Telecom: l'attivismo degli azionisti per tirare su le quotazioni delle azioni
Azionisti di nuovo in manovra in casa Telecom Italia, con il titolo che non si schioda dai minimi degli ultimi 10 anni. Il primo a scendere in campo e' Cesar Alierta, il presidente di Telefonica, il principale azionista di Telco, la holding che detiene la partecipazione di controllo della compagnia italiana. Il numero uno del gruppo iberico, in Italia per una visita di tre giorni che, fonti spagnole, definiscono di cortesia, in linea con quanto affermato venerdi' scorso dall'amministratore delegato di Telecom Italia Franco Bernabe'.
"Con cortesia", proseguono fonti spagnole, Telefonica chiedera' "azioni concrete e incisive" per rafforzare Telecom Italia, reclamando un ruolo piu' attivo per gli spagnoli nella gestione della societa'. Accompagnato dall'amministratore delegato Julio Linares, Alierta, oltre ad incontrare Bernabe' e gli altri soci di Telco, vedra' il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ma non il premier Berlusconi come si pensava in un primo momento.
Intanto, e' tornata a farsi sentire la famiglia Fossati, azionista con il 4,5% di Telecom Italia tramite la finanziaria Findim: "Giovedi' abbiamo presentato informalmente le nostre linee strategiche in un incontro con Bernabe' e Galateri. Mi sento sollevato - ha spiegato Marco Fossati a margine del Workshop Ambrosetti a Cernobbio - nel dire che il management ha apprezzato le linee guida. Le nostre - ha specificato - sono linee guida strategiche da non confondere con un piano operativo che spetta al management".
Fossati ha inoltre escluso un ulteriore incremento della propria partecipazione in Telecom: "L'impegno e' stato gia' notevole, abbiamo investito nelle tlc perche' lo riteniamo un settore anticiclico e difensivo e vediamo potenzialita' di rilancio". L'azionista di Telecom Italia ha liquidato con un "non e' necessario" l'ipotesi di un aumento di capitale, mentre ha definito l'attuale livello di indebitamento della compagnia "non preoccupante, ma limitante, qualunque strategia deve passare per una sua riduzione". Il rappresentante della Findim, infine, ha negato categoricamente che dietro le proprie proposte ci sia la mano degli spagnoli: "Non ci siamo confrontati con Telefonica ne' con altri soci, sono linee guida elaborate dal gruppo Findim. Non abbiamo nessun accordo scritto o orale con Telefonica".
Sia Bernabe' che il presidente Gabriele Galateri hanno, almeno nella forma, mostrato accoglienza nei confronti delle istanze della famiglia Fossati: "Siamo aperti ad ascoltare i suggerimenti che arrivano dagli azionisti che possono contribuire a migliorare l'azienda", ha affermato Bernabe'. E Galateri ha fatto eco, sottolineando di aver "preso atto con spirito costruttivo" e di voler "analizzare con attenzione" le proposte ricevute giovedi' scorso.
Le attese e le speranze di rilancio della compagnia, comunque, saranno tutte affidate al nuovo piano industriale che il management si e' impegnato a presentare entro fine anno: lo stesso Corrado Passera, amministratore delegato di un altro socio forte di Telecom come Intesa Sanpaolo, ha detto di attendersi che dal business plan "vengano idee e proposte di gestione ordinaria e straodinaria, capaci di rispondere alle esigenze dell'azienda e alla fiducia del mercato".
Non si sa se arriveranno proposte 'straordinarie', di sicuro non arriveranno 'fuochi d'artificio', ha avvertito, sempre da Cernobbio, Galateri: "Nessuno ha parlato di piani rivoluzionari, con Bernabe' abbiamo una visione positiva del mercato", ha concluso il presidente.
"Con cortesia", proseguono fonti spagnole, Telefonica chiedera' "azioni concrete e incisive" per rafforzare Telecom Italia, reclamando un ruolo piu' attivo per gli spagnoli nella gestione della societa'. Accompagnato dall'amministratore delegato Julio Linares, Alierta, oltre ad incontrare Bernabe' e gli altri soci di Telco, vedra' il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ma non il premier Berlusconi come si pensava in un primo momento.
Intanto, e' tornata a farsi sentire la famiglia Fossati, azionista con il 4,5% di Telecom Italia tramite la finanziaria Findim: "Giovedi' abbiamo presentato informalmente le nostre linee strategiche in un incontro con Bernabe' e Galateri. Mi sento sollevato - ha spiegato Marco Fossati a margine del Workshop Ambrosetti a Cernobbio - nel dire che il management ha apprezzato le linee guida. Le nostre - ha specificato - sono linee guida strategiche da non confondere con un piano operativo che spetta al management".
Fossati ha inoltre escluso un ulteriore incremento della propria partecipazione in Telecom: "L'impegno e' stato gia' notevole, abbiamo investito nelle tlc perche' lo riteniamo un settore anticiclico e difensivo e vediamo potenzialita' di rilancio". L'azionista di Telecom Italia ha liquidato con un "non e' necessario" l'ipotesi di un aumento di capitale, mentre ha definito l'attuale livello di indebitamento della compagnia "non preoccupante, ma limitante, qualunque strategia deve passare per una sua riduzione". Il rappresentante della Findim, infine, ha negato categoricamente che dietro le proprie proposte ci sia la mano degli spagnoli: "Non ci siamo confrontati con Telefonica ne' con altri soci, sono linee guida elaborate dal gruppo Findim. Non abbiamo nessun accordo scritto o orale con Telefonica".
Sia Bernabe' che il presidente Gabriele Galateri hanno, almeno nella forma, mostrato accoglienza nei confronti delle istanze della famiglia Fossati: "Siamo aperti ad ascoltare i suggerimenti che arrivano dagli azionisti che possono contribuire a migliorare l'azienda", ha affermato Bernabe'. E Galateri ha fatto eco, sottolineando di aver "preso atto con spirito costruttivo" e di voler "analizzare con attenzione" le proposte ricevute giovedi' scorso.
Le attese e le speranze di rilancio della compagnia, comunque, saranno tutte affidate al nuovo piano industriale che il management si e' impegnato a presentare entro fine anno: lo stesso Corrado Passera, amministratore delegato di un altro socio forte di Telecom come Intesa Sanpaolo, ha detto di attendersi che dal business plan "vengano idee e proposte di gestione ordinaria e straodinaria, capaci di rispondere alle esigenze dell'azienda e alla fiducia del mercato".
Non si sa se arriveranno proposte 'straordinarie', di sicuro non arriveranno 'fuochi d'artificio', ha avvertito, sempre da Cernobbio, Galateri: "Nessuno ha parlato di piani rivoluzionari, con Bernabe' abbiamo una visione positiva del mercato", ha concluso il presidente.
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