Tasse. Dal 12 giugno non si lavora piu' per pagarle
A partire da mercoledi' prossimo 12 giugno gli italiani non lavoreranno piu' per il fisco. A dirlo e' la Cgia di Mestre che da quasi 15 anni calcola il giorno di 'liberazione fiscale', ovvero la data a partire dalla quale i contribuenti italiani cominciano a lavorare per se stessi. Quest'anno sono stati necessari 162 giorni per assolvere agli obblighi fiscali e contributivi richiesti dallo Stato: una punta massima che nella storia recente del nostro Paese non era mai stata toccata. Per Cgia cio' e' dovuto in particolar modo al forte aumento registrato in questi ultimi anni dalla pressione fiscale: infatti, nel 2013 tocchera' il record storico del 44,4% del Pil, un livello mai raggiunto in passato. Si pensi che dal 1980 al 2013 il carico fiscale e' aumentato di ben 13 punti.
Per indicare il cosiddetto ''Tax freedom day'' l'ufficio studi della Cgia ha preso in esame il dato di previsione del Pil nazionale e lo ha suddiviso per i 365 giorni dell'anno, ottenendo cosi' un dato medio giornaliero. Successivamente, il gettito di imposte, tasse e contributi che i contribuenti versano allo Stato e' stato rapportato al Pil giornaliero, ottenendo il giorno di 'liberazione fiscale' che, per il 2013, cadra'' il prossimo 12 giugno. Le cose vanno peggio, secondo l'organismo mestrino, per coloro che le tasse le pagano fino all'ultimo centesimo. Se dal Pil nazionale si storna la quota di economia sommersa che viene conteggiata a seguito di una convenzione internazionale recepita da tutti i Paesi, e' possibile calcolare la pressione fiscale 'reale' che grava sui contribuenti 'onesti'. Per l'anno in corso, la pressione fiscale 'reale' si attesta ad un valore massimo del 53,8%. Con questo livello di tassazione il giorno di liberazione fiscale per i contribuenti fedeli al fisco oltrepassa abbondantemente la meta' dell'anno e si attesta al 16 luglio. ''Quest'anno - sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - pagheremo mediamente 11.800 euro di imposte, tasse e contributi a testa. E in questo conto sono compresi tutti i cittadini, anche i bambini. Tuttavia, il dato disarmante e' che al cittadino non vengono forniti servizi adeguati. Molto spesso, nel momento del bisogno, il cittadino e' costretto a rivolgersi al privato, anziche' utilizzare il servizio pubblico. Tutto cio' - conclude Bortolussi - si traduce in un concetto molto semplice: spesso siamo costretti a pagare due volte lo stesso servizio''.
Per indicare il cosiddetto ''Tax freedom day'' l'ufficio studi della Cgia ha preso in esame il dato di previsione del Pil nazionale e lo ha suddiviso per i 365 giorni dell'anno, ottenendo cosi' un dato medio giornaliero. Successivamente, il gettito di imposte, tasse e contributi che i contribuenti versano allo Stato e' stato rapportato al Pil giornaliero, ottenendo il giorno di 'liberazione fiscale' che, per il 2013, cadra'' il prossimo 12 giugno. Le cose vanno peggio, secondo l'organismo mestrino, per coloro che le tasse le pagano fino all'ultimo centesimo. Se dal Pil nazionale si storna la quota di economia sommersa che viene conteggiata a seguito di una convenzione internazionale recepita da tutti i Paesi, e' possibile calcolare la pressione fiscale 'reale' che grava sui contribuenti 'onesti'. Per l'anno in corso, la pressione fiscale 'reale' si attesta ad un valore massimo del 53,8%. Con questo livello di tassazione il giorno di liberazione fiscale per i contribuenti fedeli al fisco oltrepassa abbondantemente la meta' dell'anno e si attesta al 16 luglio. ''Quest'anno - sottolinea Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia di Mestre - pagheremo mediamente 11.800 euro di imposte, tasse e contributi a testa. E in questo conto sono compresi tutti i cittadini, anche i bambini. Tuttavia, il dato disarmante e' che al cittadino non vengono forniti servizi adeguati. Molto spesso, nel momento del bisogno, il cittadino e' costretto a rivolgersi al privato, anziche' utilizzare il servizio pubblico. Tutto cio' - conclude Bortolussi - si traduce in un concetto molto semplice: spesso siamo costretti a pagare due volte lo stesso servizio''.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti