Sabato 6 giugno 2026
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Telecom Italia. Sindacati: sciopero contro tagli riuscito; Sacconi: si evitino soluzioni traumatiche

U.E. - ITALIA
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Circa 8 mila lavoratori di Telecom, di Sparkle e delle aziende esternalizzate hanno sfilato per le vie di Roma e allo sciopero nazionale di ieri, venerdi' 12, hanno aderito oltre il 70% dei dipendenti: "Dopo gia' un primo sciopero nazionale, aver confermato un alto livello di mobilitazione dovrebbe far capire all'azienda che o torna indietro o rischia di andare a sbattere contro un muro", dichiara Alessandro Genovesi, Segretario Nazionale di Slc Cgil.
"L'alta adesione allo sciopero - spiega - con punte dell'80% e del 90% in molte aree operative ci conferma la bonta' delle richieste sindacali: ritiro dei licenziamenti, rispetto dell'accordo del 19 settembre sulle mobilita' territoriali solo volontarie, tutela delle professionalita', garanzie per il mantenimento dei livelli occupazionali nelle aziende esternalizzate a partire da TILS". "L'azienda - continua Genovesi - ha fatto carta straccia dell'accordo del 19 settembre con cui il sindacato aveva condiviso un percorso, fatto di ben 5000 mobilita' volontarie. Ora l'azienda deve tornare sui propri passi. Glielo chiedono i lavoratori, le istituzioni locali, il Ministero del Lavoro che ha rilanciato la proposta sindacale di moratoria, glielo chiede il Parlamento. I veri problemi di Telecom si chiamano assetti proprietari, debito, rilancio di una strategia industriale, partecipazione al Piano Romani per garantire 2 Giga a tutti i cittadini, ecc..". "Se l'idea dell'attuale management e' quella di rinviare le scelte ed intanto, per accontentare qualche azionista, far vedere che qualcosa si muove (cioe' solo i tagli all'occupazione) lo diciamo subito: e' una strada che non porta lontano l'azienda. E la responsabilita' sara' tutta di questo management che rischia di compiere un capolavoro: non rilanciare l'azienda e al contempo colpire migliaia di famiglie". "Telecom dovrebbe contribuire a far uscire il Paese dalla crisi in cui si trova, non approfittarne. Ora l'azienda dimostri quel senso di responsabilita' che finora non ha avuto: ritiri i licenziamenti, confermi che le uniche mobilita' territoriali saranno volontarie, dia garanzie su aree di staff ed esternalizzate e noi ci risiederemo al tavolo. Altrimenti si assuma di fronte a tutti la responsabilita' di un vero e proprio atto di cinismo immotivato che con le esigenze di rilancio dell'azienda nulla hanno a che fare".
"Una protesta che certo non si fermera' se questo non dovesse accadere". Cosi' Armando Giacomassi, segretario generale della Fistel Cisl ha ricordato che "l'azienda ha fatto carta straccia dell'accordo del 19 settembre scorso sottoscritto al ministero del Lavoro che prevede 5 mila uscite volontarie fino a dicembre 2013. Sulla base di questo diciamo 'no' a ulteriori 4.500 esuberi e al trasferimento forzato dei lavoratori".
L'invito del ministro del Lavoro. 'Il nostro invito a Telecom e' fermo: si evitino soluzioni traumatiche'. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, a proposito dei probabili esuberi annunciati dai vertici del gruppo di Tlc.
'Convochero' presto le parti - ha aggiunto Sacconi al suo arrivo al Forum dei giovani industriali di Santa Margherita - per raggiungere un'intesa tale da evitare i licenziamenti.
Telecom - ha concluso il ministro - e' una di quelle aziende in condizione di utilizzare gli ammortizzatori sociali, a cominciare da quelli ordinari, e i contratti di solidarieta''.

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