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 MONDO - MONDO - Un terzo dei bambini del mondo sono avvelenati dal piombo
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Notizia 
1 agosto 2020 11:50
 
Secondo il rapporto “The Toxic Truth: Children’s Exposure to Lead Pollution Undermines a Generation of Future Potential”, pubblicato da Unicef e Pure Earth, «L’avvelenamento da piombo sta colpendo i bambini a un livello enorme e precedentemente sconosciuto».
Infatti, dal rapporto, il primo del suo genere, emerge che «Circa 1 bambino su 3 – fino a 800 milioni a livello globale – ha livelli di piombo nel sangue pari o superiori a 5 microgrammi per decilitro (µg/dl), il livello al quale si richiede un’azione. Quasi la metà di questi bambini vive nell’Asia meridionale».
Livelli di piombo nel sangue pari o superiori a 5 microgrammi per decilitro (µg / dL) sono il limite passato il quale gli United States Centers for Disease Control and Preventionl hanno sabilito che c’è bisogno di intervenire e che l’Organizzazione mondiale della sanità afferma che potrebbe essere associato a una riduzione dell’intelligenza nei bambini, problemi comportamentali e difficoltà di apprendimento.
Commentando il rapporto, la direttrice esecutiva dell’Unicef, Henrietta Fore, ha sottolineato che »Con pochi sintomi precoci, il piombo provoca silenziosamente una devastazione per la salute e lo sviluppo dei bambini, con conseguenze potenzialmente fatali. Sapere quanto sia diffuso l’inquinamento da piombo – e comprendere la distruzione che provoca alle vite e alle comunità individuali – deve ispirare azioni urgenti per proteggere i bambini una volta per tutte».
Il rapporto  è un’analisi dell’esposizione al piombo nell’infanzia realizzata  dall’Institute of Health Metrics Evaluation (IHME) e verificata con uno studio approvato per la pubblicazione su Environmental Health Perspectives  e fa notare che «Il piombo è una potente neurotossina che provoca danni irreparabili al cervello dei bambini. E’ particolarmente distruttivo per neonati e I bambini di età inferiore ai 5 anni in quanto danneggia il loro cervello prima che abbiano avuto l’opportunità di svilupparsi completamente, causando loro danni neurologici, cognitivi e fisici per tutta la vita».
L’esposizione al piombo durante l’infanzia è stata anche collegata a problemi di salute mentale e comportamentali e anche a un aumento della criminalità e della violenza. I bambini più grandi subiscono gravi conseguenze tra cui un aumento del rischio di danni ai reni e di malattie cardiovascolari in età avanzata.
L’Unicef stima che, a causa della perdita del potenziale economico di questi bambini nel corso della loro vita, l’esposizione al piombo nell’infanzia abbia per i Paesi a basso e medio reddito un costo di quasi 1 trilione di dollari.
Il rapporto rileva che «Il riciclaggio informale e scadente delle batterie al piombo.acido contribuisce in modo determinante all’avvelenamento da piombo nei bambini che vivono in Paesi a basso e medio reddito, che dal 2000 hanno registrato la triplicazione del numero di veicoli. L’aumento dei veicoli di proprietà, unito alla mancanza di regolamentazione e delle infrastrutture per il riciclaggio delle batterie dei veicoli, ha comportato un riciclaggio non sicuro del 50% delle batterie al piombo-acido nell’economia informale».
I lavoratori che lavorano in nero in impianti di riciclo pericolosi e spesso illegali, rompono i contenitori delle batterie, versano acido e polvere di piombo nel suolo e respirano il piombo recuperato utilizzando fornaci primitive all’aperto che emettono fumi tossici che avvelenano la comunità circostante. Spesso i lavoratori e la comunità esposta non sono consapevoli del fatto che il piombo è una potente neurotossina.
