Lunedì 8 giugno 2026
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Telefonica e' contrarissima allo scorporo della rete

U.E.
Notizia ·
"Siamo assolutamente contrari a qualunque forma di separazione della rete". Così Santiago Fernàndez ValbuenaIl Corriere della Seraribadisce la posizione del gruppo Tlc sullo scorporo delle reti, tema tornato di prepotenza al centro delle discussioni dei regolatori a Bruxelles come a Roma. E aggiunge "i Governi che la chiedono, compreso quello italiano, lo fanno probabilmente perchè pensano di trarne un vantaggio fiscale... Ma nessun Governo, nel mondo, dagli Stati Uniti, all'Asia ha mai pensato di stimolare l'innovazione scorporando le reti degli incumbent".
Le compagnie Tlc da parte loro, spiega Valbuena, devono però impegnarsi negli investimenti e nell'innovazione, temi che stanno "a cuore e molto" a Telefonica. Quanto alla concorrenza il gruppo spagnolo propone un modello "selettivo" di apertura delle proprie infrastrutture di rete. "Dove la concorrenza è già sviluppata non deve esserci chiesto di aprire ai concorrenti la nostra rete d'accesso a banda larga. Nelle zone con una minor competizione, invece, siamo ben disponibili ad aprire la rete alle condizioni poste dal regolatore". Per quanto riguarda invece Telecom, Valbuena sottolinea che si tratta di "una società efficiente".
Prima di potersi esprime sui vantaggi dell'alleanza fra i due gruppi però, Valbuena spiega che bisogna aspettare il closing dell'operazione, con il passaggio del pacchetto di controllo di Telecom da Olimpia a Telco. Passaggio condizionato dal via libera dell'Anatel, l'authority per le tlc brasiliana, che esaminerà il dossier martedì prossimo.
Al momento la situazione appare indirizzata verso un via libera di Anatel, condizionato pero' ad un passo indietro di Telefonica sul mercato brasiliano, nel quale dovrebbe dismettere le licenze di Telemig, sottratte attraverso la controllata brasiliana Vivo al magnate Carlos Slim in un'asta dello scorso agosto. Da allora il proprietario di Telcel e America Movil si e' fortemente opposto all'ingresso di Telefonica in Telecom, temendo di venire schiacciato sul mercato brasiliano dalle sinergie fra i due gruppi. A spianare la strada verso un accordo, sarebbe stata proprio la visita in Brasile del numero uno di Telefonica, Cesar Alierta, che ha annunciato a Slim (proprietario di Claro, terzo operatore mobile del Brasile dopo Vivo e Tim Brasil) la propria disponibilita' a rinunciare alle licenze Telemig. La visita di Alierta avrebbe anche reso non piu' necessario il viaggio organizzato da Mediobanca e Intesa Sanpaolo per domani, per illustrare l'accordo ai consiglieri Anatel. Appare quindi questa la conclusione piu' probabile, anche se non e' da escludere, come indicavano alcune indiscrezioni nei giorni scorsi, che l'autorita' di Brasilia chieda a Telefonica di scendere in Telco sotto il 20%, la soglia del controllo secondo le norme brasiliane. L'operazione, rimasta di fatto bloccata dall'impasse brasiliana, potrebbe cosi' arrivare senza strascichi ed entro i tempi previsti, fissati dagli accordi entro il 15 novembre, al closing dell'operazione, quando il nocciolo duro di Telco, (composto da Telefonica, Intesa, Mediobanca, Generali e Benetton) acquisira' il 18% di Telecom Italia, sostituendosi a Pirelli. Un closing che verrebbe accolto con sollievo anche da parte delle autorita' italiane che, attraverso il presidente dell'Agcom, Corrado Calabro', ha chiesto in Telecom 'un management stabile che possa prendere delle grosse decisioni'. La questione piu' importante e' quella relativa alla separazione funzionale della rete, sulla quale Telefonica si e' schierata in modo deciso: 'siamo assolutamente contrari a qualunque forma di separazione delle reti', ha dichiarato al Corriere della Sera il direttore finanziario di Telefonica, Santiago Fernandez Valbuena, echeggiando quanto detto pochi giorni fa dal presidente di Telecom, Pasquale Pistorio, secondo il quale 'in Italia non esistono quelle condizioni eccezionali che possano permettere un'imposizione della separazione funzionale della rete'. Una posizione che si e' pero' scontrato contro il muro eretto da Calabro' e sorretto dalle posizioni espresse dal ministro per le Telecomunicazioni, Paolo Gentiloni, e dal commissario Ue all'Informazione, Viviane Reding, che hanno riscontrato 'piena sintonia' sulla possibilita' di arrivare alla separazione delle reti 'di fronte a significative posizioni di mercato'.
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