Testamento biologico, la bozza Calabro' fa esultare i clericali. Ignazio Marino: cosi' si sottrae un diritto costituzionale al cittadino
Di fronte a 'sentenze di ogni ordine e grado e numerose indagini e ricerche che dimostrino come l'85% degli italiani voglia poter decidere sulle proprie cure, il Parlamento, con una maggioranza di 450 persone' vuole 'imporre una legge contro la Costituzione'. Lo ha dichiarato Ignazio Marino senatore del Pd, e Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Ssn, aggiungendo che 'se ci si intestardisce su un progetto di legge che sottrae ai cittadini un diritto statuito dalla Costituzione, allora sarebbe meglio non farla'.
La legge che vuole portare avanti il Governo, ha aggiunto Marino, portera' ad un 'numero di conflitti in tribunale e davanti alla Corte Costituzionale e referendum. Si rischia un pasticcio peggiore di quello fatto con la legge 40 sulla procreazione, perche' il testamento biologico riguarda i cittadini di tutte le eta''.
Sulla questione nutrizione e idratazione artificiale definite come terapie, Marino sostiene che 'le societa' scientifiche di nutrizione parenterale ed enterale, italiana ed europea, hanno dichiarato che si tratta di trattamenti medici e come tali necessitano dell'assenso del paziente'.
Poi Marino porta un affondo contro il presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri chiedendosi se 'bisogna lasciare la decisione a uno come Maurizio Gasparri, che non e' un nutrizionista, o ai presidenti delle Societa' scientifiche, che sono senz'altro piu' preparati. E comunque, se Sacconi ci aiutasse a sostenere il mio progetto di legge, si lascerebbe liberta' di scelta a tutti, sia che si voglia seguire un orientamento piuttosto che un altro'.
'Dispiace che il senatore Marino non sappia trovare migliore argomento per sostenere le proprie tesi che rivolgersi in maniera offensiva nei confronti del collega Gasparri'. Lo afferma il vicepresidente vicario dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello aggiungendo: 'dispiace anche che nel giorno in cui il Parlamento, la sede piu' elevata del confronto politico, si riappropria finalmente del dibattito sul fine vita, Marino mostri di preferire il predominio dei 'tecnici', che nella storia dell'umanita' ha provocato danni incommensurabili e condurrebbe inevitabilmente verso una presunzione fatale di determinismo assoluto'.
'Non vorremmo - prosegue Quagliariello - che chi per anni ha sventolato la bandiera del testamento biologico, temendo che le proprie posizioni siano minoritarie imbocchi la strada dell'arbitrio giurisprudenziale e della tecnocrazia. Piuttosto ci si confronti in Parlamento, dove il relatore Calabro' ha appena proposto alla discussione comune un testo base in grado di superare gli steccati ideologici, e di tutelare l'inviolabilita' del diritto alla vita senza menomare la liberta' dei singoli, nel quadro di un'alleanza terapeutica che possa sopravvivere anche alla perdita della capacita' di intendere e di volere da parte del paziente'.
'La sua acrimonia e' ingiustificata'. Cosi' il presidente del Pdl al Senato Maurizio Gasparri replica al senatore del Pd Ignazio Marino in merito al Testamento biologico.
'Dispiace che Ignazio Marino, che si ritiene presunto unico ispiratore di politiche sanitarie - afferma Gasparri in una nota - si sia rivolto in modo sprezzante ed offensivo nei miei confronti. E' mio diritto, come legislatore, come politico e come cittadino, occuparmi dei temi della vita, del testamento biologico e di altre vicende fondamentali, che non sono monopolio di presunti scienziati come lui'.
'Rattrista l'inutile acrimonia - prosegue Gasparri - di chi finse di abbandonare l'Italia, per poi farvi rientro con l'aspirazione, negata dalla sua parte politica, di ricoprire l'incarico di ministro della Sanita'. Le ambizioni frustrate non giustificano immotivate offese gratuite a chi, come me, nel merito ha delegato approfondimenti ad esperti quali i senatori Tomassini e Calabro''.
'Di fronte a tanta miseria umana - conclude Gasparri - rivendico la mia liberta' di pensiero di cattolico, di persona e di politico. Il problema della sanita' in Italia non e' la mancata poltrona di ministro per Marino'.
"Veramente non capisco a quale DDL si riferisca il senatore Marino. Il testo del disegno di legge sul consenso informato e le dichiarazioni anticipate di trattamento, presentato nel pomeriggio dal senatore Calabrò in Commissione Sanità non era stato reso noto prima di oggi pomeriggio". Lo sottolinea, in una nota, il presidente della commissione Sanità del Senato, Antonio Tomassini (Pdl) . "Siamo sereni e ottimisti nel valutare il lavoro fin qui svolto dalla Commissione - aggiunge Tomassini - e che vede gran parte delle forze politiche schierate nel voler costruire insieme un percorso che porti alla definizione di una legge sul testamento biologico, che proprio oggi è stato avviato con la presentazione di un testo di riferimento con primi interventi in discussione generale. Appare veramente incomprensibile l'atteggiamento di Marino perché diverso da quello tenuto nella scorsa legislatura. Oggi sembra più inseguire un proprio fine personale che non la passione per la legge, arrivando persino all'insulto e all'offesa nei confronti del Presidente del gruppo del PDL a Palazzo Madama che invece ha dimostrato di essere aperto e democratico verso la tematica. E' emblematico poi - conclude il senatore del Pdl - che Marino venga smentito da 9 senatori del PD che dichiarano di apprezzare il provvedimento ritenendolo 'una buona sintesi che coniuga difesa della vita e libertà della persona'".