Altre fonti di esposizione dell’infanzia al piombo comprendono il piombo nell’acqua rilasciato dalle tubazioni in piombo; le attività industriali come le miniere e il riciclaggio delle batterie; vernici e pigmenti a base di piombo; benzina al piombo, che è diminuita considerevolmente negli ultimi decenni, ma che è stata una delle principali fonti storiche di inquinamento; il piombo delle saldature per le lattine di cibo e il piombo in spezie, cosmetici, medicine ayurvediche, giocattoli e altri prodotti di consumo. I genitori che lavorano a contatto col piombo spesso portano a casa polvere contaminata sui loro vestiti, capelli, mani e scarpe, esponendo così inavvertitamente i loro bambini all’elemento tossico.
Richard Fuller, presidente di Pure Earth, evidenzia che «La buona notizia è che il piombo può essere riciclato in modo sicuro senza esporre i lavoratori, i loro bambini e i quartieri circostanti. I siti contaminati da piombo possono essere bonificati e ripristinati. Le persone possono essere educate sui pericoli del piombo e autorizzate a proteggere se stesse e i propri figli.  Il ritorno sull’investimento è enorme: miglioramento della salute, aumento della produttività, QI più elevati, meno violenza e futuri più luminosi per milioni di bambini in tutto il pianeta».
Mentre nella maggior parte dei Paesi ad alto reddito i livelli di piombo nel sangue sono diminuiti drasticamente dopo l’eliminazione graduale della benzina al piombo e della maggior parte delle vernici a base di piombo, i livelli di piombo nel sangue dei bambini nei Paesi a basso e medio reddito sono rimasti elevati e, in molti casi, pericolosamente alti anche un decennio dopo l’eliminazione globale delle benzine al piombo.
Il rapporto presenta 5 casi di studio nazionali nei quali l’inquinamento da piombo e da altri rifiuti tossici di metalli pesanti hanno colpito i bambini: Kathgora in Bangladesh; Tbilisi in Georgia; Agbogbloshie in  Ghana; Pesarean in Indonesia; lo Stato di Morelos State in Messico.
Unicec e  Pure Earth concludono sottolineando che «I governi dei paesi interessati possono affrontare l’inquinamento da piombo e l’esposizione tra i bambini utilizzando un approccio coordinato e concertato nelle seguenti aree: Sistemi di monitoraggio e comunicazione, compresa la costruzione di capacità per i test del livello di piombo nel sangue. Misure di prevenzione e controllo, compresa la prevenzione dell’esposizione dei bambini a siti e prodotti ad alto rischio che contengono piombo, come certe ceramiche, vernici, giocattoli e spezie. Gestione, trattamento e risanamento, compreso il rafforzamento dei sistemi sanitari affinché siano attrezzati per rilevare, monitorare e trattare l’esposizione al piombo tra i bambini e fornire ai bambini interventi educativi potenziati e una terapia cognitivo comportamentale per gestire meglio gli effetti negativi dell’esposizione al piombo. Consapevolezza e cambiamento del comportamento dell’opinone pubblica, compresa la creazione di continue campagne di educazione pubblica sui pericoli e sulle fonti di esposizione del piombo con appelli diretti a genitori, scuole, leader comunitari e operatori sanitari. Legislazione e politica, incluso lo sviluppo, l’implementazione e l’applicazione di standard ambientali, sanitari e di sicurezza per la produzione e il riciclo di batterie al piombo-acido e di rifiuti elettronici e l’applicazione di normative ambientali e di qualità dell’aria per le operazioni di fusione. Azione globale e regionale inclusa la creazione di unità di misura standard globali per verificare i risultati dell’intervento di inquinamento sulla salute pubblica, l’ambiente e le economie locali; costruzione di un registro internazionale dei risultati anonimi degli studi sui livelli di piombo nel sangue; creazione di standard e norme internazionali in materia di riciclaggio e trasporto di batterie al piombo-acido usate».
(da Greenreport del 30/07/2020)
 
 
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