Sabato 6 giugno 2026
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Tajikistan. 60 tonnellate di droga attraverso il confine

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Il Tajikistan e' uno dei punti di passaggio preferiti per la "rotta" dell'eroina dall'Afghanistan attraverso l'ex-Urss. Dopo una breve pausa per gli attacchi dell'11 settembre 2001, e la guerra che li ha seguiti, il traffico si e' ripreso nel 2002 e solo nei primi sei mesi di quest'anno sono state sequestrate alla frontiera con l'Afghanistan 5,7 tonnellate, il doppio rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Dato che gli esperti calcolano che i sequestri raggiungano il 10% del traffico, si puo' ipotizzare che in sei mesi siano passate dal confine quasi 60 tonnellate di varie droghe (soprattutto eroina o oppio grezzo).
Le coltivazioni di papavero, in Afghanistan si stanno spostando piu' verso nord, visto che i luoghi di coltura tradizionali sono gli scenari della guerra contro i militanti di Al Qaida. Nel nord, invece, il controllo del territorio e' nelle mani dei vari signori della guerra, che con i soldi del narcotraffico riescono a trovare fondi per i propri eserciti.
Su questo punto, il generale Rustam Nazarov, a capo dell'agenzia antidroga tajika, ha lanciato un monito pesante contro i Paesi che stanno conducendo la "guerra al terrorismo". Per Nazarov droga, fondamentalismo islamico e terrorismo sono "tre cose legate insieme, e non si puo' semplicemente combattere il terrorismo e pensare di risolvere il problema droga successivamente. E se questo problema non viene risolto, questi Paesi si possono preoccupare di qualcosa di ben piu' grosso di cio' che accadde a New York".
Ufficialmente il numero di tossicodipendenti, per lo piu' eroinomani, in Tajikistan e' di 9.000, ma si considera che il numero reale possa superare le 55.000 unita'.
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