Giovedì 11 giugno 2026
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Testamento biologico. Cardiologi: legge e' necessaria. Marino: 62% medici pratica 'desistenza terapeutica'

U.E. - ITALIA
Notizia ·
I medici 'sono lasciati soli in un momento drammatico, quello del fine vita: ormai una legge sul Testamento biologico si rende necessaria'. L'appello arriva dai cardiologi, riuniti in questi giorni a Roma per il 68/o Congresso della Societa' italiana di cardiologia (Sic). Ed e' stato rivolto oggi direttamente al presidente della commissione Sanita' del Senato Ignazio Marino che, prendendo parte ad un dibattito sul tema promosso dalla Sic, ha sottolineato come i tempi per una normativa in tal senso siano 'maturi'.
'I medici -ha affermato il presidente SIC Francesco Fedele- sono lasciati soli a gestire una situazione cos? grave come quella dei momenti terminali della vita. Ormai una legge si rende necessaria per riaffermare sia i diritti del malato sia la dignit? del medico'. Un appello accolto da Marino, il quale ha ricordato un dato gia' diffuso dall'Istituto Mario Negri di Milano: 'In Italia nel 62% delle situazioni di fine vita i medici praticano la desistenza terapeutica, ovvero interrompono le terapie seguendo scienza e coscienza. Ma in segreto. Se lo scrivessero in cartella clinica verrebbero accusati di omicidio volontario'. Con una normativa invece, 'il fatto di agire nella legalita' aiuterebbe il medico a mantenere l'alleanza terapeutica con il paziente anche in un momento come quello del passaggio fra la vita e la morte. Oggi i cardiologi, dopo gli anestesisti, gli oncologi e i medici di famiglia, hanno confermato che le decisioni vengono prese nel silenzio e la sospensione delle terapie in vari casi di fatto viene eseguita. La legge in merito e' un'esigenza espressa dalla categoria, che sono determinato a portare avanti'. Marino ha quindi ricordato che la discussione sul Testamento biologico riprender? in Commissione a gennaio, con un testo unificato redatto dalla senatrice Fiorenza Bassoli.

'Non credo a questo dato. Penso che sia una interpretazione forzata. Credo che i pazienti e i familiari debbano continuare a fidarsi dei loro medici'. Lo ha sottolineato la senatrice Paola Binetti (Pd), membro della Commissione Sanita' del Senato.
'Il Paese -ha aggiunto- ha bisogno di leggi che vengano incontro ai bisogni reali, spesso drammatici, come dimostrano le recenti vicende accadute a Vibo Valentia e a Pistoia. La riflessione sul testamento biologico e' una straordinaria opportunita' perche' medici e pazienti riflettano sulla vita e sulla morte. E' in questo senso che il dibattito tocca il cuore stesso della riflessione scientifica ed umana. Ci sara' una Legge sulla dichiarazione anticipata riguardante il trattamento solo nel momento in cui saremo certi che anche questa legge difende il diritto alla vita, fino all'ultimo momento'.
'Non esiste il diritto alla morte -ha concluso- non esiste una legge che possa non solo autorizzare l'eutanasia ma nemmeno quelle forme surrettizie e che possano essere definite criptoeutanasia'.
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