Venerdì 5 giugno 2026
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Terapia dolore. Cresce in Toscana uso oppioidi

U.E. - ITALIA
Notizia ·
Negli ultimi dieci anni in Toscana l'uso di oppioidi per la terapia del dolore e' cresciuto piu' che nel resto d'Italia, e nella regione 'in questi anni si e' fatto molto, ma molto resta ancora da fare, per una cosa che sembrerebbe cosi' scontata come eliminare il dolore'. Lo ha detto l'assessore toscano al diritto alla salute Luigi Marroni intervenendo a un convegno su 'Il dolore inutile dieci anni dopo. 2003-2012'. Il convegno, al quale il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha fatto pervenire una targa commemorativa destinata al Tribunale per i diritti del malato, ha riunito medici, studiosi, esperti di terapia antalgica, rappresentanti delle istituzioni e del volontariato.
L'Italia, e' stato detto nel corso dell'appuntamento, e' da sempre agli ultimi posti nella prescrizione dei farmaci oppioidi, anche se negli ultimi anni qualcosa si e' mosso e nel primo semestre del 2011 l'aumento e' stato del 30% rispetto allo stesso periodo del 2010, passando da 3,6 milioni di dosi a 4,7 milioni. Marroni ha ripercorso tutte le iniziative messe in atto dalla Regione in tema di lotta al dolore: tra questi la creazione, nel 2003-2004, della Commissione regionale per il coordinamento delle azioni per la lotta al dolore, l'inserimento in cartella clinica della misurazione del dolore, e ancora l'offerta dell'analgesia del parto, l'utilizzo delle medicine complementari, fino alla legge da poco approvata sull'uso dei farmaci cannabinoidi. Per Marroni 'e' un approccio multiforme, una strategia complessiva, una questione di tipo non solo organizzativo, ma culturale'.
L'utilizzo dei farmaci oppioidi nelle varie regioni e' molto disomogeneo, e' stato ricordato, ne fanno uso solo il 6% degli ospedali del sud e il 26% di quelli del centro, contro il 63% del nord. Inoltre la legge nazionale 38/2010, sull'utilizzo degli oppiodi nella terapia del dolore, che ha posto l'Italia all'avanguardia rispetto all'Europa, e' ancora sconosciuta al 50% dei medici. La maggioranza delle Regioni poi non ha ancora deliberato strumenti attuativi della legge 38 per quanto riguarda la costituzione delle reti di terapia del dolore e delle cure palliative.
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