Domenica 7 giugno 2026
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Telecom Italia: indiscrezioni sul futuro immediato

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Tra rumors di mercato, ipotesi giornalistiche, mezze smentite e gli auspici del presidente dell'Autorita' di settore' e' ormai opinione diffusa che per Telecom Italia qualcosa in pentola bolla per davvero. Secondo Corrado Calabro' l'azienda guidata da Franco Bernabe' non ha le risorse necessarie per realizzare le reti di nuova generazione necessarie per lo sviluppo del sistema di telecomunicazioni.
Questo e' il viatico per la creazione di quella societa' ad hoc per la rete di cui si parla da tempo, alla quale dovrebbero partecipare soggetti industriali e finanziari con l'obiettivo di non lasciare l'ex monopolista solo davanti a un investimento insostenibile. Sono in molti a scommetere che una decisione in questo senso potrebbe arrivare gia' nella riunione del cda del 25 settembre prossimo. Peraltro l'ipotesi di una societa' ad hoc per la realizzazione della rete e' stata avanzata davanti alla Commissione Trasporti della Camera sia dal presidente dell'Autorita' per le tlc, Corrado Calabro', che da quello dell'Antitrust, Antonio Catricala'. Entrambi gli organismi di controllo, come noto, spingono da tempo in due direzioni: da una parte la tutela della concorrenza e l'apertura delle infrastrutture a tutti gli attori presenti sul mercato in un'ottica di attenzione ai prezzi e ai consumatori; dall'altra la spinta agli investimenti soprattutto per le nuove reti (si parla di una cifra tra 8 e 15 miliardi di euro), indispensabili per non far crescere il divario che gia' separa l'Italia dagli altri paesi avanzati.
Anche le indiscrezioni di stampa, che Telecom Italia in una nota definisce appunto "solo ipotesi giornalistiche" senza peraltro smentirle, vanno in quella direzione: il management del gruppo, nonostante la resistenza di Telefonica, sarebbe intenzionato a procedere con lo scorporo della rete e la creazione di una nuova societa' in cui far entrare altri investitori, magari anche con la quotazione a Piazza Affari, da cui partire proprio per la realizzazione della nuova infrastruttura. La logica dell'operazione, in ogni caso, sarebbe puramente finanziaria. E sempre sul fronte finanziario, ma in questo caso per controbilanciare il peso degli spagnoli ed evitare che Telefonica cresca ancora nel capitale mettendo a rischio l'italianita' del gruppo a cui Palazzo Chigi tiene moltissimo e che e' stata ribadita anche da Silvio Berlusconi ospite di Bruno Vespa, Bernabe' potrebbe aprire la porta ad altri investitori, come i fondi sovrani arabi o la libica Libyan Foreign Bank che - secondo indiscrezioni - potrebbe acquisire inizialmente una quota del 2/3% della societa telefonica italiana. Ma c'e' chi si spinge - come Dagospia - a ipotizzare addirittura un investimento Libico di 3 miliardi.
Escluso ancora una volta il coinvolgimento di Mediaset: "Siamo sempre li'... non si puo', non ci interessa', ha ripetuto il presidente Fedele Confalonieri.
La Borsa, in ogni caso, attende novita' a breve e ci scommette: dopo un'apertura positiva, il titolo ha chiuso a 1,06 euro (-1,11%), lasciando comunque sul terreno molto meno del Mibtel che ha chiuso le contrattazioni a -2,52%.

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