"Non conosco il curriculum del senatore Ignazio Marino, ma certamente il mio non ha nulla da invidiare al suo. Credo che il collega con le offese mosse non soltanto nei miei confronti ma anche verso Maurizio Gasparri, abbia avuto una caduta di stile e abbia mostrato poco rispetto verso le istituzioni. Evidentemente l'esponente del Pd non ha piu' frecce al suo arco e davanti all'ampio consenso che si sta formando intorno al testo base sul testamento biologico predisposto dalla maggioranza, ricorre alle offese personali, rivelandosi incapace di confrontarsi correttamente con il Pdl".
Lo afferma il senatore e cardiologo Raffaele Calabro', nonche' relatore sul Ddl sulle DAT. "Resto esterrefatto anche dal repentino cambiamento del collega Marino che improvvisamente sembra non volere piu' una legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento, pur avendo depositato in Commissione un disegno di legge, e dimenticando che lo scorso primo agosto il Senato ha approvato un ordine del giorno su iniziativa del senatore del Pd Luigi Zanda che impegnava l'Aula ad approvare quanto prima una legge sulle DAT". "Per questione di coerenza -aggiunge Calabro'- oggi come ieri credo che, nell'interesse del Paese, si debba colmare il vuoto legislativo, elaborando un testo chiaro, coerente e attento, aperto ai suggerimenti delle altre formazioni politiche, purche' non si giunga ad uno stravolgimento dei principi base del testo unificato, principi laici, comuni a credenti e non credenti. Una legge necessaria che ha alcuna velleita' di imbrigliare la magistratura, ma vuole dare una risposta alle esigenze e ai dubbi della societa' civile. Ne' credo che le accuse di incostituzionalita' sollevate dal solito Marino e prive di ogni fondamento servano a qualcosa se non a inquinare il dibattito in Parlamento, sollevazioni che non trovano conferma nella nostra Carta Costituzionale che in nessun articolo sancisce il diritto alla morte, ne' all'art. 32 ne' in nessun altra disposizione normativa, tutelando invece espressamente soltanto il diritto alla salute. Fa piacere -continua il Relatore - comunque constatare che nove senatori del PD non considerino il testo base 'confuso e macchinoso', ma lo reputino una buona sintesi tra la difesa della vita e la liberta' della persona. Cosi' come apprezziamo la nota positiva dell'Udc di Rocco Buttiglione, colleghi con i quali il Pdl intende intraprendere un dialogo costruttivo che portera' senz'altro dei miglioramenti al testo, persuaso che nella vita come nella politica tutto sia perfettibile".
9 SENATORI PD,TESTO PDL E'BUONA SINTESI - 'Una buona sintesi che coniuga difesa della vita e liberta' della persona, quella presentata oggi dal relatore, Raffaele Calabro', in commissione Sanita' sulle dichiarazioni anticipate di trattamento'. E' il commento di 9 senatori del Pd (Emanuela Baio, Benedetto Adragna, Maria Pia Garavaglia, Vincenzo De Luca, Mauro Del Vecchio, Lucio D'Ubaldo, Claudio Gustavino, Daniela Mazzuconi, Nino Papania) al dl di maggioranza sul Testamento biologico.
'Il testo - affermano i senatori in una nota - potra' essere modificato in alcune parti, come la certificazione notarile, che burocratizza e rende piu' difficile l'attestazione da parte del cittadino delle dichiarazioni anticipate di trattamento, ma ci rende vicini nell'interpretazione dei valori fondamentali'.
'Noi - proseguono i 9 senatori - siamo disponibili ad un percorso comune che veda la costruzione di un testo condiviso.
Il provvedimento presentato oggi raccoglie la nostra visione antropologica della vita'. Quanto ai nodi dell'idratazione e alimentazione artificiali, nel testo Calabro', rilevano, 'sono definite forme di sostegno vitale e non possono essere oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento, impedendo di dare adito ad un pericoloso diritto alla morte, che non trova e non trovera' spazio nella nostra legislazione'.
'Di fronte al susseguirsi confuso di provvedimenti degli organi giudiziari - concludono i parlamentari - e' quanto mai urgente l'approvazione di una buona legge. E' per questo che noi dichiariamo la nostra disponibilita' a lavorare insieme, affinche' si giunga all'approvazione di un testo largamente condiviso'.
ALTRI COMMENTI
Il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano (Pdl), esprime alcune riserve sul disegno di legge sul testamento biologico presentato da Raffaele Calabró (Pdl).
"L'esame della bozza sul fine vita predisposta dal senatore Calabró va svolto chiedendosi se è in grado, nella sua oggettività, a fornire quei dati di chiarezza e di coerenza nella difesa della vita, necessari per fronteggiare la deriva eutanasica di fonte giudiziaria", afferma in una nota. "Per questo turba la prospettiva che vengano qualificati come 'accanimento terapeutico' cure utili a soggetti la cui 'morte non sia prevista come imminente' (art. 3. 1 comma); con la conseguenza che il medico 'dovrebbe astenersi' da tali cure anche quando il paziente non le abbia rifiutate. La disposizione offre il fianco a una strumentalizzazione al fine di risparmiare le forti spese conseguenti alla lunghe degenze; e non sembra compatibile con le affermazioni del Consiglio Superiore della Sanità e della giurisprudenza della Corte di Cassazione secondo puó sussistere 'accanimento terapeutico' solo quando la 'morte del paziente si preannunci comunque imminente e inevitabile'".
"Preoccupa poi il fatto - prosegue Mantovano - che attraverso la dichiarazione anticipata di trattamento un soggetto in pieno stato di salute possa rinunciare a 'trattamenti sanitari' che in un futuro anche lontano potranno salvargli la vita (art. 5, 4 comma). N, fuga le perplessità il fatto che tale rinuncia sia limitata alle cure 'altamente invasive e invalidanti', sia per le prevedibili incertezze e difficoltà nella definizione di concetti cosí fluidi, sia perch, i sostenitori del 'testamento di morte' non mancheranno di sottolineare l'incongruenza intrinseca di una norma che consenta di rifiutare talune cure e non altre (quali le trasfusioni di sangue)".
'E' un modo distorto quello del senatore Ignazio Marino di affrontare l'inizio del dibattito sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento'. Lo afferma il senatore Michele Saccomanno (Pdl) componente della Commissione Igiene e Sanita' secondo il quale: 'Il disegno di legge proposto dal relatore, senatore Calabro', nasce dopo un ampio dibattito tra i componenti della Commissione sanita' e l' audizione di esperti che la Commissione, in modo esaustivo e con l'accordo generale, ha avuto'.
'Non e' Maurizio Gasparri - aggiunge Saccomanno - ma in modo unanime l'Associazione chirurghi ospedalieri italiani, la Societa' italiana di chirurgia, il Collegio italiano chirurghi che nelle sue componenti - e quindi, anche in rappresentanza dello stesso senatore Marino quale chirurgo - ha ritenuto fondamentale considerare non terapeutica l'alimentazione e la idratazione'.
"Quello di Calabro' e' un buon testo ed una buona base di discussione, soprattutto per cio' che riguarda la chiara distinzione fra le disposizioni anticipate di trattamento e l'eutanasia. Se qualcuno voleva usare questa legge come un cavallo di Troia per far passare l'eutanasia (e qualcuno voleva farlo) sara' sicuramente rimasto deluso". Lo dichiara il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione. "Il testo, tuttavia, puo' e deve essere migliorato su alcune questioni decisive e l'Udc si impegnera' in una battaglia emendativa per ottenere questi miglioramenti, ad esempio sul rapporto fra direttive anticipate di trattamento e piano di cura; il diritto del paziente alla protezione contro il dolore, dando anche riferimenti sicuri agli addetti alla medicina palliativa; il diritto al rifiuto di terapie sproporzionate - conclude Buttiglione -, che andrebbe meglio precisato, fermo restando che nutrizione ed idratazione non possono mai costituire un trattamento sproporzionato".
'Il testo base sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, presentato oggi in Commissione Sanita' dal senatore Raffaele Calabro', lascia ancora la porta socchiusa all'introduzione di pratiche eutanasiche nel nostro Paese, e questo e' un rischio assolutamente da evitare'. Lo afferma Isabella Bertolini, Componente del Direttivo del Pdl alla Camera dei Deputati.
'Condivido il testo - afferma Bertolini - dove prevede che nutrizione e idratazione sono sostentamento vitale e non cure mediche, ma ritengo che vadano introdotti ulteriori miglioramenti a garanzia e a tutela del principio intoccabile dell'indisponibilita' della vita. Non possiamo, infatti, permetterci di votare una legge che possa lasciare spiragli interpretativi a quei giudici sostenitori della morte a tutti i costi'.
Il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, giudica positivamente la presa di posizione assunta da 9 senatori del Pd che hanno considerato il testo presentato da Raffaele Calabro' (Pdl) sul testamento biologico una buona sintesi tra la difesa della vita e la liberta della persona.
'Il disegno di legge elaborato dal senatore Calabro' traccia una linea che definisce in modo preciso la dichiarazione anticipata di trattamento, escludendo per altro verso la sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione.
Sulla linea del progetto - sostiene Cicchitto - e' possibile definire una posizione comune tra laici e cattolici ed anche fra maggioranza ed opposizione. In questo quadro e' da salutare positivamente la presa di posizione di nove senatori del Pd'.
Nella discussione sul caso Englaro e sul testamento biologico 'c'e' ancora qualcosa di ambiguo e faticoso'. Lo scrive in una lettera a Repubblica Pierluigi Bersani, deputato PD e ministro ombra dell'Economia. 'Fino a un secdolo fa' - spiega - il morire e' stato un rito domestico e di vicinato', oggi 'il morire e' stato pressoche' totalmente affidato ai moderni servizi sanitari e sociali'. 'Per secoli in occidente la morte piu' temuta e' stata quella improvvisa e notturna: esattamente quella che pare oggi una fortuna a noi che temiamo invece la morte 'irta di tubi''.
