Tajikistan. 60 tonnellate di droga attraverso il confine
Il Tajikistan e' uno dei punti di passaggio preferiti per la "rotta" dell'eroina dall'Afghanistan attraverso l'ex-Urss. Dopo una breve pausa per gli attacchi dell'11 settembre 2001, e la guerra che li ha seguiti, il traffico si e' ripreso nel 2002 e solo nei primi sei mesi di quest'anno sono state sequestrate alla frontiera con l'Afghanistan 5,7 tonnellate, il doppio rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Dato che gli esperti calcolano che i sequestri raggiungano il 10% del traffico, si puo' ipotizzare che in sei mesi siano passate dal confine quasi 60 tonnellate di varie droghe (soprattutto eroina o oppio grezzo).
Le coltivazioni di papavero, in Afghanistan si stanno spostando piu' verso nord, visto che i luoghi di coltura tradizionali sono gli scenari della guerra contro i militanti di Al Qaida. Nel nord, invece, il controllo del territorio e' nelle mani dei vari signori della guerra, che con i soldi del narcotraffico riescono a trovare fondi per i propri eserciti.
Su questo punto, il generale Rustam Nazarov, a capo dell'agenzia antidroga tajika, ha lanciato un monito pesante contro i Paesi che stanno conducendo la "guerra al terrorismo". Per Nazarov droga, fondamentalismo islamico e terrorismo sono "tre cose legate insieme, e non si puo' semplicemente combattere il terrorismo e pensare di risolvere il problema droga successivamente. E se questo problema non viene risolto, questi Paesi si possono preoccupare di qualcosa di ben piu' grosso di cio' che accadde a New York".
Ufficialmente il numero di tossicodipendenti, per lo piu' eroinomani, in Tajikistan e' di 9.000, ma si considera che il numero reale possa superare le 55.000 unita'.
Le coltivazioni di papavero, in Afghanistan si stanno spostando piu' verso nord, visto che i luoghi di coltura tradizionali sono gli scenari della guerra contro i militanti di Al Qaida. Nel nord, invece, il controllo del territorio e' nelle mani dei vari signori della guerra, che con i soldi del narcotraffico riescono a trovare fondi per i propri eserciti.
Su questo punto, il generale Rustam Nazarov, a capo dell'agenzia antidroga tajika, ha lanciato un monito pesante contro i Paesi che stanno conducendo la "guerra al terrorismo". Per Nazarov droga, fondamentalismo islamico e terrorismo sono "tre cose legate insieme, e non si puo' semplicemente combattere il terrorismo e pensare di risolvere il problema droga successivamente. E se questo problema non viene risolto, questi Paesi si possono preoccupare di qualcosa di ben piu' grosso di cio' che accadde a New York".
Ufficialmente il numero di tossicodipendenti, per lo piu' eroinomani, in Tajikistan e' di 9.000, ma si considera che il numero reale possa superare le 55.000 unita'.
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