Sabato 6 giugno 2026
Menu

Test Dna per ricongiungimenti familiari

U.E. - FRANCIA
Notizia ·
Ci sara' un test del Dna per contrastare il fenomeno delle frodi nei documenti e negli stati civili presentati per i ricongiungimenti familiari in Francia.
La stretta di Parigi sull'immigrazione, decisa dal presidente Nicolas Sarkozy, non si allenta, e punta a colpire quel 30-80% di documenti di falso legame familiare presentati, soprattutto in alcuni paesi africani, alle autorita' diplomatiche e consolari francesi per avere il visto per piu' di tre mesi.
Non si tratta, al momento, di un obbligo, ma soltanto di un consiglio per rendere piu' veloce la procedura di ricongiungimento familiare, di fronte ai dubbi dei funzionari dei consolati sugli atti civili presentati, che possono portare anche al rifiuto della domanda.
Spettera' dunque al richiedente del visto, e a sue spese, provare la 'filiazione genetica' se vuole accelerare la pratica, secondo l'emendamento approvato dal parlamento in occasione della discussione sulla legge sull' immigrazione.
Non puo' essere un obbligo, perche' il codice civile detta in modo preciso gli ambiti di utilizzazione del Dna: 'Lo studio genetico delle caratteristiche di una persona - recita l'articolo 16 - non puo' essere fatto che a fini medici o di ricerca scientifica'. Il parlamentare che ha presentato l'emendamento, Thierry Mariani, dell'Ump, il partito di Sarkozy, ha spiegato che queste nuove disposizioni sull'immigrazione interverranno in deroga a quell'articolo del codice civile.
Per il deputato di tratta di 'test sicuri e rapidi', che permetteranno di rispondere alla 'frode di documenti', un fenomemno presente in certi paesi 'come Senegal, Costa d'Avorio, Congo, Togo, Madagascar'.
Contro l' impiego del Dna si e' pronunciato il segretario del partito socialista, Francois Hollande, pur riconoscendo che 'il controllo dell' immigrazione familiare deve essere effettivo'.
Hollande ha parlato di un 'sistema di schedatura generalizzato', aggiungendo che ogni procedura 'deve rispettare il diritto delle persone'.
Ma il governo va avanti su una delle promesse del candidato Sarkozy, quella di contrastare l' immigrazione clandestina e di favorire un' immigrazione 'scelta'.
Il ministro dell' immigrazione Brice Hortefeux, uno dei politici piu' vicini al presidente, ha anche richiamato una ventina di prefetti che non hanno raggiunto i loro obiettivi di espulsioni di immigrati clandestini. E li ha convocati a Parigi.
C'e' un obiettivo da rispettare, ha detto, quello fissato da Sarkozy: 25.000 espulsioni entro il 2007. A fine agosto si era a quota 13.677.
Il ministro Hortefeux ha riconosciuto che sara' difficile raggiungere quella cifra perche' 'la situazione 'si e' complicata' dopo l'ingresso della Romania e della Bulgaria nell' Unione europea: le espulsioni di cittadini di questi due paesi, in gran parte Rom, rappresentava il 30% circa dei 25.000 clandestini da espellere.
Le associazioni di difesa degli immigrati hanno denunciato 'un' ossessione dello Stato nei confronti dei sans papiers'.
Secondo le autorita' sono fra i 200.000 e i 400.000 i clandestini in Francia.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →