Terapia del dolore, al via corsi formativi per medici di famiglia
E' partita oggi a Salsomaggiore terme, con il primo corso "Terapia del dolore in medicina generale, la formazione dei formatori", la prima fase del progetto sperimentale per la realizzazione di reti assistenziali di cure palliative e terapia del dolore in tutto il Paese. Un progetto che vede l'Emilia-Romagna capofila delle quattro Regioni che partecipano: oltre a Emilia-Romagna, ci sono Lazio, Veneto, Sicilia.L'obiettivo generale e' riorganizzare e sistematizzare le diverse esperienze di lotta al dolore per realizzare reti assistenziali strutturate e integrate, garantire una maggiore facilita' di accesso ai percorsi assistenziali disponibili, rafforzare l'offerta assistenziale nel territorio per gli adulti e i bambini. Il primo corso di formazione e' rivolto ai medici di famiglia, primo anello della rete assistenziale da sviluppare. I medici che partecipano saranno a loro volta formatori e trasferiranno conoscenze ed esperienze ai loro colleghi in modo da migliorare la prima risposta assistenziale al problema del dolore e a indirizzare, in base alla necessita', verso ambulatori e centri specializzati che costituiranno i nodi della rete. La rete assistenziale e' basata su tre nodi: medici di famiglia, ambulatori di terapia antalgica, centri di riferimento per la terapia del dolore. In Emilia-Romagna sono gia' presenti centri di riferimento e ambulatori per il trattamento del dolore; occorre ora sviluppare il lavoro in rete e realizzare cosi' percorsi assistenziali integrati. Il modello organizzativo - HUB & SPOKE - e' quello in atto da anni in Emilia-Romagna per l'organizzazione delle alte specialita' ospedaliere: centri di alta specializzazione (HUB) per problematiche complesse assistono malati inviati dagli ospedali del territorio (SPOKE).
Nel caso delle terapie del dolore gli SPOKE sono gli ambulatori di terapia antalgica, collegati con i Centri di riferimento per la terapia del dolore (HUB). I medici di famiglia indirizzano i loro assistiti agli ambulatori o ai centri a seconda delle necessita' dell'assistito. Il modello organizzativo deve realizzarsi in specifiche aree territoriali, scelte da ciascuna delle quattro Regioni in base alla presenza di centri e di ambulatori di terapia del dolore, per l'identificazione dei quali sono adottati i requisiti di accreditamento elaborati dalla Regione Emilia-Romagna. Per rispondere alle particolari necessita' dei bambini e' prevista un'ulteriore declinazione del modello sperimentale: una rete assistenziale basata sull'organizzazione di centri di riferimento di terapia del dolore pediatrici per problemi specialistici (con funzioni di HUB) collegati con pediatri ospedalieri e pediatri di famiglia.
La formazione dei pediatri avra' una unica sede, in Veneto, in due appuntamenti, uno in giugno, l'altro in settembre. Il progetto formativo, sempre coordinato dalla Regione Emilia-Romagna, riguardera' anche le altre tre Regioni partecipanti: metodologie didattiche, contenuti e docenti saranno gli stessi in modo da poterne valutare l'impatto.
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