Telefonia: in settimana gli operatori alternativi sentiti a Bruxelles sui rincari a favore di Telecom Italia
Saranno ascoltati martedi' prossimo, 5 ottobre, dalla commissaria europea per le telecomunicazioni Neelie Kroes, gli operatori alternativi italiani, Vodafone, Wind, Fastweb e Tiscali che intendono portare a Bruxelles il proprio parere contrario agli aumenti delle tariffe dell'unbundling decisi dall'Autorita' per le comunicazioni. L'ultima parola sul canone che gli operatori pagano a Telecom Italia per passare sulla sua rete spetta infatti alla Ue, che si esprimera' entro il 21 ottobre.
Gli olo cercheranno di convincere la Kroes che gli aumenti proposti dall'Agcom per il canone relativo all'ultimo miglio', sono ingiustificati, insistendo sull'impatto particolarmente negativo che la maggiorazione delle tariffe sulla rete in rame avra' sugli investimenti nelle reti in fibra ottica dell'ex monopolista. Come a dire che incrementando la redditivita' della rete in rame Telecom Italia sarebbe meno incentivata a investire sulle Ngn.
A settembre l'Agcom ha confermato per il canone di unbundling del 2010 il valore di 8,70 euro/mese. Peraltro nei primi quattro mesi dell'anno il prezzo e' stato bloccato agli 8,49 euro del 2009. 'In tal modo, il prezzo medio del 2010 sara' di 8,63 euro al mese', ha precisato l'Autorita'. Sempre in relazione al prezzo medio 2010, secondo l'Agcom esso e' di poco superiore al valore del 2003, quando fu fissato a 8,3 euro al mese e determina un incremento dell'1,65% sul 2009.
Prezzo che si colloca al di sotto del valore medio dei principali paesi comunitari (9,46 euro al mese). Negli anni 2011 e 2012 l'Agcom ha fissato il canone rispettivamente a 9,14 e 9,48 euro/mese (anziche' 9,26 e 9,67 come figurava nella proposta sottoposta a consultazione pubblica).
Nello schema di provvedimento inviato per il prescritto parere alla Commissione europea, oltre alla definizione dei prezzi dei servizi all'ingrosso di unbundling, figurano anche quelli di bitstream e wholesale line rental (Wlr). Quest'ultimo al 2012, sara' di 13,16 euro/mese, anziche' 13,43, registrando anche in questo caso un incremento piu' contenuto di quanto sottoposto a consultazione pubblica. Per i servizi bitstream e' prevista una riduzione lungo il triennio superiore all'1% l'anno.
Quanto agli aumenti l'Agcom ha precisato che essi entreranno in vigore una volta che siano stati accertati 'effettivi miglioramenti nella qualita' della rete, con riferimento ad indicatori di attivazione e di manutenzione dei servizi in oggetto'.
Secondo i calcoli fatti da Vodafone, e contenuti in un dossier consegnato all'Agcom da Fastweb, Tiscali, Wind, Welcome Italia, TeleTu e dall'Associazione degli internet provider, gli aumenti dell'unbundling comporteranno per i loro bilanci maggiori costi per 1,1 mld euro considerando il periodo che va dal 2009 al 2015 (617 mln se non si prende in considerazione l'aumento dello scorso anno).
Inoltre secondo gli operatori alternativi, il canone attuale si colloca gia' oggi al di sopra della media europea (pari a 8,38 euro mese) e quindi il prezzo proposto dall'Agcom per il 2012 'rende l'Italia come uno dei piu' cari in tutto il Vecchio Continente'. La differenza di vedute si spiega partendo dalla definizione di Europa: a 27, quindi piu' allargata per i concorrenti di Telecom, a 17 membri per l'Agcom, tenendo conto dei paesi piu' simili all'Italia.
