Mercoledì 10 giugno 2026
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Test antidroga in tutti i licei parigini? Proposta della nuova presidente della Regione

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
La promessa di una campagna da parte della nuova presidente della regione Ile-de-France, Valérie Pécresse (Les Répubblicains), che prevede il finanziamento nei licei di “test della saliva per individuale il consumo di droga”, sta scatenando diverse polemiche. Tra gli obiettivi della nuova eletta c'e' l'uso di cannabis, un “fenomeno di massa che si sviluppa e resiste a tutte le strategie classiche di prevenzione”, secondo Annie Genevard, responsabile educazione per partito Les Répubblicains.
Ieri 22 dicembre, Frédéric Péchenard, vice-presidente del consiglio regionale dell'Ile-de-France, ha promesso su France-info l'organizzazione “per quanto possibile” -nel 2016- dell'iniziativa, assicurando che si fara' “nel rispetto assoluto” degli alunni e delle loro famiglie. Concretamente, la regione si impegna a proporre nei 470 licei della regione di finanziare questi test -del costo di 10-12 euro l'uno- “da quando il consiglio d'amministrazione della scuola votera' in suo favore”.
Problemi giuridici
Alcune associazioni specifiche o l'organizzazione sanitaria scolastica saranno incaricati di ottemperare in merito, a livello di classi o gruppi di classi, e non per dei singoli liceali. Per gli alunni che saranno trovati positivi, saranno avvisati i loro genitori. I presidi potranno avere accesso ai risultati solo in termini statistici e anonimi.
Una iniziativa che fa riferimento ad una proposta di legge del gennaio 2014 depositata da deputati del medesimo partito nella regione della Alpes-Maritime, e che prevede un rilevamento almeno una volta l'anno per tutti i liceali. La legittimazione di questa iniziativa? Dicono di no al ministero dell'Educazione e alcuni giuristi.
“Niente nella legge consente questo tipo di analisi senza che ci sia un procedimento giudiziario”, si dice al ministero di Najat Vallaud-Belkacem. “Questa iniziativa in ambito scolastico pone diversi problemi giuridici -dice l'avvocato Valérie Piau-. In termini di diritto spetta agli agenti di polizia di applicarla. Senza considerare che tocca la liberta' individuale e l'integrita' fisica degli alunni, che sono anche minori… Dovrebbe essere necessaria l'autorizzazione dei genitori”.
Alla missione interministeriale di lotta contro le droghe e le tossicodipendenze (Mildeca), si e' meno categorici. Se questi test rispettano alcune condizioni (anonimato, decisione dl preside), si possono fare, e bisogna farsi valere. “Le uniche che lo possono fare sono le autorita' di polizia e giudiziarie”, dice Philippe Tournier, del Snpden-Unsa, il principale sindacato dei presidi.
Efficacia contestata
Se da parte dei Répubblicains si assicura che “questa iniziativa, se sara' convincente, potrebbe essere ripresa da altre regioni” la comunita' scolastica ha delle riserve. “Si parte dall'idea che i giovani sono colpevoli a priori e che se un liceale si rifiuta di sottomettersi al test, d'ufficio sara' considerato positivo a questo test”, dice Christian Chevalier, del sindacato degli insegnanti Se-Unsa (riformista), “Controllare i giovani: siamo nell'ambito delle antiche sirene della destra...”.
Ma l'opposizione non si sofferma solo sui principi e sui valori: il metodo e l'efficacia di una simile iniziativa sono anch'essi contestate, come lo fanno notare gli addetti sanitari della scuola, “Concentrarsi sui test e cercare di individuare la fine della catena, e' voler cogliere l'alunno sul fatto” dice Béatrice Martinez, del sindacato Snies-Unsa, che rivendica una politica di prevenzione. Cosa si fa dei risultati, e' questa la questione cruciale -sottolinea Olivier Phan, tossicologo della Croce Rossa che segue i consumi giovanili-. Il kit della saliva permette di individuare un consumo recente di cannabis, fino a venti ore prima, senza fare nessuna differenza tra consumatori occasionali e abituali”.
Jean-Pierre Couterons presidente della Fédération Addiction, e' anche lui scettico e turbato dal fatto che e come se si ripartisse da zero sulla materia, ricordando “lo sforzo fatto da due-tre anni per consolidare le consultazioni coi giovani consumatori e sviluppare politiche di interventi preventivi per andare incontro ai giovani”.
Altre obiezioni si soffermano sul costo dell'iniziativa, sul necessario rispetto del “segreto medico” anche per dei minori..
Indipendentemente da queste critiche, la nuova presidente della regione assicura che il suo piano non fa riferimento alle proposte di legge depositate, e prevede, anche, l'organizzazione dei “referenti per la dipendenza” nei licei, o la “messa in sicurezza” dell'ambiente circostante grazie all'aiuto delle forze dell'ordine. 
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