'Vorrei - afferma Bersani -che il Parlamento nel prendere le sue decisioni si aprisse ad una vera discussione pubblica su questi temi che interessano tutti e sui quali la vox populi puo' indicare ai decisiori la strada dell'umanita' e della pieta'. Per quanto riguarda la mia parte politica, io sono orgoglioso della discussione che sta avvenendo nel Partito Democratico. E' assolutamente ingiusto che venga rubricata nel tormentone delle 'divisioni del PD'. Si tratta di una discussione proofonda e consapevole che deve portare i gruppi parlamentari ad una decisione meditata e chiara'.
Il Disegno di legge della maggioranza sul Testamento biologico 'e' fatto per impedire l'autodeterminazione del soggetto'. Lo afferma Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl.
'Sul testo di maggioranza - ha commentato Della Vedova - non c'e' convergenza totale neanche nella stessa maggioranza. Si tratta di un testo - ha aggiunto - 'contro' il Testamento biologoco e se dovesse risultare il provvedimento finale, non potro' che votare contro'. La ragione, secondo Della Vedova, e' chiara: 'Questo disegno di legge risolve i nodi critici con una posizione ambigua nella migliore delle ipotesi, una posizione conservatrice, confessionale e, sul piano politico, di retroguardia rispetto agli orientamenti prevalenti nei grandi partiti del Partito popolare europeo e anche alla sensibilita' di una parte consistente del nostro elettorato che chiede una legge in favore dell'autodeterminazione del paziente'. In particolare, in riferimento ai trattamenti di nutrizione e idratazione artificiale, Della Vedova afferma che dovrebbero essere nell'ambito delle possibilita' di pronunciamento del soggetto: 'Questi - ha sottolineato - sono, infatti, trattamenti sanitari sui quali la persona deve poter decidere 'ora per allora', ed il medico non puo' essere, come questo testo prevede, il 'dominus' arbitro'. Insomma, la Dichiarazione anticipata di trattamento, ha concluso l'esponente Pdl, 'deve per il medico risultare vincolante salvo eccezioni'.
"La situazione e' confusa e trovo che con il testo proposto dalla maggioranza si avvia una procedura molto particolare e complessa. Credo che si possano aprire dei conflitti di competenze. Vedremo come riusciranno a mettere insieme posizioni contraddittorie come le sentenze esecutive e questo disegno di legge". Lo dice Emma Bonino, vicepresidente del Senato, al termine della seduta della commissione Sanita' dove e' stato illustrato il testo unificato del ddl sul testamento biologico.
Sul testo presentato dal senatore Raffaele Calabro' (Pdl), Bonino aggiunge: "Tutto previsto e prevedibile. Il punto nodale e' l'esclusione della capacita' di scelta del soggetto per quanto riguarda il trattamento di nutrizione e idratazione".
"E' un testo molto equilibrato che coglie i diversi elementi espressi anche dal testo Baio. Penso che si possa aprire una buona discussione". E' positivo il giudizio del sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, che ha preso parte alla prima seduta della commissione sanita' del Senato sul testamento biologico. Sui possibili conflitti con la magistratura, ipotizzati dall'opposizione con Ignazio Marino (Pd) ed Emma Bonino dei Radicali, il sottosegretario Roccella ritiene "evidente" che si sia qualche problema. "C'e' - spiega - una parte della magistratura che applica le leggi e un'altra parte che ritiene di creare norme. Diciamo che e' una parte della magistratura che ha una tendenza creativa". Ma il sottosegretario auspica "che non ci siano tentativi di ritardare l'applicazione della legge", e che "la discussione sia ampia, approfondita e condivisa".
"Sul testamento biologico, come ha ricordato giustamente Rosy Bindi, non e' tempo di piantare bandierine individuali o di piccolo gruppo. Non si puo' discutere oggi come se il Pd non avesse assunto una chiara posizione comune, i cui contenuti sono stati chiariti in modo compiuto da Roberto Di Giovan Paolo su 'Europa' di sabato, fermi restando i legittimi dissensi individuali". Lo dice il senatore del Pd Stefano Ceccanti.
"Il fatto che- prosegue- la posizione comune, proprio perche' era largamente prevalente, non sia stata approvata con un voto formale, non toglie niente al suo valore. Quando i dissensi sono minimi e' rarissimo che nei gruppi si voti".
Infatti, spiega Ceccanti, "nei due casi piu' importanti in cui il gruppo del Senato ha deciso di votare in Assemblea sul federalismo fiscale (sull'opportunita' di presentare un testo compiuto e poi sull'astensione finale), pur essendosi registrata un'ampia maggioranza ex post, cio' non era affatto prevedibile ex ante. Evitiamo quindi di sfondare porte aperte, di richiedere posizioni comuni che gia' esistono".
Referendum sul testamento biologico. E' la proposta che il medico radicale Silvio Viale ha avanzato a Pd e Pdl. 'Su temi come questi e' necessario che il confronto sia aperto e libero in Parlamento e nel Paese, perche' non si puo' rimanere ostaggi di accanimenti ideologici che riducono le liberta' e i diritti dei cittadini', sottolinea Viale chiedendo a Pd e Pdl 'di organizzare consultazioni ampie dei cittadini che hanno chiamato piu' volte ai loro seggi e ai loro gazebo'.
'Li sfido - conclude il medico torinese - a promuovere un referendum tra i loro iscritti, anche per scongiurare l'impressione che le precedenti chiamate a raccolta siano state solo una presa in giro'.
La legge che vuole portare avanti il Governo, ha aggiunto Marino, portera' ad un 'numero di conflitti in tribunale e davanti alla Corte Costituzionale e referendum. Si rischia un pasticcio peggiore di quello fatto con la legge 40 sulla procreazione, perche' il testamento biologico riguarda i cittadini di tutte le eta''.
Sulla questione nutrizione e idratazione artificiale definite come terapie, Marino sostiene che 'le societa' scientifiche di nutrizione parenterale ed enterale, italiana ed europea, hanno dichiarato che si tratta di trattamenti medici e come tali necessitano dell'assenso del paziente'.
Poi Marino porta un affondo contro il presidente dei senatori del PdL, Maurizio Gasparri chiedendosi se 'bisogna lasciare la decisione a uno come Maurizio Gasparri, che non e' un nutrizionista, o ai presidenti delle Societa' scientifiche, che sono senz'altro piu' preparati. E comunque, se Sacconi ci aiutasse a sostenere il mio progetto di legge, si lascerebbe liberta' di scelta a tutti, sia che si voglia seguire un orientamento piuttosto che un altro'.
'Dispiace che il senatore Marino non sappia trovare migliore argomento per sostenere le proprie tesi che rivolgersi in maniera offensiva nei confronti del collega Gasparri'. Lo afferma il vicepresidente vicario dei senatori del Pdl Gaetano Quagliariello aggiungendo: 'dispiace anche che nel giorno in cui il Parlamento, la sede piu' elevata del confronto politico, si riappropria finalmente del dibattito sul fine vita, Marino mostri di preferire il predominio dei 'tecnici', che nella storia dell'umanita' ha provocato danni incommensurabili e condurrebbe inevitabilmente verso una presunzione fatale di determinismo assoluto'.
'Non vorremmo - prosegue Quagliariello - che chi per anni ha sventolato la bandiera del testamento biologico, temendo che le proprie posizioni siano minoritarie imbocchi la strada dell'arbitrio giurisprudenziale e della tecnocrazia. Piuttosto ci si confronti in Parlamento, dove il relatore Calabro' ha appena proposto alla discussione comune un testo base in grado di superare gli steccati ideologici, e di tutelare l'inviolabilita' del diritto alla vita senza menomare la liberta' dei singoli, nel quadro di un'alleanza terapeutica che possa sopravvivere anche alla perdita della capacita' di intendere e di volere da parte del paziente'.
'La sua acrimonia e' ingiustificata'. Cosi' il presidente del Pdl al Senato Maurizio Gasparri replica al senatore del Pd Ignazio Marino in merito al Testamento biologico.
'Dispiace che Ignazio Marino, che si ritiene presunto unico ispiratore di politiche sanitarie - afferma Gasparri in una nota - si sia rivolto in modo sprezzante ed offensivo nei miei confronti. E' mio diritto, come legislatore, come politico e come cittadino, occuparmi dei temi della vita, del testamento biologico e di altre vicende fondamentali, che non sono monopolio di presunti scienziati come lui'.
'Rattrista l'inutile acrimonia - prosegue Gasparri - di chi finse di abbandonare l'Italia, per poi farvi rientro con l'aspirazione, negata dalla sua parte politica, di ricoprire l'incarico di ministro della Sanita'. Le ambizioni frustrate non giustificano immotivate offese gratuite a chi, come me, nel merito ha delegato approfondimenti ad esperti quali i senatori Tomassini e Calabro''.
'Di fronte a tanta miseria umana - conclude Gasparri - rivendico la mia liberta' di pensiero di cattolico, di persona e di politico. Il problema della sanita' in Italia non e' la mancata poltrona di ministro per Marino'.
"Veramente non capisco a quale DDL si riferisca il senatore Marino. Il testo del disegno di legge sul consenso informato e le dichiarazioni anticipate di trattamento, presentato nel pomeriggio dal senatore Calabrò in Commissione Sanità non era stato reso noto prima di oggi pomeriggio". Lo sottolinea, in una nota, il presidente della commissione Sanità del Senato, Antonio Tomassini (Pdl) . "Siamo sereni e ottimisti nel valutare il lavoro fin qui svolto dalla Commissione - aggiunge Tomassini - e che vede gran parte delle forze politiche schierate nel voler costruire insieme un percorso che porti alla definizione di una legge sul testamento biologico, che proprio oggi è stato avviato con la presentazione di un testo di riferimento con primi interventi in discussione generale. Appare veramente incomprensibile l'atteggiamento di Marino perché diverso da quello tenuto nella scorsa legislatura. Oggi sembra più inseguire un proprio fine personale che non la passione per la legge, arrivando persino all'insulto e all'offesa nei confronti del Presidente del gruppo del PDL a Palazzo Madama che invece ha dimostrato di essere aperto e democratico verso la tematica. E' emblematico poi - conclude il senatore del Pdl - che Marino venga smentito da 9 senatori del PD che dichiarano di apprezzare il provvedimento ritenendolo 'una buona sintesi che coniuga difesa della vita e libertà della persona'".
"Non conosco il curriculum del senatore Ignazio Marino, ma certamente il mio non ha nulla da invidiare al suo. Credo che il collega con le offese mosse non soltanto nei miei confronti ma anche verso Maurizio Gasparri, abbia avuto una caduta di stile e abbia mostrato poco rispetto verso le istituzioni. Evidentemente l'esponente del Pd non ha piu' frecce al suo arco e davanti all'ampio consenso che si sta formando intorno al testo base sul testamento biologico predisposto dalla maggioranza, ricorre alle offese personali, rivelandosi incapace di confrontarsi correttamente con il Pdl".
Lo afferma il senatore e cardiologo Raffaele Calabro', nonche' relatore sul Ddl sulle DAT. "Resto esterrefatto anche dal repentino cambiamento del collega Marino che improvvisamente sembra non volere piu' una legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento, pur avendo depositato in Commissione un disegno di legge, e dimenticando che lo scorso primo agosto il Senato ha approvato un ordine del giorno su iniziativa del senatore del Pd Luigi Zanda che impegnava l'Aula ad approvare quanto prima una legge sulle DAT". "Per questione di coerenza -aggiunge Calabro'- oggi come ieri credo che, nell'interesse del Paese, si debba colmare il vuoto legislativo, elaborando un testo chiaro, coerente e attento, aperto ai suggerimenti delle altre formazioni politiche, purche' non si giunga ad uno stravolgimento dei principi base del testo unificato, principi laici, comuni a credenti e non credenti. Una legge necessaria che ha alcuna velleita' di imbrigliare la magistratura, ma vuole dare una risposta alle esigenze e ai dubbi della societa' civile. Ne' credo che le accuse di incostituzionalita' sollevate dal solito Marino e prive di ogni fondamento servano a qualcosa se non a inquinare il dibattito in Parlamento, sollevazioni che non trovano conferma nella nostra Carta Costituzionale che in nessun articolo sancisce il diritto alla morte, ne' all'art. 32 ne' in nessun altra disposizione normativa, tutelando invece espressamente soltanto il diritto alla salute. Fa piacere -continua il Relatore - comunque constatare che nove senatori del PD non considerino il testo base 'confuso e macchinoso', ma lo reputino una buona sintesi tra la difesa della vita e la liberta' della persona. Cosi' come apprezziamo la nota positiva dell'Udc di Rocco Buttiglione, colleghi con i quali il Pdl intende intraprendere un dialogo costruttivo che portera' senz'altro dei miglioramenti al testo, persuaso che nella vita come nella politica tutto sia perfettibile".
9 SENATORI PD,TESTO PDL E'BUONA SINTESI - 'Una buona sintesi che coniuga difesa della vita e liberta' della persona, quella presentata oggi dal relatore, Raffaele Calabro', in commissione Sanita' sulle dichiarazioni anticipate di trattamento'. E' il commento di 9 senatori del Pd (Emanuela Baio, Benedetto Adragna, Maria Pia Garavaglia, Vincenzo De Luca, Mauro Del Vecchio, Lucio D'Ubaldo, Claudio Gustavino, Daniela Mazzuconi, Nino Papania) al dl di maggioranza sul Testamento biologico.
'Il testo - affermano i senatori in una nota - potra' essere modificato in alcune parti, come la certificazione notarile, che burocratizza e rende piu' difficile l'attestazione da parte del cittadino delle dichiarazioni anticipate di trattamento, ma ci rende vicini nell'interpretazione dei valori fondamentali'.
'Noi - proseguono i 9 senatori - siamo disponibili ad un percorso comune che veda la costruzione di un testo condiviso.
Il provvedimento presentato oggi raccoglie la nostra visione antropologica della vita'. Quanto ai nodi dell'idratazione e alimentazione artificiali, nel testo Calabro', rilevano, 'sono definite forme di sostegno vitale e non possono essere oggetto di dichiarazione anticipata di trattamento, impedendo di dare adito ad un pericoloso diritto alla morte, che non trova e non trovera' spazio nella nostra legislazione'.
'Di fronte al susseguirsi confuso di provvedimenti degli organi giudiziari - concludono i parlamentari - e' quanto mai urgente l'approvazione di una buona legge. E' per questo che noi dichiariamo la nostra disponibilita' a lavorare insieme, affinche' si giunga all'approvazione di un testo largamente condiviso'.
ALTRI COMMENTI
Il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano (Pdl), esprime alcune riserve sul disegno di legge sul testamento biologico presentato da Raffaele Calabró (Pdl).
"L'esame della bozza sul fine vita predisposta dal senatore Calabró va svolto chiedendosi se è in grado, nella sua oggettività, a fornire quei dati di chiarezza e di coerenza nella difesa della vita, necessari per fronteggiare la deriva eutanasica di fonte giudiziaria", afferma in una nota. "Per questo turba la prospettiva che vengano qualificati come 'accanimento terapeutico' cure utili a soggetti la cui 'morte non sia prevista come imminente' (art. 3. 1 comma); con la conseguenza che il medico 'dovrebbe astenersi' da tali cure anche quando il paziente non le abbia rifiutate. La disposizione offre il fianco a una strumentalizzazione al fine di risparmiare le forti spese conseguenti alla lunghe degenze; e non sembra compatibile con le affermazioni del Consiglio Superiore della Sanità e della giurisprudenza della Corte di Cassazione secondo puó sussistere 'accanimento terapeutico' solo quando la 'morte del paziente si preannunci comunque imminente e inevitabile'".
