Telefonia mobile: presto la gara per le licenze 3G
Dall'inizio del prossimo anno l'India, il mercato dove le comunicazioni mobili crescono piu' in fretta al mondo, partira' con il percorso verso la banda mobile di terza generazione, il 3G. Le aste dovrebbero partire dal 14 gennaio e riguardare quattro blocchi di frequenze nelle 22 aree di servizio in cui e' diviso il Paese asiatico.
Secondo quanto riporta la stampa locale, le compagnie indiane che gia' detengono licenze per i servizi telefonici potranno partecipare all'asta e molte si sarebbero gia' dette interessate, ma la gara sara' aperta anche a compagnie straniere che non hanno attualmente operazioni in India. Per loro sara' possibile sia presentare un'offerta direttamente, sia agire tramite una societa' satellite di cui detengono la maggioranza, con un'unica avvertenza: se chi vincera' non ha una licenza per i servizi voce, dovra' procurarsene una prima di lanciare la loro offerta commerciale 3G.
L'asta per le frequenze rappresentera', secondo le stime non ufficiali del ministero per le Telecomunicazioni, un vero e proprio tesoretto per le casse indiane: si parla infatti di 250 miliardi di rupie (circa 5,4 miliardi di dollari) per le frequenze. E anche se il governo per il primo anno non tassera' lo spettro per gli operatori che fanno solo 3G, per gli altri che si occupano anche di voce e che hanno anche una rete di seconda generazione e' prevista una tassa dal 3 all'8%.
Secondo quanto riporta la stampa locale, le compagnie indiane che gia' detengono licenze per i servizi telefonici potranno partecipare all'asta e molte si sarebbero gia' dette interessate, ma la gara sara' aperta anche a compagnie straniere che non hanno attualmente operazioni in India. Per loro sara' possibile sia presentare un'offerta direttamente, sia agire tramite una societa' satellite di cui detengono la maggioranza, con un'unica avvertenza: se chi vincera' non ha una licenza per i servizi voce, dovra' procurarsene una prima di lanciare la loro offerta commerciale 3G.
L'asta per le frequenze rappresentera', secondo le stime non ufficiali del ministero per le Telecomunicazioni, un vero e proprio tesoretto per le casse indiane: si parla infatti di 250 miliardi di rupie (circa 5,4 miliardi di dollari) per le frequenze. E anche se il governo per il primo anno non tassera' lo spettro per gli operatori che fanno solo 3G, per gli altri che si occupano anche di voce e che hanno anche una rete di seconda generazione e' prevista una tassa dal 3 all'8%.
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