Ancora, secondo gli olo 'la media Ue non puo' che essere ottenuta sommando il valore attuale dei singoli valori dell'unbundling nei 27 stati membri. Una selezione dei paesi, una ponderazione dei valori o l'introduzione di nazioni che non fanno parte dell'Unione rappresentano una mistificazione che segnala il forte imbarazzo dell'Autorita' nel proporre aumenti ingiustificati e lontani dalle best practice europee'.
Gli olo cercheranno di convincere la Kroes che gli aumenti proposti dall'Agcom per il canone relativo all'ultimo miglio', sono ingiustificati, insistendo sull'impatto particolarmente negativo che la maggiorazione delle tariffe sulla rete in rame avra' sugli investimenti nelle reti in fibra ottica dell'ex monopolista. Come a dire che incrementando la redditivita' della rete in rame Telecom Italia sarebbe meno incentivata a investire sulle Ngn.
A settembre l'Agcom ha confermato per il canone di unbundling del 2010 il valore di 8,70 euro/mese. Peraltro nei primi quattro mesi dell'anno il prezzo e' stato bloccato agli 8,49 euro del 2009. 'In tal modo, il prezzo medio del 2010 sara' di 8,63 euro al mese', ha precisato l'Autorita'. Sempre in relazione al prezzo medio 2010, secondo l'Agcom esso e' di poco superiore al valore del 2003, quando fu fissato a 8,3 euro al mese e determina un incremento dell'1,65% sul 2009.
Prezzo che si colloca al di sotto del valore medio dei principali paesi comunitari (9,46 euro al mese). Negli anni 2011 e 2012 l'Agcom ha fissato il canone rispettivamente a 9,14 e 9,48 euro/mese (anziche' 9,26 e 9,67 come figurava nella proposta sottoposta a consultazione pubblica).
Nello schema di provvedimento inviato per il prescritto parere alla Commissione europea, oltre alla definizione dei prezzi dei servizi all'ingrosso di unbundling, figurano anche quelli di bitstream e wholesale line rental (Wlr). Quest'ultimo al 2012, sara' di 13,16 euro/mese, anziche' 13,43, registrando anche in questo caso un incremento piu' contenuto di quanto sottoposto a consultazione pubblica. Per i servizi bitstream e' prevista una riduzione lungo il triennio superiore all'1% l'anno.
Quanto agli aumenti l'Agcom ha precisato che essi entreranno in vigore una volta che siano stati accertati 'effettivi miglioramenti nella qualita' della rete, con riferimento ad indicatori di attivazione e di manutenzione dei servizi in oggetto'.
Secondo i calcoli fatti da Vodafone, e contenuti in un dossier consegnato all'Agcom da Fastweb, Tiscali, Wind, Welcome Italia, TeleTu e dall'Associazione degli internet provider, gli aumenti dell'unbundling comporteranno per i loro bilanci maggiori costi per 1,1 mld euro considerando il periodo che va dal 2009 al 2015 (617 mln se non si prende in considerazione l'aumento dello scorso anno).
Inoltre secondo gli operatori alternativi, il canone attuale si colloca gia' oggi al di sopra della media europea (pari a 8,38 euro mese) e quindi il prezzo proposto dall'Agcom per il 2012 'rende l'Italia come uno dei piu' cari in tutto il Vecchio Continente'. La differenza di vedute si spiega partendo dalla definizione di Europa: a 27, quindi piu' allargata per i concorrenti di Telecom, a 17 membri per l'Agcom, tenendo conto dei paesi piu' simili all'Italia.
Ancora, secondo gli olo 'la media Ue non puo' che essere ottenuta sommando il valore attuale dei singoli valori dell'unbundling nei 27 stati membri. Una selezione dei paesi, una ponderazione dei valori o l'introduzione di nazioni che non fanno parte dell'Unione rappresentano una mistificazione che segnala il forte imbarazzo dell'Autorita' nel proporre aumenti ingiustificati e lontani dalle best practice europee'.
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