"Preoccupa poi il fatto - prosegue Mantovano - che attraverso la dichiarazione anticipata di trattamento un soggetto in pieno stato di salute possa rinunciare a 'trattamenti sanitari' che in un futuro anche lontano potranno salvargli la vita (art. 5, 4 comma). N, fuga le perplessità il fatto che tale rinuncia sia limitata alle cure 'altamente invasive e invalidanti', sia per le prevedibili incertezze e difficoltà nella definizione di concetti cosí fluidi, sia perch, i sostenitori del 'testamento di morte' non mancheranno di sottolineare l'incongruenza intrinseca di una norma che consenta di rifiutare talune cure e non altre (quali le trasfusioni di sangue)".
'E' un modo distorto quello del senatore Ignazio Marino di affrontare l'inizio del dibattito sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento'. Lo afferma il senatore Michele Saccomanno (Pdl) componente della Commissione Igiene e Sanita' secondo il quale: 'Il disegno di legge proposto dal relatore, senatore Calabro', nasce dopo un ampio dibattito tra i componenti della Commissione sanita' e l' audizione di esperti che la Commissione, in modo esaustivo e con l'accordo generale, ha avuto'.
'Non e' Maurizio Gasparri - aggiunge Saccomanno - ma in modo unanime l'Associazione chirurghi ospedalieri italiani, la Societa' italiana di chirurgia, il Collegio italiano chirurghi che nelle sue componenti - e quindi, anche in rappresentanza dello stesso senatore Marino quale chirurgo - ha ritenuto fondamentale considerare non terapeutica l'alimentazione e la idratazione'.
"Quello di Calabro' e' un buon testo ed una buona base di discussione, soprattutto per cio' che riguarda la chiara distinzione fra le disposizioni anticipate di trattamento e l'eutanasia. Se qualcuno voleva usare questa legge come un cavallo di Troia per far passare l'eutanasia (e qualcuno voleva farlo) sara' sicuramente rimasto deluso". Lo dichiara il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione. "Il testo, tuttavia, puo' e deve essere migliorato su alcune questioni decisive e l'Udc si impegnera' in una battaglia emendativa per ottenere questi miglioramenti, ad esempio sul rapporto fra direttive anticipate di trattamento e piano di cura; il diritto del paziente alla protezione contro il dolore, dando anche riferimenti sicuri agli addetti alla medicina palliativa; il diritto al rifiuto di terapie sproporzionate - conclude Buttiglione -, che andrebbe meglio precisato, fermo restando che nutrizione ed idratazione non possono mai costituire un trattamento sproporzionato".
'Il testo base sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, presentato oggi in Commissione Sanita' dal senatore Raffaele Calabro', lascia ancora la porta socchiusa all'introduzione di pratiche eutanasiche nel nostro Paese, e questo e' un rischio assolutamente da evitare'. Lo afferma Isabella Bertolini, Componente del Direttivo del Pdl alla Camera dei Deputati.
'Condivido il testo - afferma Bertolini - dove prevede che nutrizione e idratazione sono sostentamento vitale e non cure mediche, ma ritengo che vadano introdotti ulteriori miglioramenti a garanzia e a tutela del principio intoccabile dell'indisponibilita' della vita. Non possiamo, infatti, permetterci di votare una legge che possa lasciare spiragli interpretativi a quei giudici sostenitori della morte a tutti i costi'.
Il capogruppo Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, giudica positivamente la presa di posizione assunta da 9 senatori del Pd che hanno considerato il testo presentato da Raffaele Calabro' (Pdl) sul testamento biologico una buona sintesi tra la difesa della vita e la liberta della persona.
'Il disegno di legge elaborato dal senatore Calabro' traccia una linea che definisce in modo preciso la dichiarazione anticipata di trattamento, escludendo per altro verso la sospensione dell'idratazione e dell'alimentazione.
Sulla linea del progetto - sostiene Cicchitto - e' possibile definire una posizione comune tra laici e cattolici ed anche fra maggioranza ed opposizione. In questo quadro e' da salutare positivamente la presa di posizione di nove senatori del Pd'.
Nella discussione sul caso Englaro e sul testamento biologico 'c'e' ancora qualcosa di ambiguo e faticoso'. Lo scrive in una lettera a Repubblica Pierluigi Bersani, deputato PD e ministro ombra dell'Economia. 'Fino a un secdolo fa' - spiega - il morire e' stato un rito domestico e di vicinato', oggi 'il morire e' stato pressoche' totalmente affidato ai moderni servizi sanitari e sociali'. 'Per secoli in occidente la morte piu' temuta e' stata quella improvvisa e notturna: esattamente quella che pare oggi una fortuna a noi che temiamo invece la morte 'irta di tubi''.
