Testamento biologico, come il Pdl cerca il perdono dalla Chiesa
Biotestamento, pillola abortiva Ru486 e il dibattito sulla laicita' rilanciato dal presidente della Camera Gianfranco Fini rischiano di spaccare il Parlamento e di mettere in difficolta' il Pdl alla ripresa dei lavori alla Camera e in Senato a settembre.
La maggioranza, gia' in affanno a causa dello scontro diplomatico tra Lega e Chiesa sulla politica dell'immigrazione e sulla sicurezza, deve ora fare i conti con i parlamentari cattolici irritati dalle parole del presidente della Camera alla festa del Pd a Genova.
Come se non bastasse, quando i rapporti tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e rappresentanti della Chiesa sembrano avviarsi verso una normalizzazione anche grazie alla prevista cena della 'Perdonanza' a L'Aquila tra premier e cardinale Tarcisio Bertone, arriva l'attacco de 'il Giornale', di proprieta' di Paolo Berlusconi, al direttore di Avvenire Dino Boffo.
Il tema piu' caldo resta quello del biotestamento. Dopo la replica dei capigruppo al Senato del Pdl Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello a Gianfranco Fini, arriva quella di Raffaele Calabro'.
Il senatore del Pdl e relatore del ddl sul biotestamento approvato a Palazzo Madama accusa il presidente della Camera di 'aver derogato al suo ruolo super partes' per 'giocare una partita personale' in modo da 'apparire il piu' lontano dalle posizioni del Pdl'. Calabro' respinge al mittente le accuse in merito a un'ingerenza della Chiesa nella stesura del testo: 'Oltre a non essere vero - puntualizza - e' offensivo nei confronti della liberta' di coscienza dei senatori'.
Sembrano riferirsi alle parole del presidente della Camera anche venti parlamentari di Pdl, Lega, Pd e Udc che si definiscono 'gruppo trasversale di parlamentari cattolici', tra i quali spiccano Paola Binetti, Rocco Buttiglione e Isabella Bertolini. 'E' francamente insopportabile - dicono - dividere i parlamentari tra laici e clericali, facendo coincidere i clericali con i cattolici. Il clericalismo alberga a diverse latitudini, spesso vestito di un laicismo ideologico'.
'Nessuno - ammoniscono - s'azzardi ad affermare che, solo perche' cattolici, siamo la longa manus dei vescovi'.
Il ministro Gianfranco Rotondi prova a riportare serenita' nel Popolo della Liberta': 'Nessuna presa di distanza del Pdl dal presidente Fini - dice - ma solo dibattito franco su temi importanti: Fini e' una risorsa troppo importante perche' il partito non apprezzi il suo contributo'.
Al fianco del presidente della Camera si schiera il segretario del Pri Francesco Nucara, eletto nelle liste del Pdl: 'Fini - dice - ha intrapreso un percorso innovativo con coraggio e coerenza da molto tempo a questa parte e trova tutta la simpatia, l'apprezzamento e la solidarieta' dei repubblicani italiani'. Con Fini si schiera anche Flavia Perina, deputata e componente della direzione nazionale del Pdl, che 'rivendica il diritto a un dibattito interno aperto, pluralista, dove nessuna posizione sia sanzionata per lesa maesta' '.
La maggioranza, gia' in affanno a causa dello scontro diplomatico tra Lega e Chiesa sulla politica dell'immigrazione e sulla sicurezza, deve ora fare i conti con i parlamentari cattolici irritati dalle parole del presidente della Camera alla festa del Pd a Genova.
Come se non bastasse, quando i rapporti tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e rappresentanti della Chiesa sembrano avviarsi verso una normalizzazione anche grazie alla prevista cena della 'Perdonanza' a L'Aquila tra premier e cardinale Tarcisio Bertone, arriva l'attacco de 'il Giornale', di proprieta' di Paolo Berlusconi, al direttore di Avvenire Dino Boffo.
Il tema piu' caldo resta quello del biotestamento. Dopo la replica dei capigruppo al Senato del Pdl Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello a Gianfranco Fini, arriva quella di Raffaele Calabro'.
Il senatore del Pdl e relatore del ddl sul biotestamento approvato a Palazzo Madama accusa il presidente della Camera di 'aver derogato al suo ruolo super partes' per 'giocare una partita personale' in modo da 'apparire il piu' lontano dalle posizioni del Pdl'. Calabro' respinge al mittente le accuse in merito a un'ingerenza della Chiesa nella stesura del testo: 'Oltre a non essere vero - puntualizza - e' offensivo nei confronti della liberta' di coscienza dei senatori'.
Sembrano riferirsi alle parole del presidente della Camera anche venti parlamentari di Pdl, Lega, Pd e Udc che si definiscono 'gruppo trasversale di parlamentari cattolici', tra i quali spiccano Paola Binetti, Rocco Buttiglione e Isabella Bertolini. 'E' francamente insopportabile - dicono - dividere i parlamentari tra laici e clericali, facendo coincidere i clericali con i cattolici. Il clericalismo alberga a diverse latitudini, spesso vestito di un laicismo ideologico'.
'Nessuno - ammoniscono - s'azzardi ad affermare che, solo perche' cattolici, siamo la longa manus dei vescovi'.
Il ministro Gianfranco Rotondi prova a riportare serenita' nel Popolo della Liberta': 'Nessuna presa di distanza del Pdl dal presidente Fini - dice - ma solo dibattito franco su temi importanti: Fini e' una risorsa troppo importante perche' il partito non apprezzi il suo contributo'.
Al fianco del presidente della Camera si schiera il segretario del Pri Francesco Nucara, eletto nelle liste del Pdl: 'Fini - dice - ha intrapreso un percorso innovativo con coraggio e coerenza da molto tempo a questa parte e trova tutta la simpatia, l'apprezzamento e la solidarieta' dei repubblicani italiani'. Con Fini si schiera anche Flavia Perina, deputata e componente della direzione nazionale del Pdl, che 'rivendica il diritto a un dibattito interno aperto, pluralista, dove nessuna posizione sia sanzionata per lesa maesta' '.
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