i dati raccolti possono essere usati come elementi di prova contro gli spacciatori.
I postulati che chiedevano l'impiego delle telecamere sono stati approvati di misura con 61 voti contro 55. L'opposizione era venuta da Verdi, sinistra alternativa e parte dei socialisti, per i quali la proposta non sarebbe compatibile con lo Stato di diritto. Anche il preposto cittadino alla protezione dei dati aveva espresso dubbi davanti ai deputati, affermando che la videosorveglianza non e' efficace e viola i diritti fondamentali dei cittadini.
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