Tangentopoli. Procuratore Carlo Nordio: non si puo' devolvere alla magistratura l'aspettativa di una palingenesi salvifica
"Rispetto alla prima Tangentopoli, quella di 20 anni fa, ci sono degli elementi in comune, come la spartizione di fondi illeciti ai partiti o meglio agli schieramenti che e' esattamente quella di allora: una parte di finanziamenti al centro destra, come una volta ai democristiani e ai loro alleati socialisti, e una parte alla sinistra, come allora avveniva attraverso le cooperative rosse al Pci-Pds. Questa volta pero' c'e' una piccola differenza, cioe' l'iniziativa si e' estesa fin dall'inizio e ha avuto come epilogo almeno in questa fase estendendosi ad entrambi gli schieramenti, vi e' proprio un bilanciamento direi quasi paritario. Forse anche per questo oggi , e me ne rallegro, sui giornali la magistratura di Venezia non ha subito quegli attacchi da una parte e dall'altra che di solito seguono a queste inchieste". Lo ha detto nel corso di una lunga intervista a Radio Radicale il procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio, a proposito della vicenda Mose. "Come venti anni fa e lo dico con disagio - ha detto Nordio - riscontro questa sensazione di disprezzo, quasi di arroganza nei confronti della legalita' e delle risorse pubbliche. Soprattutto in periodi di particolare disagio economico come quello che attraversa l'Italia, reati gia' di per se molto gravi, come la corruzione e il finanziamento illegale di un partito che presuppongono una deviazione di risorse comune alle tasche private, sono doppiamente laceranti. Assistere come allora a questa indifferenza per non dire disprezzo verso la gestione di risorse pubbliche e comuni ci amareggia. Come i Borboni non hanno dimenticato niente e non hanno imparato niente. Dopo quello che e' accaduto venti anni fa, dopo la dimostrazione che la magistratura non ha remore nei confronti dei palazzi di potere queste cose pero' continuano, e' doppiamente amaro".
"Questa volta pero' le risorse sono enormemente superiori a quelle che contestammo venti anni fa , qui si tratta di cifre colossali, il danno erariale e' ancora molto maggiore perche' vi sono anche evasioni tributarie che saranno alla fine contestate, in questo vi e' una differenza enorme rispetto a Tangentopoli". "Il rischio che ancora una volta si devolva alla magistratura l'aspettativa di una sorta di palingenesi salvifica e' reale - sottolinea Nordio - perche' se vi e' un errore che non si deve assolutamente ripetere, anche se temo che ci sia il rischio che si ripeta, e' quello di incaricare la magistratura di fare pulizia e di cambiare i vizi della politica. La nomina di un commissario straordinario, munito di poteri adeguati di controllo, andra' bene, vista anche la caratura della persona (Cantone, n.d.r.), ma questo conta molto poco nella lotta concreta contro la corruzione. Nuove leggi penali non serviranno a nulla, come l'inasprimento delle pene di cui i potenziali delinquenti ridono, anche perche' il nostro sistema processuale e' cosi' sfasciato che queste pene non saranno mai applicate se non dopo processi eterni, con il rischio di finire in prigioni per le quali l'Italia giustamente e' stata richiamata all'ordine e che io per primo auspico vengano ridotte nella loro accoglienza attraverso opportuni provvedimenti di amnistia, di indulto o comunque di depenalizzazione, perche' ritengo il carcere l'estrema ratio della forma punitiva".
"Parlamento e governo - ha detto ancora Nordio - riducano le leggi, le semplifichino e le rendano piu' chiare e trasparenti in modo che chi partecipata ad una gara pubblica sappia a chi deve rivolgersi, quali sono le autorita' responsabili, autorita' che devono essere poche perche' se si deve bussare a 100 porte e' certo che almeno una di queste rimane chiusa finche' non arriva qualcuno che dice che va unta attraverso mazzette. Vanno semplificate le procedure, rese piu' snelle e trasparenti". "Se io dovessi dare un suggerimento al presidente del consiglio che e' giustamente preoccupato di quanto sta accadendo - ha detto ancora Nordio - gli direi di lasciar stare le pene, le leggi penali, i nuovi reati, ci sono gia', le pene sono gia' stratosferiche. Al primo ministro direi non fate nuove leggi penali, paradossalmente diminuite le pene ma rendetele piu' efficaci e concrete, e soprattutto prevenite il reato semplificando le procedure, individuando le competenze e attribuendo i controlli preventivi a poche persone. Non e' mai servito a niente inasprire le pene, la stessa modifica fatta con le cosiddette leggi ad personam non e' stata ne' utile, ne' dannosa, quando e' stato ridotta la pena del falso in bilancio si e' gridato allo scandalo perche' avrebbe aumentato la corruzione, si e' dimenticato che la prima tangentopoli si e' formata mentre vigeva la prima legge di falso in bilancio gravissima".
Quanto ai problemi generali della giustizia, Nordio sottolinea "Io, che ho firmato le richieste di custodia cautelare con disagio perche' per me chiedere la custodia di una persona e' sempre un momento doloroso ma dobbiamo fare il nostro dovere, non ho l'illusione che sia l'arma penale a ridurre la corruzione. Ha ragione Pannella, al di la' dell'amnistia e dello svuotamento delle carceri ha perfettamente ragione: se noi avessimo una giustizia globalmente piu' snella e veloce, che si occupasse dei veri grandi reati, come quelli di cui ci stiamo occupando oggi, liberandoci dei reati bagatellari che intasano i tribunali e talvolta e anche le carceri, avremmo solo benefici di ritorno. Purtroppo pero' ho l'impressione che anche dopo questa vicenda la reazione sara' quella di nuovi reati e nuove pene, ed e' una strada assolutamente sbagliata". "Il reato di finanziamento illecito dei partiti e' estremamente meno grave della concussione e della corruzione dal punto di vista della pena edittale - ha detto infine Nordio - ma da un punto di vista politico e civico, il finanziamento illegale di un partito attraverso fondi neri, evasione fiscale, e' dannatamente e ancora piu' grave della corruzione, perche' chi prende illecitamente per se' deruba il cittadino una volta, ma se mi approprio di queste risorse per il mio partito offrendo il cittadino due volte, perche' lo derubo e perche' posso devolvere quelle risorse ad un partito che non e' il suo".
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