Telecom Italia: Gentiloni spinge per lo scorporo della rete
Sono 'assolutamente maturi' i tempi per la separazione funzionale della rete di accesso di Telecom Italia. E' quanto osserva il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, in una intervista al Sole 24 Ore, in cui ricorda che 'nelle prossime settimane sara' molto importante' che i nuovi azionisti di Telecom dopo il closing Telco garantiscano alla societa' di tlc 'una quadro di stabilita' che consenta all'azienda di riprendere a correre'. Dall'altro lato 'sul piano delle regole', l'Agcom, 'una volta che avra' di fronte il nuovo assetto dei soci di Telecom, puo' 'tirare le fila del lavoro fatto in questo periodo', un 'ottimo lavoro', commenta il ministro, che ricorda come il processo sia stato avviato nel giugno 2006 'su impulso della stessa Telecom'. Dovrebbero quindi esserci 'tutte le condizioni' per la separazione 'trovando -spiega ancora- un punto di compromesso tra i risultati che Telecom vorrebbe ricavare dalla separazione e quelli che i suoi concorrenti ritengono giusto che la separazione produca'.
Forza Italia frena. Sulla separazione funzionale della rete Telecom 'l'Italia aspetti l'Europa'. A chiederlo e' Mario Mauro (Fi), vicepresidente del Parlamento europeo, commentando l'incontro avvenuto ieri a Bruxelles tra il Commissario Ue alle Tlc, Viviane Reding, e il presidente dell'Agcom, Corrado Calabro'. 'Sulla separazione funzionale ritengo che l'Italia, prima di prendere misure avventate e rischiose, debba attendere i risultati del dibattito che si svolgera' in sede comunitaria'. L'eurodeputato ricorda quindi che il prossimo 13 novembre approdera' in Commissione Ue la riforma del settore delle Tlc messa a punto dal commissario Reding e che successivamente la proposta passera' all'esame del Parlamento europeo e degli Stati membri. 'Alcuni Stati hanno gia' espresso perplessita' sull'utilita' di introdurre la separazione funzionale nel settore delle telecomunicazioni. Ma se l'Ue introdurra' la separazione funzionale e' necessario che cio' avvenga per tutti gli Stati membri'. Per il vicepresidente dell'Europarlamento, comunque, 'per il momento il commissario Reding promuove la necessita' di implementare in Italia quanto prima ogni strumento idoneo a promuovere concorrenza ed investimenti. E riconosce come l'asimmetria delle tariffe di terminazione sia un valido strumento temporaneo per garantire il ritorno degli investimenti, valorizzando gli operatori efficienti e incoraggiando i nuovi entranti'. Su questo ultimo punto, 'sono favorevole ad una progressiva riduzione delle tariffe di terminazione per consentire che gli operatori operino in maniera efficiente sul mercato. E' quindi positivo che Agcom abbia rispettato il percorso di diminuzione richiesto dalla Reding per il raggiungimento della reciprocita' tariffaria in un periodo di 4 anni, in un'ottica di armonizzazione europea'.
Il futuro assetto di Telecom Italia, che vedra' l'ingresso del gestore spagnolo Telefonica, e' ancora incerto. L'alleanza italo-spagnola e' sotto la lente delle autorita' sudamericane. Dopo la lunga vertenza brasiliana, non ancora conclusa, il Governo argentino ha annunciato l'avvio di una istruttoria antitrust sull'ingresso di Telefonica in Telecom Italia. Lo ha annunciato il ministro della pianificazione, Julio De Vido, aggiungendo che l'istruttoria intende assicurare che l'espansione di Telefonica rispetti le norme dell'Argentina in materia antitrust. Il governo nominera' due commissari che esamineranno Telecom Argentina, di cui Telecom e' azionista. Il loro rapporto conclusivo verra' poi esaminato dall'autorita' antitrust argentina.
Forza Italia frena. Sulla separazione funzionale della rete Telecom 'l'Italia aspetti l'Europa'. A chiederlo e' Mario Mauro (Fi), vicepresidente del Parlamento europeo, commentando l'incontro avvenuto ieri a Bruxelles tra il Commissario Ue alle Tlc, Viviane Reding, e il presidente dell'Agcom, Corrado Calabro'. 'Sulla separazione funzionale ritengo che l'Italia, prima di prendere misure avventate e rischiose, debba attendere i risultati del dibattito che si svolgera' in sede comunitaria'. L'eurodeputato ricorda quindi che il prossimo 13 novembre approdera' in Commissione Ue la riforma del settore delle Tlc messa a punto dal commissario Reding e che successivamente la proposta passera' all'esame del Parlamento europeo e degli Stati membri. 'Alcuni Stati hanno gia' espresso perplessita' sull'utilita' di introdurre la separazione funzionale nel settore delle telecomunicazioni. Ma se l'Ue introdurra' la separazione funzionale e' necessario che cio' avvenga per tutti gli Stati membri'. Per il vicepresidente dell'Europarlamento, comunque, 'per il momento il commissario Reding promuove la necessita' di implementare in Italia quanto prima ogni strumento idoneo a promuovere concorrenza ed investimenti. E riconosce come l'asimmetria delle tariffe di terminazione sia un valido strumento temporaneo per garantire il ritorno degli investimenti, valorizzando gli operatori efficienti e incoraggiando i nuovi entranti'. Su questo ultimo punto, 'sono favorevole ad una progressiva riduzione delle tariffe di terminazione per consentire che gli operatori operino in maniera efficiente sul mercato. E' quindi positivo che Agcom abbia rispettato il percorso di diminuzione richiesto dalla Reding per il raggiungimento della reciprocita' tariffaria in un periodo di 4 anni, in un'ottica di armonizzazione europea'.
Il futuro assetto di Telecom Italia, che vedra' l'ingresso del gestore spagnolo Telefonica, e' ancora incerto. L'alleanza italo-spagnola e' sotto la lente delle autorita' sudamericane. Dopo la lunga vertenza brasiliana, non ancora conclusa, il Governo argentino ha annunciato l'avvio di una istruttoria antitrust sull'ingresso di Telefonica in Telecom Italia. Lo ha annunciato il ministro della pianificazione, Julio De Vido, aggiungendo che l'istruttoria intende assicurare che l'espansione di Telefonica rispetti le norme dell'Argentina in materia antitrust. Il governo nominera' due commissari che esamineranno Telecom Argentina, di cui Telecom e' azionista. Il loro rapporto conclusivo verra' poi esaminato dall'autorita' antitrust argentina.
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