Telefonini e tassa concessione governativa. Si attendono le sezioni unite della Cassazione
Non è ancora chiusa la partita sulla legittimità (o meno) della tassa di concessione governativa sui telefonini. La giurisprudenza resta tutt’oggi divisa. Qualche giudice continua a dichiarare l’odiosa imposta contraria alla legge; qualche altro è invece di parere opposto.
In particolare, un anno fa, la Cassazione aveva ritenuto legittima la pretesa impositiva sui telefonini, con una sentenza che aveva spento le speranze di chi, invece, ne attendeva l’eliminazione. Ma non tutti i magistrati dentro la Suprema Corte sono convinti di questa stessa opinione. Anzi.
Non molti giorni fa, infatti, il vento è di nuovo cambiato. Investita, per l’ennesima volta, del caso, la sezione tributaria della Cassazione ha ritenuto di non condividere il precedente orientamento dei propri colleghi. In particolare, la Corte ha appena emesso una nuova ordinanza (Cass. sez. trib., ord. n. 12056 del 17.05.2013) in cui dichiara che non esisterebbe alcun presupposto per poter esigere l’imposta di concessione governativa. L’imposta, dunque, sarebbe illegittima.
Ma, visto che ormai sulla questione si registrano opinioni discordanti, la sezione tributaria ha preferito, piuttosto, girare la patata bollente alle Sezioni Unite della Cassazione affinché, con una definitiva sentenza, decidano, una volta per tutte, se la tassa di concessione governativa è legittima o meno.
In particolare, un anno fa, la Cassazione aveva ritenuto legittima la pretesa impositiva sui telefonini, con una sentenza che aveva spento le speranze di chi, invece, ne attendeva l’eliminazione. Ma non tutti i magistrati dentro la Suprema Corte sono convinti di questa stessa opinione. Anzi.
Non molti giorni fa, infatti, il vento è di nuovo cambiato. Investita, per l’ennesima volta, del caso, la sezione tributaria della Cassazione ha ritenuto di non condividere il precedente orientamento dei propri colleghi. In particolare, la Corte ha appena emesso una nuova ordinanza (Cass. sez. trib., ord. n. 12056 del 17.05.2013) in cui dichiara che non esisterebbe alcun presupposto per poter esigere l’imposta di concessione governativa. L’imposta, dunque, sarebbe illegittima.
Ma, visto che ormai sulla questione si registrano opinioni discordanti, la sezione tributaria ha preferito, piuttosto, girare la patata bollente alle Sezioni Unite della Cassazione affinché, con una definitiva sentenza, decidano, una volta per tutte, se la tassa di concessione governativa è legittima o meno.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti