Un terzo dei detenuti e' tossicodipendente
In Italia quasi un detenuto su tre è tossicodipendente. Secondo gli ultimi dati, siamo uno tra i paesi al mondo con la percentuale più alta di tossicodipendenti - o comunque di persone che consumano droga - in carcere: attualmente circa il 30% dei 66 mila detenuti sono consumatori di sostanze stupefacenti, percentuale che raggiunge il 50% tra i 27 mila detenuti in attesa di giudizio. Un dato che nelle ultime settimane, soprattutto dopo l'appello del capo dello Stato a risolvere il problema del sovraffollamento carcerario, sta tornando sempre più spesso alla ribalta con numerose proposte, da più parti, di cercare proprio in una diversa collocazione dei detenuti tossicodipendenti uno dei modi per "sfoltire" gli istituti di pena. Al recente congresso di Federserd, l'organizzazione che raggruppa i professionisti delle dipendenze che lavorano nel servizio pubblico, il responsabile della sanità penitenziaria di Padova, Felice Nava, aveva spiegato che portare i tossicodipendenti fuori dal carcere, cioè in comunità terapeutiche o nei Servizi per le dipendenze, oltre a contribuire a risolvere il problema del sovraffollamento carcerario potrebbe far risparmiare oltre la metà della spesa attuale. L'esperto ha citato uno studio Usa, secondo il quale ogni dollaro speso nelle strutture riabilitative esterne al carcere è capace di diminuire di 14 volte la spesa legata ai reati connessi con i problemi di alcol o tossicodipendenza. Rapportato al caso italiano, se ogni detenuto in carcere costa circa 200 euro al giorno (stime Dap), la cifra si dimezza (80-100 euro) se a ospitarlo e' una comunità.
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