'Vorrei - afferma Bersani -che il Parlamento nel prendere le sue decisioni si aprisse ad una vera discussione pubblica su questi temi che interessano tutti e sui quali la vox populi puo' indicare ai decisiori la strada dell'umanita' e della pieta'. Per quanto riguarda la mia parte politica, io sono orgoglioso della discussione che sta avvenendo nel Partito Democratico. E' assolutamente ingiusto che venga rubricata nel tormentone delle 'divisioni del PD'. Si tratta di una discussione proofonda e consapevole che deve portare i gruppi parlamentari ad una decisione meditata e chiara'.
Il Disegno di legge della maggioranza sul Testamento biologico 'e' fatto per impedire l'autodeterminazione del soggetto'. Lo afferma Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato del Pdl.
'Sul testo di maggioranza - ha commentato Della Vedova - non c'e' convergenza totale neanche nella stessa maggioranza. Si tratta di un testo - ha aggiunto - 'contro' il Testamento biologoco e se dovesse risultare il provvedimento finale, non potro' che votare contro'. La ragione, secondo Della Vedova, e' chiara: 'Questo disegno di legge risolve i nodi critici con una posizione ambigua nella migliore delle ipotesi, una posizione conservatrice, confessionale e, sul piano politico, di retroguardia rispetto agli orientamenti prevalenti nei grandi partiti del Partito popolare europeo e anche alla sensibilita' di una parte consistente del nostro elettorato che chiede una legge in favore dell'autodeterminazione del paziente'. In particolare, in riferimento ai trattamenti di nutrizione e idratazione artificiale, Della Vedova afferma che dovrebbero essere nell'ambito delle possibilita' di pronunciamento del soggetto: 'Questi - ha sottolineato - sono, infatti, trattamenti sanitari sui quali la persona deve poter decidere 'ora per allora', ed il medico non puo' essere, come questo testo prevede, il 'dominus' arbitro'. Insomma, la Dichiarazione anticipata di trattamento, ha concluso l'esponente Pdl, 'deve per il medico risultare vincolante salvo eccezioni'.
"La situazione e' confusa e trovo che con il testo proposto dalla maggioranza si avvia una procedura molto particolare e complessa. Credo che si possano aprire dei conflitti di competenze. Vedremo come riusciranno a mettere insieme posizioni contraddittorie come le sentenze esecutive e questo disegno di legge". Lo dice Emma Bonino, vicepresidente del Senato, al termine della seduta della commissione Sanita' dove e' stato illustrato il testo unificato del ddl sul testamento biologico.
Sul testo presentato dal senatore Raffaele Calabro' (Pdl), Bonino aggiunge: "Tutto previsto e prevedibile. Il punto nodale e' l'esclusione della capacita' di scelta del soggetto per quanto riguarda il trattamento di nutrizione e idratazione".
"E' un testo molto equilibrato che coglie i diversi elementi espressi anche dal testo Baio. Penso che si possa aprire una buona discussione". E' positivo il giudizio del sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, che ha preso parte alla prima seduta della commissione sanita' del Senato sul testamento biologico. Sui possibili conflitti con la magistratura, ipotizzati dall'opposizione con Ignazio Marino (Pd) ed Emma Bonino dei Radicali, il sottosegretario Roccella ritiene "evidente" che si sia qualche problema. "C'e' - spiega - una parte della magistratura che applica le leggi e un'altra parte che ritiene di creare norme. Diciamo che e' una parte della magistratura che ha una tendenza creativa". Ma il sottosegretario auspica "che non ci siano tentativi di ritardare l'applicazione della legge", e che "la discussione sia ampia, approfondita e condivisa".
"Sul testamento biologico, come ha ricordato giustamente Rosy Bindi, non e' tempo di piantare bandierine individuali o di piccolo gruppo. Non si puo' discutere oggi come se il Pd non avesse assunto una chiara posizione comune, i cui contenuti sono stati chiariti in modo compiuto da Roberto Di Giovan Paolo su 'Europa' di sabato, fermi restando i legittimi dissensi individuali". Lo dice il senatore del Pd Stefano Ceccanti.
"Il fatto che- prosegue- la posizione comune, proprio perche' era largamente prevalente, non sia stata approvata con un voto formale, non toglie niente al suo valore. Quando i dissensi sono minimi e' rarissimo che nei gruppi si voti".
Infatti, spiega Ceccanti, "nei due casi piu' importanti in cui il gruppo del Senato ha deciso di votare in Assemblea sul federalismo fiscale (sull'opportunita' di presentare un testo compiuto e poi sull'astensione finale), pur essendosi registrata un'ampia maggioranza ex post, cio' non era affatto prevedibile ex ante. Evitiamo quindi di sfondare porte aperte, di richiedere posizioni comuni che gia' esistono".
Referendum sul testamento biologico. E' la proposta che il medico radicale Silvio Viale ha avanzato a Pd e Pdl. 'Su temi come questi e' necessario che il confronto sia aperto e libero in Parlamento e nel Paese, perche' non si puo' rimanere ostaggi di accanimenti ideologici che riducono le liberta' e i diritti dei cittadini', sottolinea Viale chiedendo a Pd e Pdl 'di organizzare consultazioni ampie dei cittadini che hanno chiamato piu' volte ai loro seggi e ai loro gazebo'.
'Li sfido - conclude il medico torinese - a promuovere un referendum tra i loro iscritti, anche per scongiurare l'impressione che le precedenti chiamate a raccolta siano state solo una presa in giro'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti